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    <title>1967747-renewedas-2053808</title>
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    <item>
      <title>Corrispettivi elettronici: il credito d'imposta per sistemi di pagamento evoluto</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/corrispettivi-elettronici-il-credito-d-imposta-per-sistemi-di-pagamento-evoluto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Gli strumenti d'incasso evoluti
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I corrispettivi elettronici sono in continua evoluzione, ed il panorama si è ulteriormente arricchito di possibilità a seguito dell’approvazione delle regole tecniche di collegamento degli strumenti di incasso con moneta elettronica (POS) ai registratori telematici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Adottando, su base assolutamente facoltativa, gli strumenti di incasso evoluto gli esercenti potranno godere di un credito d’imposta per le commissioni bancarie maggiorato rispetto a quello ordinariamente concesso, nonché del riconoscimento di un ulteriore credito d’imposta concesso a fronte delle spese da sostenere per l’adeguamento a questa ennesima innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Provvedimento 6 agosto 2021, n. 211996, ha disposto le regole tecniche da seguire, al fine di consentire il collegamento degli strumenti di incasso con moneta elettronica (POS) ai registratori telematici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si tratta di un’opzione concessa agli esercenti, e non di un obbligo, che consente di godere di una serie di benefici, sotto forma di credito d’imposta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il collegamento degli strumenti di incasso (POS) al Registratore Telematico trasformano il registratore in quello che viene definito “ “sistema di incasso evoluto".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tale provvedimento è stato emanato in data 6 agosto 2021, protocollo n. 211996 (Regole tecniche per il collegamento tra sistemi che consentono forme di pagamento elettronico e strumenti che consentono la memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, ai sensi degli articoli 22, comma 1-ter, e 22-bis, comma 1, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157 e successive modificazioni).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il provvedimento in oggetto altro non ha disposto se non un rinvio al par. 2.1 delle specifiche tecniche del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 28 ottobre 2016 e successive modificazioni e alle relative specifiche tecniche, rinviando eventuali ulteriori modalità a successivi provvedimenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Per i Registratori Telematici dotati di dispositivo abilitato al trattamento del pagamento elettronico (es. POS), compresi quelli di dimensioni ridotte e portatili, si precisa che
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            le interazioni tra le componenti principali e le componenti per il trattamento dei pagamenti elettronici devono essere realizzate in modo da assicurare il livello più elevato possibile di continuità operativa delle funzioni del modulo fiscale del Registratore Telematico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre i dispositivi abilitati al trattamento dei pagamenti elettronici possono essere integrati all’interno dell’involucro del Registratore Telematico, rispettando le seguenti condizioni:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. il dispositivo per il trattamento dei pagamenti elettronici non deve essere vincolato dal sigillo fiscale, in modo da rendere possibili le operazioni di manutenzione ed assistenza tecnica su di esso senza rimozione dello stesso sigillo. In ogni modo deve essere possibile effettuare gli interventi tecnici per ripristinare il funzionamento del solo modulo fiscale, senza il vincolo al ripristino del funzionamento del dispositivo di pagamento;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2. il dispositivo abilitato al trattamento dei pagamenti elettronici non deve interferire sulle funzioni del modulo fiscale;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3. in caso di intervento per manutenzione ordinaria o per guasto della componente fiscale, il tecnico abilitato deve poter rimuovere il sigillo fiscale, procedere alla riparazione e riapplicare il sigillo, ripristinando la funzionalità del modulo fiscale senza che sia necessario l’intervento di altri soggetti manutentori sul dispositivo di pagamento elettronico;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4. il software fiscale ed il software per la gestione dei pagamenti elettronici devono essere strutturalmente e funzionalmente separati, fatto salvo il canale di comunicazione per il necessario scambio dati. In particolare, la transazione innescata dal modulo fiscale verso il sistema di pagamento deve essere eseguita in modo singolo e non ulteriormente divisibile (cd. “operazione atomica”);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          5 il dispositivo abilitato al trattamento dei pagamenti elettronici può utilizzare la stampante del Registratore Telematico per l’emissione della ricevuta di pagamento;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          6. in caso di guasto o malfunzionamento del dispositivo abilitato al trattamento dei pagamenti elettronici, ancorché integrato in un unico contenitore, il Registratore Telematico non deve interrompere il proprio funzionamento fiscale;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          7. in caso di transazioni effettuate con pagamento elettronico, nella memoria permanente di dettaglio devono essere riportati i seguenti dati:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          a. Data/ora della transazione bancaria (formato: aaaa/mm/gg hh:mm)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          b. Modalità dell’operazione (on-line oppure off-line)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          c. Importo dell’operazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          d. Codice autorizzativo (codice univoco della transazione)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In caso di Registratore Telematico di ridotte dimensioni (cd. palmare), il dispositivo per il pagamento elettronico potrà essere collocato nella parte del Registratore protetta dal sigillo fiscale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Devono comunque essere assicurate le seguenti condizioni:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • in fase di esercizio, il guasto del dispositivo per il pagamento elettronico non deve causare l’interruzione della funzionalità del modulo fiscale dell’apparecchio;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • in caso di intervento per manutenzione ordinaria o per guasto del modulo fiscale, il tecnico abilitato deve poter rimuovere il sigillo fiscale, procedere alla riparazione e riapplicare il sigillo, ripristinando la funzionalità del modulo fiscale del Registratore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I Registratori Telematici di ridotte dimensioni (cd. palmare) possono essere dotati di un unico dispositivo di visualizzazione (display) che permetta la contemporanea visione sia all’operatore sia al cliente, in modo tale che quest’ultimo possa leggere i dati di vendita in modo esauriente e comprensibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La riparazione, o comunque la disponibilità di un apparecchio funzionante, deve avvenire tempestivamente”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Agli esercenti che adotteranno il  collegamento dei sistemi di pagamento ai registratori telematici, verranno riconosciuti dei benefici di natura fiscale, in primis un c
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           redito d’imposta su commissioni pagamenti elettronici come di seguito illustrato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Beneficiari
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           : esercenti attività di impresa, arte o professioni, con ricavi o compensi relativi all'anno d’imposta precedente inferiore a 400.000 euro, che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di consumatori finali, a partire dal 1° luglio 2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Misura
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          standard del beneficio: credito d’imposta del 30 per cento delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate mediante altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Misura maggiorata del beneficio nel caso di adozione di strumenti di incasso evoluti: per le commissioni maturate nel periodo dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2022, il credito d'imposta concesso è pari al 100 per cento delle commissioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Trattasi di credito d’imposta concesso in regime “de minimis”, utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa. Il credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP e non rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, comma 5, del TUIR, D.P.R. n. 917/1986.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Credito d’imposta per l'acquisto, il noleggio o l'utilizzo di strumenti che consentono forme di pagamento elettronico e per il collegamento con i registratori telematici
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con specifico riferimento alle spese sostenute per la transizione ai sistemi di incasso evoluto sono previsti i seguenti crediti di imposta:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Acquisto, noleggio o utilizzo di strumenti che consentono forme di pagamento elettronico, effettuato tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022 (commi 1 e 2):
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          beneficiari: esercenti attività di impresa, arte o professione, che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di consumatori finali;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          misura del credito d’imposta:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          70 per cento, per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200.000 euro;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          40 per cento, per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare superiore a 200.000 euro e fino a 1 milione di euro;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          10 per cento, per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro della spesa sostenuta per l’acquisto, il noleggio o l’utilizzo degli strumenti stessi, nonché delle spese di convenzionamento ovvero delle spese sostenute per il collegamento tecnico tra i predetti strumenti, con un massimo di 160 euro per soggetto;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          acquisto, noleggio o utilizzo di strumenti evoluti di pagamento elettronico che consentono anche la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi (comma 3):
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          beneficiari: esercenti attività di impresa, arte o professione, che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi nei confronti di consumatori finali;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          misura del credito d’imposta:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 per cento, per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare non superiore a 200.000 euro;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          70 per cento, per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare superiore a 200.000 euro e fino a 1 milione di euro;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          40 per cento, per i soggetti i cui ricavi e compensi relativi al periodo d'imposta precedente siano di ammontare superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro della spesa sostenuta, con un massimo di 320 euro per soggetto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I menzionati crediti d’imposta sono utilizzabili esclusivamente in compensazione, successivamente al sostenimento della spesa e non concorrono alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP e non rilevano ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, comma 5, del TUIR.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 14 Sep 2021 16:00:51 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Locazione immobili commerciali</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La ricontrattazione del canone nel Decreto “Sostegni-bis”
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         In sede di conversione in Legge n. 106/2021 del D.L. n. 73/2021, Decreto “Sostegni-bis”, in materia di locazioni di immobili destinati ad attività commerciali, è stata introdotta una disposizione in base alla quale il locatario e il locatore sono chiamati a collaborare tra di loro in buona fede per rideterminare temporaneamente il canone di locazione per un periodo massimo di cinque mesi nel corso del 2021. Ciò vale ove il locatario non abbia avuto diritto di accedere, a partire dall’8 marzo 2020, ad alcuna delle misure di sostegno economico adottate dallo Stato per fronteggiare gli effetti delle restrizioni imposte dalla pandemia da Covid-19.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La durata della locazione non può essere inferiore a nove anni se l’immobile urbano, anche se ammobiliato, è adibito ad attività alberghiere, all’esercizio di imprese assimilate ai sensi dell’art. 1786 c.c. o all’esercizio di attività teatrali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il contratto di locazione può essere stipulato per un periodo più breve qualora l’attività esercitata o da esercitare nell’immobile abbia, per sua natura, carattere transitorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Art. 28, comma 1, Legge n. 392/1978
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per le locazioni di immobili nei quali siano esercitate le attività indicate nei commi primo e secondo dell’art. 27, il contratto si rinnova tacitamente di sei anni in sei anni e, per quelle di immobili adibiti ad attività alberghiere o all’esercizio di attività teatrali, di nove anni in nove anni; tale rinnovazione non ha luogo se sopravviene disdetta da comunicarsi all’altra parte, a mezzo di lettera raccomandata, rispettivamente almeno 12 o 18 mesi prima della scadenz
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          a.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad ogni modo, alla prima scadenza contrattuale, rispettivamente di sei o nove anni, il locatore può esercitare la facoltà di diniego della rinnovazione soltanto per i motivi di cui all’art. 29 con le modalità e i termini ivi previsti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fatta tale doverosa ricostruzione, passiamo ad analizzare le novità introdotte dal D.L. n. 73/2021, Decreto “Sostegni-bis”, convertito dalla Legge n. 106/2021.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il D.L. n. 73/2021, Decreto “Sostegni-bis”, convertito dalla Legge n. 106/2021, prevede una disposizione volta a favorire la rinegoziazione dei contratti di locazione commerciale. Nello specifico, con l’art. 4-bis viene sostituito l’art. 6-novies del D.L. 22 marzo 2021, n. 41, Decreto “Sostegni”, in materia di locazioni non abitative.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’art. 6-novies del decreto legge 22 marzo 2021, n. 41, nella sua formulazione vigente, prevede un percorso regolato di condivisione dell’impatto economico derivante dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, a tutela delle imprese e delle controparti locatrici, nei casi in cui il locatario abbia subito una significativa diminuzione del volume d’affari, del fatturato o dei corrispettivi, derivante dalle restrizioni sanitarie, nonché dalla crisi economica di taluni comparti e dalla riduzione dei flussi turistici legati alla crisi pandemica in atto. Locatario e locatore sono tenuti a collaborare tra di loro per rideterminare il canone di locazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con l’emendamento approvato in fase di conversione in Legge del Decreto “Sostegni-bis”, la disposizione in esame viene integrata con ulteriori previsioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nello specifico, viene disposto che il locatario e il locatore sono chiamati a collaborare tra di loro in buona fede per rideterminare temporaneamente il canone di locazione per un periodo massimo di cinque mesi nel corso del 2021:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - ove il locatario non abbia avuto diritto di accedere, a partire dall’8 marzo 2020, ad alcuna delle misure di sostegno economico adottate dallo Stato per fronteggiare gli effetti delle restrizioni imposte dalla pandemia, ovvero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - non abbia beneficiato di altri strumenti di supporto di carattere economico e finanziarlo concordati con il locatore anche in funzione della crisi economica connessa alla pandemia stessa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sarà necessario spiegare cosa si intenda per
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           “misure di sostegno economico adottate dallo Stato per fronteggiare gli effetti delle restrizioni imposte”
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ossia se rientra in tale novero anche il bonus affitti immobili non abitativi di cui all’art. 28 del D.L. n. 34/2020, Decreto “Rilancio”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La rinegoziazione del contratto riguarda, in particolare, i locatari esercenti attività economica che abbiano registrato un ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi nel periodo compreso tra il 1° marzo 2020 e il 30 giugno 2021 inferiore almeno del 50 per cento rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi nell’anno precedente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si deve trattare di attività sottoposta ad una chiusura obbligatoria per almeno 200 giorni anche non consecutivi dopo l’8 marzo 2020.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad ogni modo, i contorni operativi della misura appaiono piuttosto incerti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sempre in materia di rinegoziazione dei contratti di locazione commerciale si segnala un apposito disegno di Legge, concernente la rinegoziazione dei contratti di locazione di immobili destinati ad attività commerciali, artigianali e ricettive per l’anno 2021 in conseguenza dell’epidemia di Covid-19 (Proposta di legge C. 2763-A).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuttavia la proposta di Legge, ad oggi, risulta del tutto accantonata. Così come da reiezione riportata nel bollettino della Commissione parlamentare Attività produttive, commercio e turismo (X) del 16 giugno scorso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 27 Jul 2021 16:54:53 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tax credit sanificazione ed adeguamento ambienti di lavoro</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/tax-credit-sanificazione-ed-adeguamento-ambienti-di-lavoro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Comunicazioni dal 4 ottobre al 4 novembre 2021
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È stato emanato ieri il provvedimento direttoriale n. 191910 del 15 luglio 2021 con il quale l’Agenzia delle Entrate definisce le modalità di accesso al nuovo credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, comprese le spese per la somministrazione di tamponi per COVID-19, di cui all’art. 32 del decreto “Sostegni-bis” (D.L. 25 maggio 2021, n. 73). 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In particolare:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - la norma citata ha introdotto un credito d’imposta del 30 per cento per le spese sostenute nei mesi di giugno, luglio ed agosto 2021 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, comprese le spese per la somministrazione di tamponi per Covid-19;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           - il credito d’imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per il 2021;
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           possono usufruirne:
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           a) i soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni;
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           b) gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo Settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti;
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           c) le strutture ricettive extra-alberghiere a carattere non imprenditoriale, purché in possesso del codice identificativo regionale ovvero, in mancanza, identificate mediante autocertificazione in merito allo svolgimento dell’attività ricettiva di Bed and Breakfast;
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Inoltre sono ammesse le seguenti spese:
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           - sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           - somministrazione di tamponi a coloro che prestano la propria opera nell’ambito delle attività lavorative e istituzionali;
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           - acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           - acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           - acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui sopra, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           - acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           La comunicazione contenente l’ammontare delle spese ammissibili sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021, dovrà essere inviata dal 4 ottobre al 4 novembre 2021, utilizzando il modello approvato con il richiamato Provvedimento direttoriale 15 luglio 2021, n. 191910/2021.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           L’ammontare massimo del credito d’imposta fruibile è pari al credito d’imposta richiesto, moltiplicato per la percentuale resa nota con apposito provvedimento, che sarà emanato entro il 12 novembre 2021;
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Il credito d’imposta può essere utilizzato:
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           - nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa;
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           - in compensazione, a partire dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento di cui al precedente punto 6.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 16 Jul 2021 10:46:21 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Acconti Inps per artigiani, commercianti e iscritti alla Gestione Separata</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/acconti-inps-per-artigiani-commercianti-e-iscritti-alla-gestione-separata</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Ecco le condizioni per il rinvio dei versamenti
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         In sede di Manovra finanziaria 2021 (Legge n. 178/2020, art. 1 commi 20-22-bis ) era stata prevista l’introduzione del cd. “anno bianco contributivo”, ovvero – limitatamente a quanto qui in esame - la possibilità di un esonero parziale dal versamento dei contributi dovuti alla gestione AGO (Artigiani e Commercianti) e Inps Gestione Separata.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le disposizioni contenute in Manovra hanno tratteggiato i presupposti per l’esonero: la percezione nel periodo d’imposta 2019 di un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro e l’aver subito nel 2020 un calo del fatturato e dei corrispettivi non inferiore al 33% rispetto a quelli del 2019.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La concreta attuazione della misura, ai sensi del comma 21, era stata demandata ad uno o più decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi (teoricamente) entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Tale decreto, tuttavia, a tutt’oggi è disponibile solo in bozza, anch’essa ormai “datata” e, incredibilmente, non ancora sostituita da indicazioni definitive.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un ritardo inaccettabile, che già ha comportato un cortocircuito nelle scadenze di versamento dei contributi fissi (prima rata 2021) per artigiani e commercianti; ora, le problematiche aumentano ulteriormente, alla luce del Messaggio Inps n. 2418 del 25 giugno 2021 , con il quale l’Istituto annuncia il rinvio a data da destinarsi del versamento degli acconti 2021 gestione AGO e Gestione Separata, fornendo indicazioni non organiche a seconda della gestione di appartenenza e che, oltre tutto, vanno anche in conflitto con le prime informazioni trapelate in base alla bozza di decreto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il messaggio INPS n. 2418/2021
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Soffermandoci in questa sede su quanto riferito nel nuovo Messaggio Inps n. 2418 del 25 giugno 2021 con riferimento ad Artigiani, Commercianti e iscritti Gestione Separata, dopo una premessa che nuovamente (ed inevitabilmente) rimanda alla problematica dell’assenza di disposizioni attuative relative al cd. “anno bianco contributivo”, si legge: 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "In relazione alla necessità di consentire che l’iter di attuazione delle normative sopra indicate venga completato e a seguito di espresso nulla osta da parte del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con il presente messaggio si comunica che sono differiti fino a nuova comunicazione i termini di pagamento già scaduti o di imminente scadenza:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - delle somme dovute a titolo di primo acconto della contribuzione calcolata sul reddito d’impresa ai fini Irpef per l’anno di imposta 2021 dai soggetti di cui all'art. 1  della legge 2 agosto 1990, n. 233, interessati dall'esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali di cui all’art. 1, comma 20 , della legge 30 dicembre 2020, n. 178;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - delle somme per il primo acconto dell’anno di imposta 2021 dovute dai soggetti iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e che producono reddito ai sensi dell’art. 53, comma 1 , del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917."
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dall’analisi di quanto comunicato emergono numerosi dubbi, e una conferma, sulla quale è bene porre subito l’accento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il rinvio del versamento non riguarda l’eventuale saldo contributivo dovuto per il 2020. Infatti, il cd. “anno bianco” concede solo l’esonero (parziale) dal versamento dei contributi 2021 (e non 2020).
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel messaggio si rilevano inoltre alcune incongruenze di non poco conto: infatti, per artigiani e commercianti pare di intendere che il rinvio sia circoscritto ai soggetti “interessati dall’esonero”; ciò lascerebbe fuori dalla proroga tutti quei soggetti che non rispettano i requisiti di accesso al beneficio dell’anno bianco. Requisiti che, peraltro, sono ben diversi se si confronta il dettato di norma (Manovra finanziaria) con ciò che era stato annunciato nel decreto in bozza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vero è che una bozza non ha alcuna validità dal punto di vista normativo, ma altrettanto vero è che questo aspetto dovrebbe essere chiarito, e molto velocemente, per non scoprire a giochi fatti di essersi avvalsi di un posticipo dei versamenti non spettante (quanto ai requisiti richiesti da tale bozza di decreto, che sono più stringenti rispetto a quelli dalla norma, si rinvia al precedente Commento, "In attesa del decreto sull’esonero contributivo la prima rata Inps Artigiani e Commercianti slitta ad agosto").
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Peraltro, in base alla bozza di decreto (che a questo punto immaginiamo debba considerarsi come superata, in toto o in parte) l’esonero contributivo poteva riguardare esclusivamente la contribuzione fissa, e mai quella proporzionale; questa indicazione risulta essere assolutamente incompatibile con quella ora fornita, salvo che il messaggio Inps non sia da intendersi solo con riferimento ai quei rari casi nei quali la contribuzione fissa non è dovuta (Affittacamere e produttori di assicurazione di terzo e quarto gruppo - Circolare n. 12 del 22 gennaio 2004 ).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un altro aspetto delicato deriva dal confronto delle indicazioni fornite per la gestione AGO rispetto a quelle fornite per la Gestione Separata. Per quest’ultima, infatti, non viene fatto riferimento ai soggetti “interessati all’esonero”, con ciò potendo immaginare che il rinvio sia generalizzato a favore di tutti gli iscritti. Questa soluzione, tuttavia, non convince, poiché non si comprende perché agli iscritti GS dovrebbe essere concesso un rinvio incondizionato, mentre ad Artigiani e Commercianti no. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Conclusioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In conclusione, in assenza di ulteriori chiarimenti si teme che il messaggio Inps qui in commento possa fortemente indurre in errore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sicuramente sono fuori dal rinvio i versamenti dei saldi relativi all’anno 2020, mentre quanto agli acconti si consiglia di mantenere la massima prudenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per artigiani e commercianti, infatti, è difficile ignorare il fatto che la bozza di decreto non concedeva il beneficio con riferimento alla contribuzione proporzionale, così come non si può ignorare che in tale bozza venivano fissati requisiti ben più stringenti; per gli iscritti alla Gestione Separata, invece, la prudenza vorrebbe il rispetto delle scadenze ordinarie nel momento in cui si abbia consapevolezza di non rispettare quanto meno le condizioni minimali previste dalla legge di Bilancio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 29 Jun 2021 10:47:17 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Caos di scadenze fiscali</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/caos-di-scadenze-fiscali</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Con il posticipo del secondo acconto 2020 cresce il groviglio delle scadenze fiscali
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I contribuenti che hanno posticipato al 30 aprile il versamento del secondo acconto delle imposte e che ne intendono effettuare il pagamento a rate, entreranno in un vero e proprio groviglio di scadenze fiscali da giugno in poi. Il piano rate concesso per il differimento del secondo acconto delle imposte 2020, stabilito con il dl Ristori (dl 137/2020 ) infatti, si intreccerà e sovrapporrà con il pagamento e le rateizzazioni ordinarie fissate per il saldo 2020 e per gli acconti 2021, la cui scadenza è prevista per il prossimo 30 giugno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo caos di scadenze è in realtà prodotto da una norma con finalità agevolativa. Come indicato all'articolo 13-quinquies, comma 5 del dl 137/2020, l'ammontare del secondo acconto delle imposte sospeso e differito al 30 aprile 2021 per una determinata platea di soggetti identificati dalla norma, va effettuato senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 30 aprile 2021.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È possibile però pagare anche a rate con un piano composto da quattro scadenze di pari ammontare, con il versamento della prima sempre entro il 30/4/2021. In caso di utilizzo del numero massimo di quattro rate però, le ultime due, in scadenza il 30/6 e il 30/7, si sovrapporranno con i pagamenti delle imposte 2020-2021 il cui termine ordinario di versamento è fissato proprio per il prossimo 30 giugno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal groviglio di scadenze non si salveranno neanche i contribuenti che utilizzeranno il termine lungo al 30 luglio 2021 per il pagamento con la maggiorazione dello 0,4%.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ai sensi dell'articolo 17, comma 2 del
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           dpr 435/2001
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          infatti, il versamento del saldo dovuto con riferimento alla dichiarazione dei redditi e a quella dell'imposta regionale sulle attività produttive da parte delle persone fisiche, delle società o delle associazioni, può essere effettuato entro il trentesimo giorno successivo al termine ordinario, maggiorando le somme da versare dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come sopra indicato infatti proprio il 30 luglio 2021 è fissato il termine per il pagamento dell'ultima rata del piano concesso ai contribuenti che hanno optato per il differimento del secondo acconto 2020 ex art. 13-quinquies del dl Ristori. Come se non bastasse il groviglio di scadenze peggiora se, insieme con la rateizzazione del secondo acconto «arretrato» 2020, i contribuenti opteranno anche per il pagamento rateale di saldo e acconti da modello redditi 2021.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ai contribuenti con partita Iva infatti è concesso un piano rate «ordinario» per il pagamento delle somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte con sei scadenze nelle seguenti date: 30 giugno, 16 luglio, 20 agosto, 16 settembre, 18 ottobre e 16 novembre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il piano rate invece si accorcia e parzialmente cambia per coloro che opteranno del termine lungo di pagamento della prima rata con la maggiorazione dello 0,4%. In questo caso le scadenze diventano cinque il 30 luglio, 20 agosto, 16 settembre, 18 ottobre e 16 novembre. Inutile dire che tra rate di acconti arretrati ed in corso l'errore è alla finestra. Inoltre, a complicarsi non sono solo i versamenti ma anche la compilazione del modelli dichiarativi 2021.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al fine di permettere all'agenzia delle entrate la corretta verifica sulla spettanza dell'utilizzo delle norme che hanno concesso le sospensioni dei versamenti, i contribuenti beneficiari devono manifestarne l'utilizzo compilando il quadro RS.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non redigere il rigo RS480, presente sia nel modello redditi per le persone fisiche sia in quello per le società di capitali, farà scattare l'alert all'agenzia delle entrate che invierà la comunicazione al contribuenti con richiesta del pagamento di sanzioni ed interessi per ritardato versamento del dovuto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 27 Apr 2021 09:03:26 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Fondo perduto "Sostegni", ancora modifiche</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/fondo-perduto-sostegni-ancora-modifiche</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Cambiamenti in arrivo per le partite iva aperte dal 1° gennaio 2019
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le modalità di compilazione del modello di istanza per la richiesta del contributo a fondo perduto di cui all’art. 1 del D.L. 22 marzo 2021 n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 marzo 2021, ed in vigore dal giorno successivo, giungono, a poche ore dall’apertura del canale telematico per la trasmissione delle istanze, alla terza modifica consecutiva nell’arco di pochi giorni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ancora una volta, ad essere poste sotto la lente di ingrandimento sono le realtà aziendali / professionali che hanno aperto partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, ovvero quelle realtà alle quali il contributo spetta comunque, quanto meno nella misura minima (che ricordiamo essere stabilita in 1.000 euro per le ditte individuali e 2.000 euro per le società), anche nel caso in cui il fatturato medio 2019 non sia calato rispetto a quello del 2020.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad essere modificata, questa volta, è la modalità di conteggio del contributo a fondo perduto spettante, laddove il fatturato medio 2020 sia calato rispetto a quello del 2019, ma con uno scostamento che non raggiunge il 30%.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Soggetti che beneficiano del CFP in misura almeno minima
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prima di tutto occorre ricordare che tutti i soggetti che hanno aperto partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, hanno diritto al riconoscimento del contributo a fondo perduto almeno in misura minima, a prescindere dal calo di fatturato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si tratta dei soggetti che:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           hanno aperto partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - hanno aperto partita IVA a partire dal 1° gennaio 2020;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - hanno aperto partita IVA a partire dal 1° gennaio 2021 e tale partita IVA risulta essere già attiva alla data di entrata in vigore del decreto "Sostegni", ovvero il 23 marzo 2021.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ovviamente, quanto sopra a meno che non si verifichi una delle condizioni ostative, ovvero:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - partita IVA già cessata alla data del 23 marzo 2021 (salvo che non si tratti di erede che ha aperto una partita IVA successivamente a tale data per - proseguire l’attività del de cuius, titolare di partita IVA prima di tale data);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - enti pubblici di cui all’art. 74 del Tuir;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del Tuir.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Determinazione del fatturato 2019 per i soggetti che hanno aperto partita IVA nel 2019
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come chiarito dalle istruzioni, per la determinazione del fatturato medio mensile 2019 occorre, laddove la partita IVA sia stata aperta in tale anno, tenere in considerazione al numeratore il fatturato conseguito a partire dal mese successivo a quello di apertura della partita IVA, ed al denominatore i mesi successivi al medesimo mese di apertura della partita IVA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Determinazione del contributo a fondo perduto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come noto, il contributo a fondo perduto viene determinato applicando una percentuale (variabile a seconda dei ricavi/compensi conseguiti nell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019) alla differenza tra il fatturato medio mensile 2020 e il fatturato medio mensile 2019.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quanto sopra, per i soggetti la cui partita IVA risulti essere stata attivata entro il 31 dicembre 2018, solo a condizione che i fatturati medi evidenzino un calo nel 2020 rispetto al 2019, di almeno il 30%.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prima della correzione apportata le istruzioni testualmente recitavano:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per soggetti che hanno indicato nell’istanza, barrando la corrispondente casella, di avere attivato la partita IVA dopo il 31 dicembre 2018, il contributo è determinato come segue:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - se la differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 risulta negativa (cioè il dato del 2020 è inferiore almeno del 30 per cento rispetto al dato del 2019), il contributo è determinato applicando alla predetta differenza la percentuale del 60, 50, 40, 30 o 20 per cento a seconda dell’ammontare dei ricavi o compensi dichiarati nel 2019 (fermo restando il riconoscimento del contributo minimo di cui al punto successivo, qualora superiore);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - nel caso in cui, invece, la differenza di cui al punto precedente risulti negativa ma inferiore al 30 per cento, positiva o pari a zero, il contributo è pari all’importo di euro 1.000 per le persone fisiche e di euro 2.000 per i soggetti diversi dalle persone fisiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La nuova versione delle istruzioni, finalmente aderenti a quanto si poteva evincere dalla lettura del decreto, prevedono, invece che 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           per i soggetti che hanno indicato nell’istanza, barrando la corrispondente casella, di avere attivato la partita IVA dopo il 31 dicembre 2018, il contributo è determinato come segue:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - se la differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 risulta negativa (cioè il dato del 2020 è inferiore rispetto al dato del 2019), il contributo è determinato applicando alla predetta differenza la percentuale del 60, 50, 40, 30 o 20 per cento a seconda dell’ammontare dei ricavi o compensi dichiarati nel 2019 (fermo restando il riconoscimento del contributo minimo di cui al punto successivo, qualora superiore);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - nel caso in cui, invece, la differenza di cui al punto precedente risulti positiva o pari a zero, il contributo è pari all’importo di euro 1.000 per le persone fisiche e di euro 2.000 per i soggetti diversi dalle persone fisiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per effettuare il conteggio della somma spettante si rende quindi necessario, in aggiunta ai dati già forniti, verificare anche quale sia la percentuale da utilizzare, guardando ai ricavi tipici del 2019.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/88cf2089/dms3rep/multi/_NME2749-a9a3abd1.jpg" length="7121990" type="image/png" />
      <pubDate>Tue, 30 Mar 2021 11:37:08 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Fondo perduto decreto "Sostegni"</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/fondo-perduto-decreto-sostegni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Beneficiari, determinazione dei contributi, tempi e modalità di fruizione
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il nuovo contributo a fondo perduto di cui all’art. 1 del D.L. 22 marzo 2021, n. 41 (d’ora innanzi “CFP Sostegni”) è caratterizzato da un’impostazione che, in parte, ricorda quella a suo tempo introdotta per il primo contributo a fondo perduto, normato dall’art. 25 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (“CFP Rilancio”) e, in parte, se ne discosta profondamente, come ancora più si allontana dal meccanismo previsto dal D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 (“CFP Ristori”).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da un lato, infatti, viene mantenuto un criterio di accesso legato a un doppio vincolo:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il mancato superamento di una determinata soglia di ricavi o compensi, che viene però incrementata, rispetto alla precedente misura, da 5 a 10 milioni di euro, e 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            la definizione di percentuali per il conteggio delle somme spettanti, parametrate alla medesima soglia, decrescenti al crescere della dimensione della realtà aziendale o professionale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mutuato dal CFP Rilancio è l’ammontare del contributo minimo riconosciuto, pari a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per le società, mentre del CFP Ristori è stata mantenuta la soglia massima di contributo, pari a 150.000 euro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Dall’altro lato, le differenze sono profonde. Innanzi tutto, il nuovo contributo a fondo perduto non discrimina in alcuna maniera il mondo dell’impresa da quello delle professioni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche i professionisti, quindi, sia che siano iscritti alla Gestione Separata INPS, sia che si tratti di soggetti iscritti a Ordini o Collegi professionali, possono accedere al sostegno, nel rispetto delle medesime disposizioni previste per tutti gli altri contribuenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rispetto al decreto “Ristori”, invece, viene a essere completamente superata la selezione dei beneficiari in relazione al codice ATECO dell’attività esercitata.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Resta per tutti il vincolo connesso a un determinato calo di
            &#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             fatturato/corrispettiv
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
            i, ma anche da questo punto di vista la differenza rispetto al CFP Rilancio è importante: il calo richiesto, infatti, non è più di un terzo, bensì del 30 per cento e, soprattutto, non è più da verificarsi con riferimento a una specifica mensilità, bensì guardando al fatturato medio mensile, confrontando il 2020 con il 2019.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quest’ultima previsione, per quanto la percentuale di scostamento richiesta sia di poco diminuita, paradossalmente comporta il fatto che la platea dei potenziali beneficiari non sia così estesa come si potrebbe immaginare; infatti, l’anno 2019 è stato solo in parte condizionato in maniera importante dall’emergenza epidemiologica e il fatto che a fare media siano tutte le mensilità dell’anno 2019 comporta che raggiungere lo scostamento richiesto del 30 per cento non sia così scontato come si potrebbe immaginare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Andiamo nel seguito a delineare tutti i tratti essenziali della norma, al fine di:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - individuare i potenziali beneficiari;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - eseguire i conteggi necessari per la determinazione del contributo spettante;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - esaminare le modalità di richiesta e di fruizione del "sostegno".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Beneficiari
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I potenziali beneficiari del nuovo contributo a fondo perduto, indipendentemente dal regime contabile adottato, sono i soggetti titolari di partita IVA, residenti o stabiliti in Italia:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -imprese;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - lavoratori autonomi (esercenti arte o professione);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - titolari di reddito agrario.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possibili beneficiari del contributo sono anche gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rispetto al CFP Rilancio, non è più prevista alcuna causa ostativa connessa all’esercizio di professione ordinistica o all’iscrizione alla Gestione Separata (art. 25, comma 2 , D.L. n. 34/2020); non sono, inoltre, previste cause ostative connesse ad altre ragioni, quali l’eventuale contemporaneo esercizio di lavoro dipendente o la percezione di un trattamento pensionistico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’accesso al contributo è in ogni caso precluso:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del decreto;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ai soggetti che hanno attivato la partita IVA dopo l’entrata in vigore del decreto;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - agli enti pubblici di cui all’art. 74 del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - agli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Condizioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per accedere al contributo a fondo perduto occorre soddisfare una duplice condizione:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - l’ammontare dei ricavi/compensi/reddito agrario deve rientrare entro la soglia massima prevista, pari a 10 milioni di euro;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - deve essere intervenuta una diminuzione del fatturato/corrispettivi di almeno il 30 per cento, salvo che non si tratti di attività avviate (data di apertura della partita IVA) a partire dal 1° gennaio 2019.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Entriamo più nello specifico, andando a individuare a quale lasso temporale occorre fare riferimento per la verifica delle due condizioni riepilogate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per quanto riguarda la soglia di ricavi/compensi/reddito agrario, fissata in euro 10 milioni, occorre guardare al secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Potranno, quindi, accedere al contributo, nel rispetto delle ulteriori condizioni previste, esclusivamente i soggetti che, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, hanno conseguito:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -per le imprese: ricavi di cui all’art. 85, comma 1, lett. a) e b), del TUIR, non superiori a 10 milioni di euro;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - per i professionisti: compensi di cui all’art. 54, comma 1, del TUIR, non superiori a 10 milioni di euro;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - per i soggetti titolari di reddito agrario: reddito di cui all’art. 32 del TUIR non superiore a 10 milioni di euro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per quanto riguarda la verifica dello scostamento di fatturato/corrispettivi, occorre confrontare:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per accedere al CFP Sostegni, è necessario che il fatturato medio mensile del 2020 sia inferiore di almeno il 30 per cento rispetto a quello conseguito, sempre su base media mensile, nel 2019.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per la determinazione del fatturato e dei corrispettivi, occorre fare riferimento, per espressa previsione normativa, alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o prestazioni di servizi. Di conseguenza, occorre fare riferimento alle medesime modalità di determinazione a suo tempo stabilite per il CFP del decreto “Rilancio” (D.L. n. 34/2020 ).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per quanto riguarda i contribuenti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, il decreto prevede, con riferimento alla determinazione del fatturato medio mensile 2019, che: “ai fini della media rilevano i mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA”. Pare quindi di intendere che il mese in cui la partita IVA è stata aperta (post 1° gennaio 2019) non debba essere considerato, nella determinazione del valore medio, né al numeratore (fatturato), né al denominatore (mesi). 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tuttavia, a favore di questi soggetti – ivi inclusi quindi anche quelli che hanno aperto partita IVA nel 2020, per i quali il riferimento all’anno 2019 è del tutto assente – il contributo viene in ogni caso riconosciuto, quanto meno nella misura minima.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Determinazione del contributo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il contributo a fondo perduto spettante viene determinato applicando alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 una percentuale variabile, in ragione dell’ammontare dei ricavi/compensi/reddito agrario conseguiti nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tali percentuali sono così stabilite:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            60 per cento, per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 100.000 euro;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - 50 per cento, per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 100.000 euro e fino a 400.000 euro;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - 40 per cento, per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - 30 per cento, per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - 20 per cento, per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Schematicamente, il flusso logico di accesso al contributo, e la determinazione del contributo stesso, sono i seguenti:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - verifica dei ricavi/compensi/reddito agrario del periodo d’imposta in corso dal 31 dicembre 2019 (quindi, anno 2019 per i soggetti con esercizio coincidente all’anno solare). Questo valore lo definiamo, per semplicità, [SOGLIA], e deve risultare inferiore o uguale a 10 milioni di euro;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - verifica del fatturato/corrispettivi mensile medio dell’anno 2019, ovvero fatturato/corrispettivi anno 2019 diviso 12 (o diviso un minor numero di mensilità se la partita IVA è stata attivata nel 2019). Questo valore lo definiamo, per semplicità [MESE19];
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - verifica del fatturato/corrispettivi mensile medio dell’anno 2020, ovvero fatturato/corrispettivi anno 2020 diviso 12 (se la partita IVA è stata aperta nel 2020, la divisione per mesi è irrilevante, poiché, mancando il dato storico del 2019, il contributo spetta comunque in misura minima). Questo valore lo definiamo, per semplicità [MESE20];
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - verifica dello scostamento: [MESE19] – 30% deve essere inferiore a [MESE20] (salvo che la partita IVA non sia stata aperta a partire dal 1° gennaio 2019);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           determinazione dello scostamento medio mensile (definiamo questo valore [DIFFMESE]: [MESE2019] – [MESE20];
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           determinazione del contributo: differenza dei valori medi mensili 2019 e 2020 [DIFFMESE], moltiplicata per la percentuale che dipende dal valore della [SOGLIA], con un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per le società, e un massimo di 150.000 euro, valevole per tutti i contribuenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Richiesta del contributo a fondo perduto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I soggetti che rispettano tutte le condizioni di accesso al contributo a fondo perduto dovranno farne richiesta presentando un’apposita istanza, esclusivamente in modalità telematica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A tale fine, è necessario attendere:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’emanazione di un apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate e 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’apertura del canale telematico.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’istanza telematica potrà essere trasmessa, alternativamente:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - dal contribuente dotato di credenziali per l’accesso all’area riservata dell’Agenzia delle entrate;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - tramite un intermediario abilitato alla trasmissione dei dichiarativi (ex art. 3, comma 3, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322), delegato al servizio del Cassetto fiscale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per quanto riguarda la trasmissione dell’istanza tramite intermediario, si evidenzia che l’incarico potrà essere affidato dal contribuente esclusivamente a un intermediario che risulti delegato al servizio del Cassetto fiscale. Non è più prevista la possibilità di conferire separata delega o di conferire incarico a un intermediario che sia delegato al solo servizio di consultazione delle fatture elettroniche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A partire dal momento in cui il canale telematico sarà reso operativo, le istanze dovranno essere presentate entro il termine massimo di
            &#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             60 giorni
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
            .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Fruizione del contributo a fondo perduto
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ammontare del contributo a fondo perduto spettante potrà essere goduto secondo due modalità tra loro alternative:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - accredito sul conto corrente indicato in sede di istanza (similarmente a quanto previsto per il CFP Rilancio);
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - fruizione sotto forma di credito d’imposta, da utilizzarsi in compensazione con modello F24.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La scelta della modalità di fruizione sarà eseguita in sede di presentazione dell’istanza, e sarà irrevocabile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Aspetti fiscali
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il contributo a fondo perduto Sostegni è “fiscalmente irrilevante”. Lo stesso, infatti:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - non rileva, altresì, ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, comma 5, del TUIR;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - non concorre alla formazione del valore della produzione netta ai fini IRAP.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 23 Mar 2021 10:35:03 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Bonus Sud</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/bonus-sud</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bonus Sud: il nuovo modello di richiesta del credito d’imposta dal 31 marzo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato il modello per la richiesta del bonus Sud. Il modello aggiornato deve essere utilizzato per richiedere il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, nei Comuni del sisma del Centro-Italia e nelle Zone economiche speciali (ZES). L’aggiornamento si è reso necessario in seguito alla proroga disposta dalla Legge di Bilancio 2021 sia per gli investimenti nel Mezzogiorno sia per quelli nelle ZES. La proroga opera fino al 31 dicembre 2022. Il nuovo modello andrà utilizzato a partire dal 31 marzo.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il bonus investimenti al Sud
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il bonus investimenti al Sud è disciplinato dai commi 98-108 della Legge n. 208/2015, Legge di Bilancio 2016.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’obiettivo della misura è quello di incentivare gli investimenti in impianti, macchinari e attrezzature varie da destinare alle strutture produttive del Mezzogiorno. L’agevolazione opera in favore delle “zone assistite” ubicate nelle Regioni del Mezzogiorno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il riferimento è alle Regioni quali Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La disciplina è stata oggetto di modifiche nel corso del tempo sia in riferimento alla base di calcolo dell’agevolazione, sia in riferimento al cumulo con altre misure agevolative.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche la percentuale agevolativa è cresciuta fino al limite delle intensità massime di aiuto previste dalla normativa comunitaria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con l’art. 18-quater del D.L. n. 8/2017 il credito d’imposta è stato esteso, con alcune modifiche ad hoc, ai Comuni delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici succedutisi dal 24 agosto 2016.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre, con l’art. 5 del D.L. n. 91/2017 il credito d’imposta è riconosciuto anche per investimenti effettuati nelle ZES.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In tale ultimo caso, il bonus è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le principali caratteristiche della misura possono essere riassunte come di seguito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tipologia di beni agevolabili
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Macchinari, impianti e attrezzature varie, voci B.II.2 e B.II.3 dello stato patrimoniale, destinati a strutture produttive nuove o già esistenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Limite max investimento
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - 3 milioni di euro per le piccole imprese,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - 10 milioni per le medie imprese,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - 15 milioni per le grandi imprese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Limiti normativa europea
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il credito di imposta è riconosciuto, nel rispetto della Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020, approvata con la Decisione C(2014) 6424 final del 16 settembre 2014 della Commissione europea, come modificata dalla Decisione C(2016) 5938 final del 23 settembre 2016, nonché nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal Regolamento UE n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014 (Regolamento di esenzione).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Cumulo con altre agevolazioni
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sì, con gli aiuti “de minimis” e con altri aiuti di Stato che insistano sugli stessi costi, sempre che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalla normativa europea (Agenzia delle Entrate, circolare n. 12/E/2017).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Soggetti esclusi
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’agevolazione non si applica ai soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’agevolazione, inoltre, non si applica alle imprese “in difficoltà”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per i crediti d’imposta Sisma e ZES sono esclusi dal beneficio anche i soggetti che operano nei settori dell’agricoltura e della pesca e acquacoltura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Legge n. 178/2020, Legge di Bilancio 2021, rispettivamente ai commi 171 e 316, ha prorogato il credito d’imposta fino al 31 dicembre 2022:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - sia per le Regioni del Mezzogiorno richiamate dalla disciplina originaria dai già citati commi 98-108 della Legge n. 208/2015,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           s- ia per le Zone economiche speciali (ZES), allungando la validità delle disposizioni di cui all’art. 5 del D.L. n. 91/2017 (vedi tabella precedente).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per i Comuni colpiti dal sisma a far data dal 24 agosto 2016 l’agevolazione opera per gli investimenti effettuati fino al 30 dicembre 2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per fruire del credito d’imposta, le imprese devono presentare all’Agenzia delle Entrate un’apposita comunicazione nella quale devono essere indicati i dati degli investimenti agevolabili e del credito d’imposta del quale è richiesta l’autorizzazione alla fruizione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La comunicazione è presentata avvalendosi del modello/software CIM 17.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il beneficiario può utilizzare il credito d’imposta maturato solo in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente tramite Entratel o Fisconline, pena il rifiuto dell’operazione di versamento, a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità del credito d’imposta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con il Provvedimento del
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            9 marzo
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , l’
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Agenzia delle Entrate
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           ha aggiornato modello di richiesta per la fruizione del credito d’imposta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con il nuovo modello approvato è possibile presentare la comunicazione per la fruizione dei seguenti crediti d’imposta:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno (art. 1, commi da 98 a 108, della Legge n. 208/2015);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - credito d’imposta per gli investimenti nei Comuni del Centro Italia colpiti dal sisma a far data dal 24 agosto 2016 (art. 18-quater del D.L. n. 8/2017);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - credito d’imposta per gli investimenti nelle Zone economiche speciali - ZES (art. 5 del D.L. n. 91/2017).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il nuovo modello andrà utilizzato a partire dal prossimo 31 marzo, sia per le richieste di fruizione presentata a partire da tale data sia per le richieste di rettifica o di rinuncia al credito d’imposta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In tal modo, ha sostituito il precedente modello approvato con Provvedimento direttoriale del 14 aprile 2017, modificato con i Provvedimenti del 29 dicembre 2017 e del 9 agosto 2019.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La trasmissione telematica del modello di comunicazione andrà effettuata utilizzando la versione aggiornata del software relativo al credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, denominato “Creditoinvestimentisud” (Cim17), disponibile sul sito dell’Agenzia. Anche la versione aggiornata del software sarà resa disponibile dal 31 marzo 2021.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 17 Mar 2021 09:43:59 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Proroga cuneo fiscale nel 2021</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Nel Decreto “Milleproroghe” (D.L. n. 183/2020), in sede di conversione in Legge, trova spazio l’
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          estensione al 2021 della detrazione
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         per i lavoratori dipendenti con redditi compresi tra 28.000 e 40.000 euro. Si tratta della norma contenuta nel D.L. n. 182/2020 che aveva “corretto” la svista della Legge di Bilancio la quale, nel prorogare al 2021 l’agevolazione si era dimenticata di specificare che gli importi, naturalmente, raddoppiavano rispetto a quelli originari previsti per il solo secondo semestre 2020. La norma contenuta nel Milleproroghe, però, non si limita ad imbarcare il testo del D.L. n. 182/2020 (che quindi decade senza essere convertito), ma introduce alcune piccole novità.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Disciplina sul cuneo fiscale: cosa prevede la norma originaria
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’agevolazione è stata introdotta dalla Manovra di Bilancio dello scorso anno ed è entrata in vigore solo dal 1° luglio 2020 in sostituzione del c.d. “Bonus Renzi”, ovvero il bonus di 80 euro mensili introdotto nel 2014 per i redditi non superiori a 26.600 euro, rimasto operativo fino al 30 giugno 2020.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A dire il vero si è dovuto attendere il D.L. n. 3/2020 per definire meglio i contorni dell’agevolazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In sintesi, essa è stata strutturata su due diversi livelli, a seconda del reddito dei lavoratori interessati. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infatti, è stato previsto:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - un trattamento integrativo pari a 600 euro per il secondo semestre 2020, che non concorre alla formazione del reddito, per i lavoratori che hanno un reddito complessivo non superiore a 28.000 euro;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - una ulteriore detrazione dall’imposta lorda, spettante, sempre per il secondo semestre, ai lavoratori dipendenti che hanno un reddito complessivo superiore a 28.000 euro ma fino a 40.000 euro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il trattamento integrativo spetta a coloro che non sono “incapienti” e cioè che hanno una imposta lorda di importo superiore a quello della detrazione per lavoro spettante ai sensi dell’art. 13, comma 1, D.P.R. n. 917/1986.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con i
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           decreti anti-Covid
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          (in particolare il
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Decreto “Rilancio”
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          - art. 128, D.L. n. 34/2020 e “Cura Italia” - artt. da 19 a 22, D.L. n. 18/2020) è stato disposto che:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • il bonus è riconosciuto anche nel caso in cui il lavoratore risulti incapiente per effetto del minor reddito di lavoro dipendente prodotto nell’anno 2020 a causa delle conseguenze connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • il sostituto d’imposta eroga al lavoratore le somme che quest’ultimo non ha percepito a titolo di bonus 80 euro nel periodo in cui lo stesso ha fruito delle misure a sostegno del lavoro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ulteriore detrazione, invece, spetta ai lavoratori dipendenti che hanno un reddito complessivo superiore a 28.000 euro ma fino a 40.000 euro, rapportata al periodo di lavoro, di importo pari a:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - 480 euro, aumentata del prodotto tra 120 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - 480 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro; 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 5.000 euro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Regole applicabili dal 2021
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mentre per il trattamento integrativo la norma originaria ha già previsto la sua applicazione a regime dal 2021, con un importo pari a 1.200 euro, per l’ulteriore detrazione è stata disposta solo l’applicazione limitata al secondo semestre 2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In sede di stesura della Legge di Bilancio 2021 (Legge n. 178/2020), si è deciso di estendere tale misura agevolativa anche per il 2021.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La norma della Legge di Bilancio, però, per come è stata scritta si prestava a interpretazioni poco chiare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pertanto è stato necessario (a Legge di Bilancio ormai definitivamente approvata), correre ai ripari con un decreto legge (D.L. n. 182/2020).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tale Decreto ha previsto che l’ulteriore detrazione, per le prestazioni rese dal 1° gennaio 2021, spetta nei seguenti importi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • 960 euro, aumentata del prodotto tra 240 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • 960 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 5.000 euro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Modalità operative: le novità introdotte dal Milleproroghe
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche dopo tutto l’iter legislativo sopra descritto non sono sostanzialmente mutate le modalità operative.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A tal fine, è disposto che i sostituti d’imposta:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - devono determinare la spettanza delle agevolazioni e il relativo importo sulla base dei dati reddituali a loro disposizione;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - devono effettuare le verifiche di spettanza del trattamento integrativo e dell’ulteriore detrazione fiscale e dei relativi importi in base al reddito previsionale e alle detrazioni riferiti alle somme e valori che saranno corrisposti durante l’anno, nonché in base ai dati di cui entrano in possesso, ad esempio, per effetto di comunicazioni da parte del lavoratore, relative ai redditi rivenienti da altri rapporti di lavoro intercorsi nell’anno di riferimento;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - non devono procedere all’erogazione del trattamento integrativo o dell’ulteriore detrazione fiscale nel caso in cui espressamente il lavoratore abbia formulato tale richiesta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - l’importo spettante è determinato in funzione del numero dei giorni di lavoro;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - i sostituti d’imposta devono verificare in sede di conguaglio la spettanza delle agevolazioni;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - se non risultano spettante, in tutto o in parte, i sostituti d’imposta provvedono al recupero dell’importo;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - il credito erogato viene recuperato dai sostituti d’imposta mediante l’istituto della compensazione nell’ambito del modello di pagamento F24. A tal fine va utilizzato il codice tributo 1701 (risoluzione 26 giugno 2020, n. 35/E).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sulle modalità di recupero si registrano alcune novità introdotte dal Decreto “Milleproroghe”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In particolare:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • resta confermato che il trattamento integrativo, se erogato in eccesso, viene recuperato, se di importo superiore a 60 euro in 8 rate di pari ammontare, a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • cambia, invece, la rateizzazione per l’ulteriore detrazione: infatti, il recupero dell’importo non spettante è effettuato in 10 rate (e non più 8) di pari ammontare, a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio, qualora lo stesso ecceda 60 euro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 11 Mar 2021 11:17:45 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>ISA 2020 e Covid - 19</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/isa-2020-e-covid-19</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Nuove cause di esclusione
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Premessa
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 148 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (cd. decreto “Rilancio”), dispone che, per l’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale relativi ai periodi d’imposta 2020 e 2021, possono essere previste ulteriori e specifiche fattispecie di cause di esclusione dall’applicabilità degli ISA, tenendo conto degli effetti della crisi economica e dei mercati conseguenti all'emergenza sanitaria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con D.M. 2 febbraio 2021, sono state approvate tre nuove cause di esclusione dall’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) per il periodo d’imposta 2020. L’evidente finalità è quella di adeguare gli indici alla mutata realtà economica, conseguente all’emergenza sanitaria da Covid-19. Altri interventi sono stati annunciati, al fine di consentire l’adattamento degli indicatori ISA alla straordinarietà dell’anno 2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Nuove cause di esclusione
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           All’interno di questo quadro normativo è stato emanato il decreto datato 2 febbraio 2021, nel quale sono state previste tre nuove cause di esclusione dall’applicazione degli ISA. La finalità del decreto è quella di escludere la loro applicazione a favore dei soggetti che hanno subito in misura maggiore gli effetti economici negativi della pandemia e impedire che l’applicazione degli ISA porti a:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - risultati inattendibili e
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - non rispettosi della mutata realtà economica,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           in un anno caratterizzato da grandissime difficoltà economiche. Si è, quindi, voluto evitare che eventuali, e del tutto immotivati, giudizi negativi possano condurre a conseguenze negative sull’affidabilità fiscale presente e futura del contribuente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Più in particolare, è disposto che, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, gli ISA non si applicano nelle tre fattispecie di seguito riportate:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - soggetti che hanno subito una diminuzione dei ricavi di cui all’art. 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lett. c), d) ed e), ovvero dei compensi di cui all’art. 54, comma 1, del TUIR, di - - ---- almeno il 33 per cento nel periodo d’imposta 2020 rispetto al 2019;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - soggetti che hanno aperto la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - soggetti che esercitano, in maniera prevalente, una delle 85 attività economiche specificamente individuate tramite appositi codici attività.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Prima fattispecie
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il criterio è stato individuato dalla diminuzione dei ricavi/compensi di almeno il 33 per cento nel periodo d’imposta 2020 rispetto al 2019, seguendo le stesse “logiche” adottate nell’emanazione del D.L. n. 34/2020 per individuare le condizioni per erogare i contributi a fondo perduto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rispetto ai criteri del D.L. n. 34/2020, si evidenziano le seguenti differenze:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - per individuare le ipotesi di esclusione dall’applicazione degli ISA, si fa riferimento a ricavi/compensi relativi all’intero periodo d’imposta 2020, da confrontare con quelli del 2019 (e non solo al mese di aprile dell’anno di riferimento);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - l’elemento di riferimento è l’ammontare dei ricavi/compensi e non più il fatturato. Anche tale scelta è condivisibile, in quanto, per l’applicazione degli ISA, l’elemento “fatturato” è del tutto “estraneo”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le differenze di approccio, rispetto al decreto “Rilancio”, sono motivate dal fatto che l’ammontare dei ricavi/compensi relativi ai due periodi d’imposta sono individuabili dalle dichiarazioni fiscali; inoltre, l’arco temporale annuale risulta omogeneo con quello di applicazione degli ISA.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Seconda fattispecie
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono esclusi dall’applicazione degli ISA i contribuenti che hanno aperto la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, in analogia alle regole previste per la concessione del contributo a fondo perduto previsto dal D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 (cd. decreto “Ristori”).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche in tale caso, la causa di esclusione consente di superare la difficoltà legata al calcolo della diminuzione dei ricavi del 2020 rispetto all'anno precedente per chi ha iniziato l'attività nel 2019, evitando l'introduzione di nuovi oneri dichiarativi, così come previsto al comma 1 dell'art. 148 del D.L. n. 34/2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Terza fattispecie
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La causa di esclusione è direttamente correlata a precedenti disposizioni, che hanno imposto la sospensione delle attività economiche. L’elenco dei codici attività è stato individuato in base alle attività che sono state sottoposte alle misure restrittive di sospensione previste dai D.P.C.M. 24 ottobre 2020 e 3 novembre 2020. Tali attività sono rappresentate da quelle che, per effetto delle norme emanate dopo l’estate, sono state soggette, a livello nazionale o di vaste aree del Paese, a ulteriori sospensioni, che si sono sommate alle chiusure definite nei D.P.C.M. 9, 11 e 22 marzo 2020, effettuando un’attività di riconciliazione tra i comparti di attività economica individuati dai provvedimenti e la corrispondente classificazione Ateco.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Allegato 2 al decreto in esame anticipa che, in futuro, potranno essere individuati ulteriori codici Ateco, che comporteranno una causa di esclusione dagli ISA (attraverso successivi decreti ministeriali), qualora l’attuale elenco non dovesse risultare esaustivo di tutte le attività economiche particolarmente colpite dalla crisi economica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Obblighi in termini di modulistica
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I contribuenti esclusi dall’applicazione degli ISA, in base alle nuove ipotesi, sono comunque tenuti alla comunicazione dei dati economici, contabili e strutturali previsti al comma 4 dell’art. 9-bis  del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, anche al fine di garantire la continuità alla banca dati ISA e relativa revisione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Istruzioni alla modulistica
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le istruzioni, parte generale, alla modulistica relativa agli ISA 2021 (cfr. Provv. 28 gennaio 2021, n. 27444) hanno recepito le tre citate cause di esclusione e sono contraddistinte dalle seguenti lettere dell’alfabeto:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           q): che hanno subito una diminuzione dei ricavi di cui all’art. 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lett. c), d) ed e), ovvero dei compensi di cui all’art. 54, comma 1, del TUIR, di almeno il 33 per cento nel periodo d’imposta 2020 rispetto al periodo d’imposta precedente;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           r): che hanno aperto la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           s): che esercitano, in maniera prevalente, le attività economiche specificamente individuate tramite appositi codici attività.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Considerazioni
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se l’introduzione delle tre citate cause di esclusione dall’applicazione degli ISA è sicuramente da condividere, al fine di evitare l’applicazione di tale strumento in determinate fattispecie, certamente da sole non sono sufficienti per consentire una corretta valutazione dell’affidabilità fiscale del contribuente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con particolare riferimento ai codici attività, si evidenzia che rientrano, ad esempio, i codici attività relativi a:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - attività del commercio al dettaglio;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - grandi magazzini ed empori;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - pubblici esercizi, quali: ristoranti, bar, gelaterie;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - gestione di funicolari, sklifit e seggiovie (se non facenti parte di sistemi di transito urbano e suburbano);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - attività di catering per eventi e banqueting;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - corsi di danza, palestre, e attività sportive;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - discoteche, sale da ballo, sale giochi e biliardi;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - servizi degli istituti di bellezza, manicure e pedicure;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - attività di tatuaggio e piercing.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attenzione: Nell’elenco non sono presenti, ad esempio:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - alberghi, villaggi turistici, affittacamere, B&amp;amp;B, rifugi di montagna, campeggi e altre tipologie di strutture turistico-ricettive;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - l’intero settore del commercio all’ingrosso;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - intermediari e rappresentanti di commercio;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - professionisti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Saranno necessari ulteriori interventi, anche di carattere “congiunturale”, per introdurre i “giusti” correttivi, che consentiranno di cogliere la straordinarietà del periodo d’imposta 2020. Tali interventi sono rispettosi di quanto previsto dall’art. 148 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (cd. decreto “Rilancio”), e della ratio che ha condotto all’introduzione della norma.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dei correttivi dovranno essere previsti per i tre indici di affidabilità (ricavi/compensi per addetto, valore aggiunto per addetto, reddito per addetto) e per gli indici relativi alla durata delle scorte (considerando tutto quanto si è verificato al riguardo nel 2020; si pensi, a solo titolo di esempio, alla categoria dei fioristi).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Altri elementi che necessitano dei dovuti interventi potranno essere:
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - le giornate di chiusura determinate dalle disposizioni dei D.P.C.M. del 2020;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la riduzione della produttività del settore di appartenenza del contribuente;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la riduzione dei ricavi/compensi 2020 rispetto al 2019;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - l’apporto dei soci/collaboratori;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - gli indici relativi al personale dipendente;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - il coefficiente individuale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 24 Feb 2021 10:16:29 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mini stop alla riscossione</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/mini-stop-alla-riscossione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Pagamenti delle cartelle congelati fino a tutto marzo
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il milleproroghe conferma il mini stop all'attività di riscossione: pagamenti delle cartelle congelati fino 31 marzo e sospensione delle notifiche di nuovi atti fino al 28 febbraio. Bloccati fino al 28 febbraio anche pignoramenti presso terzi e le verifiche di inadempienza effettuate dalla pubblica amministrazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tutto tace invece per quanto riguarda la scadenza del versamento, previsto per il prossimo 1° marzo, delle rate sospese nel 2020 e relative alle pace fiscale (rottamazione ter e saldo e stralcio), la cui possibile nuova proroga dovrebbe essere contenuta nell'ennesimo capitolo della saga dei decreti ristori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel decreto milleproroghe (dl 183/2020 ), approvato in commissione nel week-end e che dovrebbe avere oggi il via libera dell'aula della Camera, è stato inserito l'articolo 22-bis che di fatto clona e abroga quanto previsto dall'articolo 1 del decreto legge 7/2021, con il quale il legislatore era nuovamente intervenuto per bloccare la ripresa dell'attività di riscossione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le disposizioni contenute nel neo articolo 22-bis impattano principalmente su due fronti: la proroga dei termini di pagamento di cartelle, avvisi di addebito ed accertamento e la sospensione dell'attività di notifica e dei pignoramenti. Per quanto riguarda lo stop dei pagamenti viene ulteriormente modificato il comma 1 dell'articolo 68 del decreto legge 18/2020 (il dl cura Italia). Il comma suddetto nella precedente versione disponeva una sospensione dei termini di versamento scadenti tra l'8 marzo 2020 (21 febbraio per le c.d. zone rosse da dpcm 1/3/2020) e il 31 gennaio 2021.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grazie alla novazione ai sensi dell'articolo 1 del dl 7/2021 assorbito nel dl milleproroghe, l'arco temporale di sospensione viene prolungato fino al 28 febbraio 2021. Rientrano nel mini stop i versamenti relativi alle cartelle di pagamento (compreso le rate delle stesse) nonché dagli avvisi previsti dagli articoli 29 e 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 ovvero avvisi di addebito e avvisi di accertamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come specificato sempre nel primo comma dell'articolo 68 del dl cura Italia, i versamenti oggetto di sospensione dovranno essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di stop, dunque entro il 31 marzo 2021. Il secondo fronte invece, ovvero il congelamento dell'attività di riscossione, riguarda le disposizioni contenute nell'articolo 157 e 152 del decreto rilancio (dl 34/2020).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'articolo 157 al comma 1 prevede un differimento del termine di emissione e notifica di una serie di atti scadenti tra l'8 marzo e il 31 dicembre 2020. Si tratta di atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione che dovevano essere comunque emessi entro la fine del 2020 ma che potranno essere notificati nel periodo compreso tra il 1° marzo 2021 e il 28 febbraio 2022 (rispetto al previgente periodo dal 1 febbraio 2021 e il 31 gennaio 2022).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con il comma 3 dell'articolo in commento, anch'esso modificato dall'articolo 22-bis del milleproroghe, il legislatore mette mano anche ad una serie di atti per i quali i termini di decadenza per la notifica sarebbero spirati nel 2020, aumentando la proroga già disposta e portandola a 14 mesi (rispetto i 13 precedenti).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli atti in questione sono le cartelle di pagamento emesse in seguito ad attività di liquidazione ex art. 36-bis dpr 600/73 e 54-bis dpr 633/72 sulle dichiarazioni presentate nel 2018, quelle emesse e relative ai modelli 770 presentati nel 2017 ed quelle emesse in conseguenza dei controlli formali ex art. 36-ter dpr 600/73 sui dichiarativi presentati nel 2017 e 2018. Di pari passo con lo stop di pagamenti e delle notifiche il legislatore ha previsto anche il congelamento dell'attività di riscossione coattiva dei tributi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grazie al terzo comma dell'articolo 22-bis del dl milleproroghe viene modificato l'articolo 152 del dl rilancio ampliando dal 31 gennaio al 28 febbraio il termine ultimo fissato per la sospensione degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati su stipendi, salari, altre indennità relative al rapporto di lavoro o impiego, nonché a titolo di pensioni e trattamenti assimilati
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 23 Feb 2021 10:09:53 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La deducibilità dei costi</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/la-deducibilita-dei-costi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Deducibilità ancorata al rispetto dei principi di competenza e inerenza
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         I costi sostenuti dall’impresa, per essere deducibili, devono possedere alcuni requisiti legati al rispetto dei principi di competenza, certezza, determinabilità, inerenza e contabilizzazione, fermo restando che, in ogni caso, devono essere correlati ai ricavi cui si riferiscono.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La deduzione dei costi inerenti alla produzione del reddito d’impresa non costituisce una scelta legislativa, ma è una caratteristica strutturale del concetto stesso di reddito. Infatti, per altre tipologie di redditi, come, per esempio, quello di lavoro dipendente, i costi sono irrilevanti. Così come, per ragioni di efficienza e cautela fiscale, alcuni costi sono indeducibili. Ciò che non deve essere trascurato, in ogni caso, è il principio secondo il quale i costi concettualmente deducibili, ai fini della determinazione del reddito d’impresa, sono esclusivamente quelli attinenti all’attività da cui il reddito stesso deriva, e non quelli riguardanti i consumi o gli investimenti privati dell’imprenditore o di terzi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il postulato della competenza richiede che i costi debbano essere correlati ai ricavi dell'esercizio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il principio della competenza deve essere correlato a quello della “prudenza”, per effetto del quale “la valutazione delle voci secondo prudenza comporta la ragionevole cautela nelle stime in condizioni di incertezza”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In più, mentre l’art. 2423-bis, primo comma , n. 2), c.c., stabilisce che si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura dell’esercizio, il primo comma, n. 4), dello stesso articolo, prevede che si deve tenere conto dei rischi e delle perdite di competenza dell'esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura di questo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le richiamate norme delineano un effetto asimmetrico nella contabilizzazione dei componenti economici, con prevalenza del principio della prudenza rispetto a quello della competenza. Infatti, gli utili non realizzati non devono essere contabilizzati, mentre tutte le perdite, anche se non definitivamente realizzate, devono essere riflesse in bilancio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fiscalmente, il principio di competenza è contenuto nell’art. 109 del TUIR, tenendo conto che l’attività dell’impresa viene suddivisa in esercizi, ai quali corrisponde un autonomo periodo d’imposta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Detto articolo dispone che i ricavi, le spese e gli altri componenti positivi e negativi concorrono a formare il reddito nell’esercizio di competenza. Tuttavia, i ricavi, le spese e gli altri componenti di cui nell’esercizio di competenza non sia ancora certa l’esistenza o determinabile in modo obiettivo l’ammontare concorrono a formarlo nell’esercizio in cui si verificano tali condizioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da quanto precede si desume che le nozioni di competenza civile e fiscale, nella sostanza, non coincidono. Infatti:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - il codice civile impone l’imputazione a conto economico dei costi anche se solo probabili;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - il TUIR permette la deducibilità dei costi solo se certi e determinabili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In ogni caso, il principio di competenza vuole che ai ricavi di un esercizio siano contrapposti i costi. Sul punto, sembra opportuno rimarcare l’indirizzo del Ministero delle finanze, con la R.M. 2 giugno 1998, n. 52/E (anche risoluzione Agenzia delle entrate 12 luglio 2006 , n. 91/E, e interpello DRE Emilia Romagna n. 909/579 del 2020), con la quale è stato chiarito che sono i costi che devono seguire i ricavi e non viceversa. Di conseguenza, una volta stabilito l'esercizio di competenza dei ricavi, divengono automaticamente deducibili in quello stesso esercizio tutti i costi relativi ad esso correlati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Concludendo, ai fini della determinazione dell’esercizio di competenza, il citato art. 109, comma 2, del TUIR, dispone che:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - per i beni mobili, il momento di imputazione dei ricavi e dei costi coincide con la data di consegna o spedizione, tenendo conto che la data di spedizione - viene individuata con l’uscita della merce dal magazzino;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - per i beni immobili (ma anche per le aziende), il conseguimento del ricavo e il sostenimento del costo si avverano alla data di stipulazione dell’atto;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - per le prestazioni di servizi, i corrispettivi si considerano conseguiti e i costi si considerano sostenuti alla data di ultimazione della prestazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La violazione del principio in esame comporta:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - l’obbligo di versamento della maggiore imposta con le relative sanzioni, parametrato all’indeducibilità dei costi dichiarati;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - la possibilità di recuperare la maggiore imposta versata nel periodo d’imposta relativo all’effettiva competenza del costo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Certezza e determinabilità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’art. 109, più volte richiamato, richiede che il componente negativo sia “certo ed oggettivamente determinabile”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bisogna considerare che questi due requisiti si inseriscono coerentemente in un impianto normativo ispirato dall’esigenza generale di certezza dei rapporti tributari, che può imporre, a volte, soluzioni diverse rispetto a quelle del codice civile e dei principi contabili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nonostante si siano verificati i momenti di competenza (ad esempio, ultimazione della prestazione), l’esistenza dell’operazione può essere incerta o il suo ammontare non ancora ben definito, con la conseguenza che il correlato elemento reddituale non può essere imputato al periodo d’imposta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I requisiti in parola devono sussistere contemporaneamente. Una diversa conclusione trascurerebbe che “certezza” e “oggettiva determinabilità” si riferiscono a due aspetti profondamente diversi, attinenti uno all’an e l’altro al quantum del componente reddituale. Inoltre, la disposizione normativa è enunciata in negativo, nel senso che con la congiunzione “o”, presente nel prefato art. 109 del TUIR, non si intende affatto indicare che l’uno o l’altro requisito devono essere presenti, ma che tutti e due devono coesistere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quanto all’oggettiva determinabilità, la condizione per la deducibilità del costo si intende soddisfatta in presenza di una ragionevole stima (ammontare) dell’elemento reddituale. L’obiettiva determinabilità può ritenersi integrata quando al termine dell’esercizio si sono verificati gli elementi per calcolare con precisione la componente reddituale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Il principio di inerenza
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Detto principio costituisce il necessario presupposto per la deducibilità dei componenti negativi nella determinazione del reddito d’impresa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sempre l’art. 109, comma 5, del TUIR, dispone che i componenti negativi sono deducibili a condizione che, e nella misura in cui, si riferiscono ad attività o beni da cui derivano componenti positivi che concorrono a formare il reddito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ai fini del riconoscimento della deducibilità del costo in regime d’impresa, deve sussistere una stretta relazione di causa ed effetto tra i componenti negativi e le attività o i beni da cui derivano componenti positivi tassati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da evidenziare che il principio di inerenza deve essere valutato in modo estensivo, ossia facendo riferimento non ai ricavi, ma all’intera attività svolta (in tal senso: R.M. 28 ottobre 1998, n. 158/E; Cass., sent. 19 maggio 2000, n. 6502 ; Cass., sent. 1° agosto 2000, n. 10062 ) e alla struttura organizzativa assunta dall’impresa, valutando tutti gli elementi che possono risultare utili (Cass., sent. 18 dicembre 2006, n. 27095).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In pratica, occorre valutare se tra spesa e attività o beni da cui derivano ricavi sussiste una relazione immediata e diretta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Poiché l’inerenza deve intercorrere tra i componenti negativi e le attività o i beni da cui derivano componenti positivi tassati (e non tra i componenti negativi e i componenti positivi tassati), ne deriva che sono deducibili anche i componenti negativi che si riferiscono ad attività o beni da cui, in proiezione futura, deriveranno componenti positivi che concorreranno a formare il reddito (C.M. 7 luglio 1983, n. 30/9/944).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In tema di inerenza, la Suprema Corte, Sez. trib., ord. 11 gennaio 2018, n. 450, ha dettato il principio secondo il quale: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “in tema di imposte sui redditi, il principio dell’inerenza dei costi deducibili si ricava dalla nozione di reddito d’impresa (e non dall’art. 75, comma 5 , del D.P.R. n. 917 del 1986, ora art. 109, comma 5, del medesimo D.P.R., riguardante il diverso principio della correlazione tra costi deducibili e ricavi tassabili) ed esprime la necessità di riferire i costi sostenuti all’esercizio dell’attività imprenditoriale, escludendo quelli che si collocano in una sfera estranea ad essa, senza che si debba compiere alcuna valutazione in termini di utilità (anche solo potenziale o indiretta), in quanto è configurabile come costo anche ciò che non reca alcun vantaggio economico e non assumendo rilevanza la congruità delle spese, perché il giudizio sull’inerenza è di carattere qualitativo e non quantitativo” (in senso conforme, Cass., ord. 31 maggio 2018, n. 13882).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa sentenza è stata salutata con favore, in quanto ha messo fine al comportamento tenuto dagli Uffici fiscali, che ancorano il concetto di inerenza all’aspetto quantitativo e alla congruità della spesa, nonché all’antieconomicità del costo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei fatti, se il costo sostenuto dall’impresa, rispetto all’attività esercitata, è di importo cospicuo, allora sussiste la mancanza di inerenza, individuata in tutte quelle situazioni in cui non viene rilevato quel necessario collegamento tra il componente negativo di reddito e la logica economica adottata dall’impresa nella sua gestione, finalizzata alla produzione di reddito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si evidenzia nella sentenza, invece, il carattere qualitativo dell’inerenza, non avendo nesso considerare indeducibile un costo, perché sproporzionato, incongruo o eccessivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ultimo requisito necessario per la deducibilità fiscale di un componente negativo riguarda l’iscrizione a conto economico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infatti, il comma 4 dell’art. 109, TUIR più volte richiamato, esalta il principio di derivazione del reddito dai risultati del bilancio, per cui la deduzione delle spese e degli altri componenti negativi è subordinata alla condizione che detti elementi reddituali risultino imputati a conto economico nell’esercizio di competenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si considerano comunque allocati nel conto economico, i componenti imputati direttamente a patrimonio per effetto dei principi contabili adottati dall’impresa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tuttavia, sussistono delle deroghe al principio rappresentato dall’obbligo di iscrizione del componente negativo a conto economico, per cui sono comunque deducibili i costi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - imputati a conto economico di un esercizio precedente, se la deduzione è stata rinviata in conformità alle norme che ne dispongono il rinvio;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - che, pur non essendo imputabili a conto economico, sono deducibili per disposizione di legge che ne consente il rinvio;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - imputati direttamente a patrimonio per effetto degli OIC.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 19 Feb 2021 10:35:35 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Credito d'imposta per nuovi investimenti</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Condizioni per ottenerlo e come utilizzarlo
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La legge di Bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178) ha introdotto un nuovo credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali materiali e immateriali nuovi. La nuova agevolazione è simile a quella introdotta lo scorso anno dalla legge di bilancio 2020 (legge 27 dicembre 2019, n. 160), anche se, per molti aspetti, è indubbiamente più vantaggiosa della precedente. Per effetto della retroattività della legge n. 178/2020, le due agevolazioni “convivono” per parte del periodo d’imposta 2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            SOGGETTI BENEFICIARI
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           :
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ai sensi dell’art. 1, comma 1051, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, possono beneficiare del nuovo credito d’imposta per investimenti le imprese e i professionisti residenti nel territorio italiano (comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti), a prescindere:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             - dalla loro forma giuridica;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dalla dimensione;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - dal settore economico di appartenenza;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - dal regime fiscale di determinazione del reddito.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al contrario, ai sensi del comma 1052 , il credito d’imposta non spetta alle imprese:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - in liquidazione, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale di cui al R.D. 16 marzo 1942, n. 267, al D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 (cd. codice della crisi d’impresa) o ad altre leggi speciali, e quelle che hanno in corso un procedimento per la dichiarazione di una delle predette situazioni;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, comma 2, del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, quali:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - l’interdizione dall'esercizio dell'attività;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - il divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - il divieto di pubblicizzare beni o servizi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ai sensi del comma 1061, anche i professionisti possono beneficiare del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali “ordinari” e non del credito d’imposta per investimenti nell’industria 4.0.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Periodi d’imposta agevolabili
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ai sensi dell’art. 1, comma 1051 , della legge n. 178/2020, il credito d’imposta spetta alle imprese che, dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022 (ovvero fino al 30 giugno 2013, a condizione che, entro il 31 dicembre 2022, sia accettato l’ordine e siano stati pagati acconti nella misura almeno del 20 per cento del costo di acquisto), acquisiscano beni strumentali nuovi destinati all’attività d’impresa o professionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Beni agevolabili
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La condizione preliminare per la spettanza del beneficio fiscale è che l’investimento sia effettuato su beni:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - strumentali nuovi (ad esempio, acquistati in proprietà, acquisiti in leasing, ovvero realizzati mediante contratto di appalto);
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - destinati a strutture ubicate in Italia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Misura dei crediti d’imposta
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ai sensi dei commi 1054 e 1055, per i beni strumentali materiali e immateriali non inclusi negli Allegati A e B alla legge n. 232/2016, acquistati:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 (ovvero entro il 30 giugno 2022, a condizione che, entro il 31 dicembre 2021, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e siano pagati acconti in misura pari al 20 per cento del costo di acquisto), spetta un credito d’imposta nella misura del:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - 10 per cento, per investimenti fino ad un limite di 2 milioni di euro per i beni materiali e fino ad un limite di 1 milione di euro per i beni immateriali;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - 15 per cento, per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali destinati all’organizzazione di forme di lavoro agile (ad esempio, computer e stampanti).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A decorrere dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, il credito d’imposta spetta nella misura del 6 per cento, fermi restando i limiti di investimento citati (ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che, entro il 31 dicembre 2022, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e siano pagati acconti in misura pari al 20 per cento del costo di acquisto).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sovrapposizione di norme anno 2020
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per il periodo 16 novembre 2020 - 31 dicembre 2020, si assiste a una sovrapposizione di norme. Infatti, per gli investimenti “effettuati” in questo lasso temporale, in assenza di precisazioni normative e di diversi orientamenti dell’Agenzia, sarà possibile scegliere se applicare l’agevolazione di cui allalegge n. 160/2019 ovvero alla legge n. 178/2020. E’ da ritenere che, molto spesso, la scelta ricadrà sulla legge n. 178/2020, in quanto più favorevole, dato che prevede:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - aliquote di credito d’imposta maggiori (in particolare, per i beni destinati ad agevolare lo smart working);
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - possibilità di compensazione del credito d’imposta più “veloce”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Definizione di costo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il costo del bene su cui commisurare il credito d’imposta è determinato, ai sensi dell’art. 110, comma 1, lett. b), del TUIR, quindi comprensivo di oneri accessori di diretta imputazione, con esclusione degli interessi passivi (non capitalizzati) e delle spese generali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per gli investimenti in beni in leasing, si assume il costo sostenuto dalla società di leasing per acquistare il bene. In merito agli investimenti in leasing, il credito d’imposta spetta all’utilizzatore (per il quale non assume rilievo alcuno il prezzo di riscatto del bene).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Criteri di utilizzazione del credito d’imposta
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il credito investimenti introdotto dalla legge n. 178/2020 è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno di entrata in funzione del bene;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - in unica quota annuale in capo ai soggetti con un ammontare di ricavi/compensi inferiore a 5 milioni di euro, per gli investimenti effettuati nel periodo 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In sede di Telefisco 2021 è stato fornito un importante chiarimento, con riferimento al comportamento da adottare nel caso di incapienza dell’importo della rata di credito e possibilità di riporto a nuovo. Il caso proposto è stato il seguente: il credito di imposta ammonta a 900 euro, il quale è utilizzabile in compensazione in tre quote di 300 euro nel 2021, 2022 e 2023. Nel 2021, l'impresa utilizzerà il credito limitatamente all’importo di 250 euro per carenza di debiti fiscali e contributivi. È stato chiesto se l'eccedenza di 50 euro, potrà essere compensata nel 2022 aggiungendola alla quota di 300 euro di competenza di tale anno (totale compensazioni: 350 euro).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La risposta dell’Agenzia è stata positiva ed ha affermato che, in caso di mancato utilizzo in tutto o in parte dell’importo del credito, l'ammontare residuo potrà essere utilizzato nel corso dei periodi di imposta successivi. Riprendendo l'esempio proposto, il contribuente potrà utilizzare l'eccedenza di 50 euro, non utilizzata per incapienza nel 2021, aggiungendola alla quota di 300 euro di competenza del 2022.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La norma non precisa a quale periodo d’imposta sia necessario fare riferimento per quantificare il limite di 5 milioni di euro di ricavi/compensi. E’ da ritenere che il periodo d’imposta da considerare sia il 2020, in quanto interessato dalla crisi economica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Codice tributo
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con risoluzione 13 gennaio 2021, n. 3/E, l’Agenzia ha stabilito che il codice tributo da utilizzare in compensazione nel modello F24 è il 6935.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per anno di riferimento si deve intendere l’anno di entrata in funzione del bene.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Caratteristiche del credito d’imposta
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il credito d’imposta in esame: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            non concorre alla formazione del reddito ai fini IRPEF/IRES/IRAP; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            non rileva ai fini del rapporto per la deducibilità degli interessi passivi e componenti negativi di cui agli artt. 61 e 109, comma 5, del TUIR; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            è cumulabile con altre agevolazioni aventi ad oggetto gli stessi costi, a condizione che il cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito ai fini IRPEF/IRES e dalla base imponibile IRAP, non comporti il superamento del costo sostenuto;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Clausola antielusiva
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Qualora il bene agevolato sia ceduto a titolo oneroso ovvero destinato a strutture produttive situate all’estero (anche appartenenti allo stesso soggetto) entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento, il credito d’imposta è ridotto in misura corrispondente, escludendo dall’originaria base di calcolo il relativo costo. Il maggior credito, se utilizzato in compensazione, deve essere riversato entro il termine di versamento del saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si verifica il predetto evento, senza applicazione di sanzioni e interessi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Condizioni per beneficiare del credito
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per espressa previsione normativa, la spettanza dell’agevolazione è subordinata al rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dei lavoratori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La norma non dispone se tali condizioni devono essere rispettate solo nel periodo d’imposta in cui l’investimento viene effettuato ovvero anche in quelli in cui il credito d’imposta è utilizzato in compensazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Inoltre, in analogia a quanto previsto dalla legge n. 160/2019, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alla legge n. 178/2020 .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’Agenzia delle entrate, nelle risposte a istanza di interpello 5 ottobre 2020, n. 438 e n. 439, ha confermato che la mancata indicazione in fattura del riferimento alla disposizione agevolativa della legge n. 160/2019 determina in sede di controllo la revoca della quota corrispondente di agevolazione. Tuttavia, considerando l’attuale contesto economico, ha precisato le modalità per regolarizzare le fatture:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            -
            &#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             fatture cartacee
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
            : il riferimento all’art. 1, commi da 184 a 197, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, può essere riportato dall'impresa acquirente sull'originale di ogni fattura, sia di acconto, che di saldo, con scrittura indelebile, anche mediante l'utilizzo di un apposito timbro;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            fatture elettroniche
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           : vi sono due possibilità: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la prima è di stampare la fattura, apponendo la predetta scritta indelebile, che dovrà essere conservata per i tempi dell’accertamento;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la seconda è di procedere ad un'integrazione elettronica, da unire all'originale e conservare insieme allo stesso con le modalità indicate, in materia di inversione contabile, nella circolare 17 giugno 2019, n. 14/E.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Considerazioni finali
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1) I criteri di utilizzazione in compensazione dei crediti d’imposta di cui alla legge n. 178/2020 sono senza ombra di dubbio più favorevoli rispetto a quanto previsto dalla legge n. 160/2019 (in termini sia di percentuale di credito d’imposta, che di “velocità” di utilizzo in compensazione nel modello F24);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2) per il periodo d’imposta 2020, i due crediti d’imposta convivono in relazione al lasso temporale 16 novembre 2020 - 31 dicembre 2020. E’ da ritenere che il contribuente possa effettuare una scelta di convenienza e optare per l’agevolazione maggiore;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3) per il solo periodo d’imposta 2020, al fine di favorire il lavoro-agile, la legge n. 178/2020 prevede un’aliquota di credito d’imposta maggiorata per i beni materiali e immateriali utilizzati in tale forma di lavoro;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4) la L. 178/2020 dispone che possono beneficiare del credito d’imposta anche gli investimenti in beni immateriali ordinari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 16 Feb 2021 10:41:48 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Fondo Rilancio</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/fondo-rilancio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Come accedono al finanziamento le start-up e le PMI innovative
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È operativo dal 7 gennaio il portale dedicato al Fondo Rilancio Startup, fondo da 200 milioni di euro, stanziato dal Ministero dello sviluppo economico a favore di start-up e PMI innovative. L’obiettivo è supportare lo sviluppo e sostenere progetti di rilancio di attività di start-up e di PMI innovative italiane, con la finalità di dare un forte impulso all’ecosistema imprenditoriale, per il rilancio economico del Paese. La gestione del Fondo Rilancio Startup è affidata a CDP Venture Capital Sgr, Fondo Nazionale Innovazione, partecipato a maggioranza da Cassa depositi e prestiti attraverso CDP Equity. Dal portale del Fondo, gli investitori qualificati e regolamentati che operano sul territorio potranno segnalare le start-up e le PMI innovative in cui stanno per investire o hanno investito negli ultimi mesi. Si illustrano i requisiti richiesti e come richiedere il finanziamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Fondo si rivolge, secondo le modalità previste nel decreto del Ministro dello sviluppo economico 1° ottobre 2020, di attuazione dell’art. 38, comma 3, del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 (decreto attuativo), a start-up innovative e PMI innovative, al fine di supportarne lo sviluppo e/o sostenerne progetti di rilancio dell’attività.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Fondo investirà nelle start-up/PMI innovative che:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - siano già state oggetto di investimento da parte di investitori regolamentati e/o investitori qualificati, in data non antecedente a sei mesi prima dell’entrata in vigore del D.L. n. 34/2020, ovvero
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - siano oggetto di investimento da parte di investitori regolamentati e/o investitori qualificati che stiano effettuando un round di investimento unitamente al Fondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli investimenti sono rivolti a start-up e PMI innovative che stiano effettuando round di investimento o che l’abbiano già effettuato, attraverso la mediazione degli investitori qualificati o regolamentati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il Fondo opera secondo delle logiche di mercato e avrà una durata massima di 10 anni, ferma restando la possibilità di un’eventuale proroga ai sensi del regolamento. Il Fondo investe solo in co-investimento con i soggetti proponenti e gli investimenti dello stesso saranno effettuati per mezzo di uno strumento finanziario partecipativo, denominato “convertendo”, mentre gli eventuali follow on saranno effettuati mediante investimenti in equity.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            I criteri di investimento sono
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           :
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            1) 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Attraverso il sito web del Fondo, gli investitori qualificati e regolamentati che operano sul territorio potranno segnalare le start-up e le PMI innovative che corrispondano ai requisiti richiesti e considerando le concrete potenzialità di sviluppo delle stesse.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            2) 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il Fondo investirà, in via tendenziale: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il 70 per cento della sua dotazione patrimoniale in deal in cui abbiano co-investito investitori qualificati;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           il 30 per cento in deal in cui abbiano co-investito investitori regolamentati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            3) 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il Fondo investe in start-up e PMI innovative che hanno recentemente concluso, o che siano prossime alla conclusione, di un round di investimento con investitori regolamentati e/o qualificati e che siano state segnalate dagli stessi tramite l'apposita piattaforma.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            4) 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I finanziamenti saranno realizzati in matching con gli investitori accreditati: il capitale investito da CDP Venture Capital attraverso il Fondo ammonterà ad un massimo di quattro volte il valore di quanto da essi investito, nel limite complessivo di 1 milione di euro per singola start-up o PMI investita.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei primi sei mesi del periodo di investimento del Fondo, verrà data priorità alle società che presentano le seguenti caratteristiche:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - con riferimento alle sole start-up innovative, la conclusione con esito positivo, da parte dell’impresa, del procedimento istruttorio di Smart&amp;amp;Start, dopo una regolare presentazione di istanza per l’ammissione al percepimento delle agevolazioni di cui al decreto del MiSE 24 settembre 2014, così come modificato dal decreto del MiSE 30 agosto 2019,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ovvero
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - con riferimento sia alle start-up innovative, che alle PMI innovative, l’avere subito una riduzione dei ricavi realizzati nel corso del primo semestre dell’anno 2020 di almeno il 30 per cento rispetto ai ricavi ottenuti nel primo semestre o nel secondo semestre dell’anno 2019, dimostrato attraverso una situazione contabile gestionale approvata dal competente organo amministrativo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Successivamente al predetto periodo di 6 mesi, gli investimenti verranno erogati alle società che rispettano pienamente i criteri e le modalità menzionate, secondo l’ordine di presentazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Definizione di start-up/PMI innovativa
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si definisce start-up innovativa (di cui all’art. 25, comma 2, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e successive modificazioni e integrazioni) una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, che rispetti i seguenti requisiti oggettivi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - è un’impresa di recente costituzione o costituita da non più di 5 anni;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ha residenza in Italia, o in un altro Paese dello Spazio economico europeo, ma con sede produttiva o filiale in Italia;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ha un fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - non è quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - non distribuisce e non ha mai distribuito utili;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - non è il risultato di una fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre, possiede uno dei seguenti
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            tre requisiti soggettivi
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           :
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - sostiene spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 15 per cento del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - impiega personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la società è titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o di un software registrato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si definisce
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            PMI innovativa
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           (di cui all’art. 4 del D.L. 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33) una PMI che rispetti i seguenti requisiti oggettivi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - residenza in Italia, o in altro Paese dello Spazio economico europeo, ma con sede produttiva o filiale in Italia;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ha certificato l'ultimo bilancio e l'eventuale bilancio consolidato;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - non è quotata in un mercato regolamentato;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - non è iscritta alla sezione speciale delle start-up innovative.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre, possiede
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            due dei seguenti tre requisiti soggettivi
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           :
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - ha sostenuto spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 3 per cento del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - impiega personale altamente qualificato (almeno 1/5 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 1/3 con laurea magistrale);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la società è titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o di un software registrato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le start-up/PMI innovative non possono compilare l’application direttamente: dovranno essere gli investitori qualificati o regolamentati ad occuparsi direttamente di candidare la start-up/PMI innovativaper il finanziamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In primis, l’investitore dovrà effettuare la registrazione e l’accreditamento all’apposita piattaforma dedicata al Fondo Rilancio Startup.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una volta completato l’accreditamento, sarà possibile inviare la candidatura dalla piattaforma dedicata.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La rincorsa è appena iniziata e sarà fondamentale che il Governo non si fermi qui, ma insista ad introdurre ulteriori politiche economiche che producano “riallineamenti” con le altre grandi economie, affinché le start-up/PMI innovative del futuro possano partecipare alla sfida mondiale: il Paese possiede tutti gli ingredienti per essere una grande start-up nation, ma deve imparare a metterli tutti insieme nel modo corretto, aprendosi ancora di più agli attori internazionali e a quei modelli consolidati da decenni di esperienza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E, per farlo, servono ancora altre riforme, sia lato impresa, che lato investimenti, che siano coordinate in una strategia basata su cognizione di causa. Le start-up/PMI innovative non possono più aspettare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 12 Feb 2021 15:12:25 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Altre misure legge di bilancio 2021: detassazione utili</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/altre-misure-legge-di-bilancio-2021-detassazione-utili</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Detassazione al 50% degli utili degli ENC
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Detassazione degli utili degli enti non commerciali, dal 1° gennaio 2021, a condizione che tali enti esercitino, in via esclusiva o principale, una o più attività di interesse generale per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, in alcuni settori individuati ex lege
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È questa la novità introdotta dai commi da 44 a 47 della Legge n. 178/2020 (Legge di Bilancio 2021).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il beneficio, tuttavia, si applica solo se rispettate determinate condizioni, tra cui la destinazione del risparmio d’imposta al perseguimento della predetta attività di interesse generale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Detassazione utili degli ENC
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il comma 44 della citata Manovra di Bilancio 2021, stabilisce che, a decorrere dall’esercizio in corso al 1° gennaio 2021, non concorreranno alla formazione della base imponibile IRES il 50% degli utili percepiti: 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dagli enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché dai trust che non hanno per oggetto esclusivo, o principale, l’esercizio di attività commerciale, di cui all’art. 73, comma 1, lett. c) del TUIR, 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ovvero dalle stabili organizzazioni di tali enti nel territorio dello Stato.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Condizione essenziale per godere dello sgravio fiscale è che tali enti esercitino, senza scopo di lucro, in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale nei settori indicati dal successivo comma 45 della stessa Manovra di Bilancio 2021.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Beneficiari:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché dai trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - stabili organizzazioni in Italia dei predetti enti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Andando più nel
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            dettaglio
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , è necessario che l’ente non commerciale svolga attività di interesse generale nei seguenti ambiti:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - famiglia e valori connessi;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - crescita e formazione giovanile;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - educazione, istruzione e formazione, incluso l’acquisto di prodotti editoriali per la scuola;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - volontariato, filantropia e beneficenza;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           religione e sviluppo spirituale;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - assistenza agli anziani;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - diritti civili;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - prevenzione della criminalità e sicurezza pubblica;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - sicurezza alimentare e agricoltura di qualità;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - sviluppo locale ed edilizia popolare locale;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - protezione dei consumatori;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - protezione civile;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - attività sportiva, prevenzione e recupero delle tossicodipendenze;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - patologia e disturbi psichici e mentali;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ricerca scientifica e tecnologica;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - protezione e qualità ambientale;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - arte, attività e beni culturali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oltre a ciò, è indispensabile il rispetto di un’altra condizione fondamentale ossia:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’ente deve destinare il risparmio d’imposta che consegue al finanziamento delle attività di interesse generale indicate, accantonando l’importo non ancora erogato in una riserva indivisibile e non distribuibile per tutta la durata dell’ente.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se trattasi di fondazioni bancarie (di cui al D.Lgs. 17 maggio 1999, n. 153) è necessario che queste destinino l’imposta sul reddito non dovuta al finanziamento delle attività di interesse generale, accantonandola in un apposito fondo destinato all’attività istituzionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Utili esclusi dalla detassazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per espressa previsione della medesima Legge di Bilancio 2021, sono esclusi dalla detassazione in commento gli utili provenienti da partecipazioni in imprese o enti residenti o localizzati in Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui all’art. 47-bis, comma 1, del TUIR.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ricordiamo che ai sensi di quest’ultimo riferimento normativo, i regimi fiscali di Stati o territori, diversi da quelli appartenenti all’Unione Europea ovvero da quelli aderenti allo Spazio Economico Europeo con i quali l’Italia abbia stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio di informazioni, si considerano privilegiati: 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            nel caso in cui l’impresa o l’ente non residente o non localizzato in Italia sia sottoposto a controllo ai sensi dell’art. 167, comma 2, da parte di un partecipante residente o localizzato in Italia, laddove si verifichi la condizione di cui al comma 4, lett. a), del medesimo art. 167;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           in mancanza del requisito del controllo di cui alla lett. a), laddove il livello nominale di tassazione risulti inferiore al 50% di quello applicabile in Italia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A tali fini, tuttavia, si tiene conto anche di regimi speciali che non siano applicabili strutturalmente alla generalità dei soggetti svolgenti analoga attività dell’impresa o dell’ente partecipato, che risultino fruibili soltanto in funzione delle specifiche caratteristiche soggettive o temporali del beneficiario e che, pur non incidendo direttamente sull’aliquota, prevedano esenzioni o altre riduzioni della base imponibile idonee a ridurre il prelievo nominale al di sotto del predetto limite e sempreché, nel caso in cui il regime speciale riguardi solo particolari aspetti dell’attività economica complessivamente svolta dal soggetto estero, l’attività ricompresa nell’ambito di applicazione del regime speciale risulti prevalente, in termini di ricavi ordinari, rispetto alle altre attività svolte dal citato soggetto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 29 Jan 2021 10:06:19 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>IMU 2021</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/imu-2021</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Nuove esenzioni dal versamento per le categorie colpite dal Covid
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Come accennato, una delle principali norme in materia di IMU che debuttano dal 2021 riguarda l’
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          esenzione
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         dal versamento della
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          prima rata
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         (che, come è noto, è fissata al 16 giugno) per alcune categorie economiche che sono maggiormente colpite dalla crisi determinata dall’epidemia da Coronavirus.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A dire il vero non è una novità assoluta in quanto, già durante tutto il 2020, i vari Decreti anti-Covid, hanno previsto esenzioni di uguale tenore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Andando un po’ più nel dettaglio della nuova disposizione, esenta dalla prima rata dell’IMU dovuta nel 2021 gli immobili ove si svolgono specifiche attività connesse ai settori del turismo, della ricettività alberghiera e degli spettacoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si tratta in particolare dei seguenti immobili:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, stabilimenti termali;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - alberghi, pensioni e relative pertinenze, agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed &amp;amp; breakfast, residence e campeggi;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - immobili in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - discoteche, sale da ballo, night-club e simili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le nuove disposizioni si applicano in seno al c.d. temporary framework per gli aiuti di Stato in corso di pandemia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vale anche la pena di segnalare che l’esenzione si applica non solo ai proprietari, ma anche a tutti i soggetti passivi IMU, a condizione che siano anche gestori delle seguenti attività economiche elencate: 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           alberghi, pensioni e relative pertinenze, agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed &amp;amp; breakfast, residence e campeggi;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          discoteche, sale da ballo, night-club e simili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si tratta di una disposizione che riprende quanto affermato con l’art. 9-ter del Decreto “Ristori” (D.L. n. 137/2020) a proposito delle esenzioni dal pagamento dell’IMU 2020 disposta dai Decreti legge emergenziali che aveva esteso il campo di applicazione dell’agevolazione non solo ai proprietari tout court.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Esenzione per i Comuni terremotati
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’altra novità riguarda alcuni Comuni interessati dagli eventi sismici del 2012 nelle Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel dettaglio, viene disposto che per i Comuni delle Regioni Lombardia e Veneto interessati dagli eventi sismici dei giorni 20 e 29 maggio 2012 (sono quelli individuati dall’art. 1, comma 1, D.L. n. 74/2012 e dall’art. 67-septies, D.L. n. 83/2012), nonché per quelli della Regione Emilia-Romagna interessati dalla proroga dello stato d’emergenza (art. 15, comma 6, D.L. n. 162/2019), l’esenzione IMU è prorogata fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati interessati e comunque non oltre il 31 dicembre 2021.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre, i fabbricati distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero ubicati nelle zone colpite dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 nel Centro Italia (si tratta degli immobili situati nei Comuni indicati negli Allegati 1, 2 e 2-bis del D.L. n. 189/2016) sono esentati dall’IMU fino alla definitiva ricostruzione o agibilità dei fabbricati stessi e comunque non oltre il 31 dicembre 2021 (la vecchia scadenza era fissata al 31 dicembre 2020).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Pensionati all’estero
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, un’ultima novità riguarda la riduzione alla metà, a decorrere dall’anno 2021, dell’IMU dovuta sull’unica unità immobiliare, purché non locata o data in comodato d’uso, posseduta in Italia da soggetti non residenti nel territorio dello Stato, che siano titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per tali immobili viene prevista anche una agevolazione per la tassa sui rifiuti (TARI) o l’equivalente tariffa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In particolare, l’imposta è dovuta in misura ridotta di due terzi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tornando all’esame delle nuova disposizione e scendendo nel dettaglio, va detto che vengono concesse agevolazioni sulle imposte immobiliari locali (IMU e TARI), dal 2021, per una e una sola unità immobiliare a uso abitativo, a condizione che non sia locata o data in comodato d’uso, posseduta in Italia a titolo di proprietà o usufrutto da soggetti non residenti nel territorio dello Stato, che siano titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, residenti in uno Stato di assicurazione, diverso dall’Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Leggendo la norma, non è molto chiaro cosa si voglia intendere con “Stato di assicurazione”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È probabile che il legislatore abbia voluto riferirsi allo Stato in cui il soggetto è titolare di prestazioni assistenziali o previdenziali, ma sarebbe opportuno un chiarimento per spazzare ogni dubbio in merito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si ricorda anche che la norma originaria che ha istituito l’IMU (art. 13, comma 2, D.L. n. 201/2011), così come successivamente modificata, aveva previsto che, a partire dall’anno 2015, fosse considerata direttamente adibita ad abitazione principale (e dunque esente da IMU) una ed una sola unità immobiliare, posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risultasse locata o data in comodato d’uso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Siccome tale disposizione era stata oggetto di una procedura di infrazione UE (procedura n. 2018/4141), con la riforma complessiva dell’IMU operata dalla Legge di Bilancio dello scorso anno (Legge n. 160/2019) è stata abrogata gran parte della previgente disciplina dell’IMU senza che fosse riproposta la previgente agevolazione “prima casa” per i pensionati AIRE.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In definitiva, con la Legge di Bilancio 2021, si reintroduce una disposizione di simile tenore, anche se con qualche differenza, prevedendo, sostanzialmente:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • la riduzione a metà dell’IMU;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • l’applicazione della TARI, ovvero della relativa tariffa con natura di corrispettivo, in misura ridotta di due terzi (in pratica, i soggetti interessati saranno tenuti al pagamento di un terzo dell’importo intero).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 27 Jan 2021 10:37:37 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Ristorazione: aliquote iva</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/ristorazione-aliquote-iva</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Aliquote iva del "delivery" e del "take away"
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Legge di Bilancio 2021 risolve una questione concernente l’aliquota IVA applicabile alla consegna a domicilio e all'asporto del cibo a cui moltissimi operatori economici hanno fatto ricorso per fare fronte alle misure restrittive e alle chiusure imposte ai pubblici esercizi dai vari D.P.C.M. che si sono succeduti nel tempo. La norma che assume la funzione di interpretazione autentica risolve la questione in modo del tutto condivisibile e a favore degli operatori economici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Cessione di beni o prestazione di servizi?
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una delle numerose conseguenze dell’emergenza sanitaria da Covid-19 è che molti esercenti (es.: ristoranti, pizzerie, ecc.) hanno deciso di convertire in via temporanea la propria attività prevedendo l’asporto ovvero la consegna a domicilio, per limitare i danni conseguenti alle chiusure/limitazioni di orario. Da subito si è posto il problema di individuare la corretta aliquota IVA da applicare alle operazioni in esame.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al fine di risolvere la criticità prassi e dottrina si sono poste la questione se "il take away" ovvero "il delivery" siano da considerare, ai fini IVA, somministrazioni di alimenti e bevande ovvero cessione di beni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Somministrazioni di alimenti e bevande: in tale ipotesi, l’aliquota IVA applicabile è del 10% ai sensi del n. 121 della Tabella A, parte III, allegata al D.P.R. n. 633/1972 Rientra in tale ipotesi il pranzo ovvero la cena consumata nei locali del ristorante/pizzeria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cessione di beni: qualora la vendita per asporto (take away) ovvero la consegna domicilio (delivery), sia da considerare una cessione di beni si rende applicabile l’aliquota propria di ciascun bene ceduto (4%-5%-10%-22%), ed in taluni casi potrebbe essere molto difficile individuare l’aliquota applicabile alla singola cessione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul tema l’Amministrazione finanziaria, nel principio di diritto n. 9 del 2019, ha affermato che, per applicare in modo corretto l’aliquota IVA è necessario distinguere fra cessione di beni e prestazione di servizi in quanto, a differenza delle cessioni, il contratto di somministrazione di alimenti e bevande è inquadrato nell’ambito delle fattispecie assimilate alle prestazioni di servizi dall’art. 3, comma 2, n. 4), del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, ed è caratterizzato dalla commistione di “prestazioni di dare” e “prestazioni di fare”. Inoltre, come già precisato, mentre la “somministrazione di alimenti e bevande” è assoggettata all’aliquota del 10%, la “cessione” dovrà scontare l’aliquota applicabile in dipendenza della singola tipologia di bene alimentare venduto. È di tutta evidenza, che il ricondurre le operazioni in esame ad una delle due fattispecie può determinare differenze sull’aliquota applicabile, fatto che assume un particolare rilievo nell’attuale periodo di emergenza sanitaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Risposta ad interrogazione parlamentare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In considerazione del periodo emergenziale, il Mef, in risposta a un’interrogazione parlamentare (n. 5-05007 del 18 novembre 2020), ha ammesso che sussiste un’equiparazione ai fini IVA tra le somministrazioni e le cessioni da asporto/domicilio, nella misura in cui le seconde sono modalità integrative dell’attività di somministrazione abitualmente svolta dall’esercente. Le motivazioni di tale affermazione sono da ricondurre al fatto che a causa dell’obbligatoria riduzione dei coperti per il rispetto dei vincoli igienico-sanitari e le altre limitazioni, le vendite da asporto ovvero le consegne a domicilio rappresentano modalità integrative mediante le quali gli esercenti possono svolgere la loro attività. Alla luce di quanto suesposto, la vendita per asporto ovvero la consegna a domicilio sono soggette all’aliquota IVA del 10%. Tale parere, pur essendo molto autorevole non aveva la valenza giuridica sufficiente per risolvere la delicata questione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Posizione dell’Agenzia delle Entrate
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Agenzia si è pronunciata sul tema in data successiva alla risposta del Mef su una tematica analoga. Nella risposta ad istanza di interpello n. 581/2020 l’Agenzia non ha fatto propri i principi del Mef ed ha confermato il proprio orientamento circa la distinzione tra cessioni da asporto e somministrazioni di alimenti e bevande, al fine di individuare l’aliquota applicabile alle operazioni esame (confermando quindi il principio di diritto n. 9 del 2019).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel citato interpello, l’Agenzia ha ricordato che la Corte di Giustizia aveva affermato che, al fine di stabilire se una prestazione complessa unica debba essere qualificata cessione di beni o prestazione di servizi, occorre prendere in considerazione tutte le circostanze con le quali si svolge l’operazione per ricercarne gli elementi caratteristici e identificarne gli elementi predominanti. In particolare, la Corte aveva affermato che la ristorazione può essere considerata una prestazione di servizi solo se caratterizzata da una serie di elementi e di atti dei quali la cessione di cibi rappresenta soltanto una parte e nel cui ambito risultano predominanti ampiamente i servizi. Diverso è il caso di un’operazione di mera cessione avente ad oggetto “alimenti da asportare non accompagnata da servizi volti a rendere più piacevole il consumo in loco in un ambiente adeguato”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella citata istanza di interpello, l’Amministrazione finanziaria ha affermato che: “la principale componente di servizi accessoria che può risultare dirimente per la qualificazione dell’operazione come somministrazione di alimenti e bevande, sembrerebbe essere la possibilità di consumare presso il ristorante i prodotti acquistati, in linea con quanto disposto dall’articolo 6, paragrafo 1, del Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011. In assenza di detto elemento e di ulteriori servizi aggiuntivi l’operazione economica sembrerebbe configurare una vendita di beni da asporto. Di fatto, nell’ipotesi in cui gli alimenti e/o le bevande acquistate non vengano consumate presso il ristorante, prevalendo il carattere di asporto costituiscono cessioni di beni”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quindi nel caso di consumo dei prodotti nei locali trattasi di somministrazione di alimenti e bevande con applicazione dell’aliquota ridotta del 10%. Diversamente, nei casi di asporto dei prodotti, e quindi il consumo non avviene presso i locali, le cessioni di alimenti e bevande devono essere valutate separatamente dal punto di vista dell’applicazione dell’IVA e assoggettate ciascuna all’aliquota propria (ridotta o ordinaria).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Conclusioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I diversi orientamenti dell’Amministrazione finanziaria ed i molti contributi apparsi sulla stampa hanno generato grandi incertezze tra gli operatori con il rischio di pensanti sanzioni in caso di controlli, in un momento di grande difficoltà economica. Le conclusioni a cui è pervenuta l’Amministrazione finanziaria nell’istanza di interpello n. 581/2020 benché rispettose dei principi comunitari, comportano una notevole complicazione per gli operatori economici soprattutto per le quietanza composte da più alimenti ed in quanto tali potenzialmente soggette a diverse aliquote IVA. È del tutto evidente l’aggravio che questo può comportare per gli operatori economici di un settore già in difficoltà.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Legge di Bilancio 2021: norma di interpretazione autentica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Allo scopo di porre fine alle incertezze è intervenuto il legislatore con l’art 1, comma 40, il quale prevede che:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “nella nozione di “preparazioni alimentari non nominate ne comprese altrove” di cui al n. 80) della Tabella A, Parte III, allegata al DPR 633/72 deve essere interpretata nel senso che in essa rientrano anche le cessioni di piatti pronti e di pasti che siano stati cotti, arrostiti, fritti o altrimenti preparati in vista del loro consumo immediato, della loro consegna a domicilio o dell’asporto”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il legislatore, con il suo intervento:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           non definisce se il take away ovvero il delivery siano da considerare cessione di beni ovvero prestazione di servizi, ma, “superando” tale delicata tematica, assimila tali operazioni alle “preparazioni alimentari non nominate né comprese altrove”, ed in quanto tali soggette all’aliquota del 10% (a prescindere dal fatto che si debbano considerare cessione di beni ovvero somministrazione di alimenti e bevande).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          considerando il carattere “residuale” della voce 80) della tabella IVA, ne è stata riconosciuta un’ampia portata, consentendo in tal modo di sancire l’aliquota IVA applicabile alle operazioni in questione;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          trattandosi di una norma di interpretazione autentica, la stessa ha anche valenza retroattiva ponendo quindi fine ad eventuali contenziosi instaurati con l’Amministrazione finanziaria e potrà essere utilizzata in caso di futuri contenziosi tributari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per effetto di tale novità legislativa, il take away ed il delivery sono equiparati, in termini di aliquota IVA applicabile, alle somministrazioni di alimenti e bevande di cui al punto 121 della tabella A parte III allegata al D.P.R. n. 633/1972 (con applicazione dell’aliquota del 10%).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La norma è sicuramente da accogliere con positività in quanto risolve molti dubbi degli operatori, ne semplifica gli adempimenti, ed evita che l’applicazione in molti casi dell’aliquota del 22% determini una riduzione della marginalità in capo all’esercente ovvero un aumento del prezzo con evidenti ricadute in capo al cliente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Aliquota IVA delle bevande
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La novità legislativa non incide sul trattamento IVA di altre tipologie cessioni di beni (come ad esempio l’acqua minerale, la birra, la coca cola, ecc.) le quali, se fornite al di fuori della somministrazione nei locali, quindi vendute per asporto, continuano a scontare l’IVA aliquota ordinaria del 22%.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 21 Jan 2021 10:42:48 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Corrispetivi elettronici</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Obblighi e sanzioni in vigore dal 1° gennaio 2021
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         A partire dal 1° gennaio 2021 i c.d. corrispettivi elettronici sarebbero dovuti entrare in vigore a pieno regime correlati da una serie di obblighi, quali l’aggiornamento di tutti i registratori telematici al nuovo tracciato telematico e l’avvio della lotteria degli scontrini. Negli ultimi giorni del 2020, invece, parte degli obblighi posti a carico dei soggetti di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972 sono stati oggetto di rinvio, in forza di una serie di disposizioni che si sono rapidamente succedute in ordine temporale, generando confusione. A complicare ulteriormente il quadro, è intervenuta la riforma, disposta dalla Legge di Bilancio, del regime sanzionatorio applicabile in caso di violazione agli obblighi di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi. Andiamo pertanto nel seguito a fare il punto della situazione, analizzando singolarmente ciascuna problematica.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La fine del periodo transitorio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il primo aspetto sul quale accentrare l’attenzione è quello che ha visto, a partire dal 1° gennaio 2021, tramontare definitivamente la possibilità di avvalersi della c.d. “procedura transitoria” di gestione dei corrispettivi elettronici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricordiamo che, ai sensi dell’art. 2 del D.Lgs. n. 127/2015, l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi è stato reso obbligatorio:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - per i contribuenti con volume d’affari 2018 &amp;gt; 400.000 euro a partire dal 1° luglio 2019 (salvo gli esoneri temporanei disposti dal D.M. 10 maggio 2019);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - per tutti i contribuenti di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972 (fatti salvi gli esoneri di carattere definitivo stabiliti dal D.M. 10 maggio 2019 e succ. modifiche), a partire dal 1° gennaio 2020.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuttavia, per quanto riguarda i soggetti obbligati dal 1° gennaio 2020, con il D.L. n. 34/2019 (Decreto “Crescita”) era stato previsto il c.d. “periodo transitorio” sino al 30 giugno 2020, poi prolungato al 31 dicembre 2020 ad opera dell’art. 140 del D.L. n. 34/2020 (Decreto “Rilancio”).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ciò ha consentito ai soggetti non ancora dotati di Registratore Telematico (e che non utilizzavano nemmeno la procedura AdE “Documento Commerciale On line”) di proseguire nella certificazione dei corrispettivi mediante emissione di scontrino o ricevuta fiscale, a condizione che venisse mantenuto in uso il registro dei corrispettivi ex art. 24 D.P.R. n. 633/1972 e che i corrispettivi giornalieri venissero poi trasmessi telematicamente, entro il mese successivo a quello di esecuzione delle operazioni, avvalendosi della c.d. “procedura transitoria” disponibile in piattaforma Fatture e Corrispettivi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le disposizioni relative alla procedura transitoria non sono state ulteriormente prorogate, di conseguenza a partire dal 1° gennaio 2021 non è più possibile utilizzare scontrino / ricevuta fiscale; è obbligatoria l’emissione di documento commerciale e, nel caso di utilizzo di RT, la trasmissione dei dati entro 12 giorni dall’operazione (mentre nel caso di Documento Commerciale On Line all’atto dell’emissione del documento i dati sono immediatamente memorizzati nei server AdE, e pertanto null’altro dovrà essere ulteriormente trasmesso).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il rinvio della lotteria degli scontrini
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo due successivi rinvii, il 1° gennaio 2021 era la data prevista per l’avvio della lotteria degli scontrini; tuttavia, è intervenuto un ulteriore rinvio - introdotto l’ultimo giorno utile - ad opera del c.d. Decreto “Milleproroghe”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il D.L. 31 dicembre 2020, n. 183, art. 3, comma 9, rinvia infatti ad un provvedimento da emanarsi entro il 1° febbraio 2021 la definizione delle modalità tecniche di estrazione e la definizione dei premi della lotteria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La ridefinizione del quadro della lotteria si è resa necessaria poiché con la manovra finanziaria, Legge 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1, comma 1095, ne è stato modificato l’impianto, prevedendo che concorrano all’estrazione dei premi non tutti i documenti commerciali provvisti di codice lotteria, bensì solo quelli onorati in moneta elettronica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli esercenti dispongono quindi di più tempo per adeguare gli strumenti in uso, anche alla luce di quanto disposto al successivo comma 10, che prevede uno slittamento all’operatività del portale della lotteria ai fini della segnalazione da parte dei consumatori a carico degli esercenti che rifiutano l’inserimento del codice lotteria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le segnalazioni saranno effettuabili solo a partire dal 1° marzo 2021, data che possiamo quindi identificare come quella entro la quale i contribuenti di cui all’art. 22 D.P.R. n. 633/1972 dovranno in definitiva farsi trovare pronti alla lotteria (salvo ulteriori rinvii).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il rinvio dell’obbligo di aggiornamento dei registratori telematici al tracciato XML versione 7.0
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Altro rinvio è quello disposto dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 389405 del 23 dicembre 2020, che ha modificato (per l’ennesima volta) il Provvedimento 182017 del 28 ottobre 2016.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In estrema sintesi, prima di quest’ultimo rinvio, era previsto che entro il 1° gennaio 2021 tutti i Registratori Telematici in uso dovessero essere aggiornati, affinché la trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri venisse effettuata secondo le specifiche tecniche nel tracciato XML versione 7.0.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo quanto disposto dal Provvedimento n. 389405/2020, invece, i dati potranno continuare ad essere trasmessi fino al 31 marzo 2021 anche con il “vecchio” tracciato versione 6.0.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Entro il 1° aprile 2021, pertanto, i RT in uso dovranno obbligatoriamente essere aggiornati in modo tale che i dati dei corrispettivi vengano trasmessi secondo le specifiche tecniche “Tipi Dati Per I Corrispettivi - versione 7.0 - giugno 2020”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La modifica del regime sanzionatorio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ulteriore novità, a partire dall’anno 2021, è la revisione del regime sanzionatorio applicabile alle violazioni in materia di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo quanto disposto dalla Legge di Bilancio, art. 1, commi 1109-1115, a partire dal 1° gennaio 2021 non si rendono più applicabili le disposizioni pregresse, che richiamavano quelle precedentemente applicabili in materia di violazioni di emissione di scontrino o ricevuta fiscale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Il nuovo regime sanzionatorio
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , a valere con riferimento alle violazioni compiute a partire dal 1° gennaio 2021, può essere sintetizzato come segue:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - per la mancata o non tempestiva memorizzazione o trasmissione del corrispettivo o la memorizzazione o trasmissione con dati incompleti o non veritieri si applica una sanzione pari al 90% dell’imposta corrispondente all’importo non memorizzato o trasmesso. Se la mancata trasmissione discende dalla mancata memorizzazione (documento commerciale non emesso), la sanzione si applica una sola volta;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - in caso di reiterate violazioni continua ad applicarsi l’art. 12, comma 2 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pertanto, nel caso di quattro distinte violazioni, compiute in giorni diversi, nel corso di un quinquennio, è prevista la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività per un periodo da tre giorni ad un mese; se l’importo dei corrispettivi contestati supera 50.000 euro, la sospensione va da un minimo di un mese ad un massimo di sei mesi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se l’omessa o tardiva trasmissione, o la trasmissione dei corrispettivi con dati incompleti o non veritieri, non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo, la sanzione viene comminata in misura fissa, in misura pari a 100 euro per ciascuna trasmissione (non si applica il cumulo giuridico ex art. 12 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In caso di malfunzionamenti del RT è fatto obbligo di tempestiva richiesta di intervento per la manutenzione; in caso di violazione di tale obbligo, se non constano omesse annotazioni, è prevista una sanzione amministrativa da 250 a 2.000 euro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per l’omessa installazione degli strumenti di memorizzazione e trasmissione telematica di corrispettivi è prevista la sanzione amministrativa da 1.000 a 4.000 euro; inoltre, se è accertata l’omessa installazione degli apparecchi misuratori è disposta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività nei locali ad essa destinati per un periodo da quindici giorni a due mesi. In caso di recidiva, la sospensione è disposta da due a sei mesi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque manometta o alteri gli strumenti di trasmissione telematica, o faccia uso di strumenti manomessi o alterati, o consenta ad altri di farne uso al fine di eludere le disposizioni in materia di memorizzazione e trasmettono telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 12.000 euro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, si evidenzia che, ai sensi del comma 1114 dell’art. 1 della Legge 30 dicembre 2020, n. 178, che interviene in modifica all’art. 13, comma 1, lett. b-quater), del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 in materia di ravvedimento operoso, limitatamente all’ipotesi di omessa memorizzazione ovvero di memorizzazione con dati incompleti o non veritieri non è possibile ravvedere la sanzione laddove la violazione sia già stata constatata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 20 Jan 2021 11:07:05 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Doppio binario per i ristori</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/doppio-binario-per-i-ristori</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Indennizzi per le chiusure 2021. Perequazione per il 2020
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Doppio binario temporale per i ristori, contributi a fondo perduto sul 2021 per chi sta subendo le nuove chiusure e interventi strutturali per i cali di fatturato su base temporale più ampia (con ogni probabilità annuale) per chiudere in maniera perequativa il 2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il decreto Ristori 5 lievita e diventa una nuova manovra. La cifra dello scostamento è montata dai 20 miliardi di cui si ragionava a fine 2020, ai 32 votati giovedì sera dal consiglio dei ministri.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con lo scostamento che sarà portato in aula verso il 20 gennaio, sale a 140 mld di euro il conto di questo anno di pandemia. I nove decreti legge approvati da marzo in avanti hanno raggiunto il valore di 108 mld a cui si aggiunge il nuovo Ristori 5. Un decreto che interverrà sulle tante emergenze economiche puntellandole con interventi sia straordinaria sia più strutturali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alcune indicazioni sono arrivate dal viceministro all'economia, Antonio Misiani, durante il IV Forum dei dottori commercialisti ed esperti contabili organizzato da ItaliaOggi il 14 gennaio (si veda ItaliaOggi di ieri). Le prossime scelte passeranno innanzitutto per il decreto scostamento «che crisi di governo permettendo vorremmo varare nei prossimi giorni» e che si colloca nella scia di misure già prefigurate dalla legge di bilancio 2021.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si conferma il lavoro su indennizzi dal carattere perequativo, superando la logica codici Ateco e quella dei diversi colori delle regioni, guardando esclusivamente al calo di fatturato registrato non mese su mese ma su un periodo più ampio. Semestre o anno, la scelta è ancora in discussione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La direzione è anche quella di ricomprendere la diversità di tipologie di imprese e di professionisti che hanno subito un calo fatturato o di corrispettivi, che rende necessario un intervento di ristoro. Ristori che, conferma Misiani, «vogliamo estendere al mondo dei liberi professionisti ordinistici. Questo dovrebbe essere un intervento perequativo e sarà necessario tenere conto delle diverse forme di sostegno che ciascun lavoratore ha ricevuto nel corso dell'anno. Aiutare di più chi ha ricevuto di meno e di meno chi ha ricevuto aiuti consistenti, una misura nel segno dell'equità».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per il fondo perduto, lo stanziamento complessivo potrebbe arrivare a dieci mld. Ci sono i 5,3 mld del fondo perequativo e dal nuovo scostamento altri cinque dovrebbero essere destinati agli indennizzi una tantum.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La partita che si apre al ministero dell'economia è decidere a chi riversare i soldi con il meccanismo dei nuovi bonifici e a chi destinare gli aiuti strutturali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In contemporanea con l'approvazione della legge di bilancio, si era ipotizzato di proporre ai contribuenti una sorta di scelta se ricevere i nuovi risarcimenti o azzerare per la stessa cifra gli importi dovuti per tasse e sospesi in questi mesi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un anno bianco fiscale, insomma, accanto a quello contributivo che arriverà sempre con il decreto Ristori 5 (ricordiamo che fino a marzo per alcune categorie di contribuenti è stata prevista la sospensione di scadenze fiscali).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il decreto dovrebbe intervenire, poi, a finanziare la sanità, il piano vaccinale, la cassa integrazione Covid-19 e ulteriori risorse per il mondo degli enti locali. Ci saranno poi ancora interventi settoriali, il viceministro Misiani ha ricordato il lavoro portato avanti assieme al viceministro Laura Castelli, focalizzato sul mondo turistico invernale, settore per il quale è necessario andare al di là del ristoro perequativo prevedendo indennizzi specifici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 18 Jan 2021 16:44:17 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Misure legge di bilancio</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/misure-legge-di-bilancio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Legge di Bilancio 2021: prorogate le misure di sostegno finanziario alle PMI e ai professionisti
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Con la legge di Bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178), le misure straordinarie del Fondo di garanzia per le PMI vengono prorogate al
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          30 giugno
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          2021
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         . È previsto che, ai fini della copertura degli oneri derivanti dalla proroga, si utilizzino 500 milioni di euro per l’anno 2022, attraverso le risorse del Programma Next Generation EU. Da tale proroga sono, però, in parte escluse le imprese con numero di dipendenti compreso tra 250 e 499, che potranno beneficiare della garanzia del Fondo solo fino al 28 febbraio 2021. Tale scelta è legata all’obiettivo di una progressiva migrazione delle garanzie per finanziamenti concessi in favore delle Mid Cap attraverso lo strumento “Garanzia Italia” di SACE. In proposito, va evidenziato che sarebbe necessario rendere strutturale l’estensione della copertura delle Mid Cap da parte del Fondo.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La crisi economica legata al Covid-19 è al centro, quindi, della legge di bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178); sul fronte delle attività produttive si consolida e viene definita nell’art. 1, comma 244 , la proroga fino al
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            30 giugno 2021
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           dell’intervento pubblico di garanzia sul credito alle PMI, con l’obiettivo di favorirne l’accesso alle fonti finanziarie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           La legge n. 178/2020 prevede, attraverso l’art. 1, comma 246 , una dotazione aggiuntiva per il Fondo di garanzia di 4,5 miliardi di euro, che costituisce la dotazione finanziaria fino a tutto il 2026.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La legge di bilancio 2021 ha prorogato e potenziato alcune misure, che riguardano proprio la concessione dei finanziamenti alle imprese e, nello specifico, viene:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - prorogata la moratoria PMI fino al 30 giugno 2021. Ciò consente alle piccole e medie imprese di chiedere il congelamento delle rate di prestiti e mutui. La moratoria straordinaria, prevista dal decreto “Cura Italia” (art. 56 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18), era già stata prorogata dal decreto “Agosto” (art. 65 del D.L. 14 agosto 2020, n. 104);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - permesso il passaggio dal Fondo di garanzia PMI alla società Garanzia Italia di SACE. Dal 1° marzo e fino al 30 giugno 2021, le imprese possono accedere allo strumento SACE ed ottenere garanzie anche in relazione a finanziamenti destinati in parte alla rinegoziazione ed al consolidamento di finanziamenti pre-esistenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pertanto, fino al 28 febbraio, varrà una norma transitoria, che consente la progressiva migrazione delle imprese Mid Cap dal Fondo alla SACE. L’ammissione alla garanzia SACE delle PMI avviene alle stesse condizioni agevolate del Fondo, con copertura al 90 per cento del finanziamento, per un importo massimo garantito di 5 milioni di euro o di importo inferiore, in caso di capitale non rimborsato da eventuali finanziamenti già assistiti dalla garanzia del Fondo PMI.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Altra novità in materia di garanzie sui finanziamenti riguarda la durata dei prestiti garantiti. Per i micro prestiti fino a 30.000 euro con garanzia di Stato al 100 per cento dal Fondo PMI, la durata del piano di ammortamento si allunga da 10 a 15 anni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre, chi alla data del 1° gennaio 2021 risulta avere già ottenuto un finanziamento agevolato dal Fondo potrà chiedere l’estensione del piano di rientro, con adeguamento del tasso di interesse alla maggiore durata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Riguardo al calcolo del tasso di interesse applicabile ai finanziamenti entro 30.000 euro, la norma sancisce che il tasso non deve essere superiore allo 0,20 per cento aumentato del valore, se positivo, del Rendistato con durata analoga al finanziamento concesso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per accedere alle misure, i potenziali beneficiari possono rivolgersi direttamente alla propria banca di fiducia (società di leasing o altro intermediario finanziario).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La garanzia è concessa automaticamente e il prestito può essere erogato dalla banca, senza attendere la risposta del Fondo. Per questo tipo di finanziamenti è stato predisposto un apposito modulo di domanda semplificato (Allegato 4-bis ex legge di conversione, reperibile nella sezione Modulistica del sito del Fondo do garanzia https://www.fondidigaranzia.it/normativa-e-modulistica/modulistica/).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Allegato 4-bis ex legge di conversione deve essere presentato alla banca o al Confidi, cui il beneficiario si rivolge per ottenere il prestito e non direttamente al Fondo di garanzia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sarà l’istituto, a sua volta, a richiedere il rilascio della garanzia al Fondo PMI, a fronte del finanziamento concesso per liquidità o investimento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Fondo non interviene nella contrattazione diretta tra banca e cliente, ma, per quanto concerne la parte garantita dallo strumento pubblico, non possono essere acquisite dall’istituto finanziario garanzie reali, assicurative o bancarie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La garanzia può essere rilasciata anche su operazioni già erogate. Questa possibilità, però, vale solo se l’erogazione è stata effettuata non più di tre mesi prima della richiesta al Fondo e, comunque, non prima del 31 gennaio 2020. In tali casi, il soggetto finanziatore deve trasmettere al Fondo una dichiarazione attestante la riduzione del tasso di interesse applicata sul finanziamento garantito al soggetto beneficiario per effetto della sopravvenuta concessione della garanzia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se la banca sospende le rate (o la sola quota capitale) di un finanziamento già garantito, la durata delle garanzie sarà prolungata automaticamente. La sospensione deve essere accordata prima dalla banca e solo successivamente la stessa può fare richiesta di prolungamento della garanzia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Più ampio l’intervento di Garanzia Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La decisione si rende necessaria non solo ai fini di una più razionale allocazione degli strumenti agevolativi e delle risorse stanziate a copertura dei medesimi, ma anche per alleggerire l’operatività del Fondo PMI che, per via dei decreti emergenziali succedutisi negli ultimi mesi, ha visto incrementare l’entità e rischiosità delle proprie esposizioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Viene, infatti, consentito alle imprese di impiegare la Garanzia Italia per accedere a prestiti finalizzati anche alla rinegoziazione/consolidamento di indebitamenti già esistenti, pur in presenza di alcune limitazioni:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - il finanziamento deve contemplare l'erogazione di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 25 per cento dell'importo del finanziamento oggetto di rinegoziazione;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - il rilascio della garanzia deve determinare un minore costo e/o una maggiore durata del finanziamento rispetto a quello oggetto di rinegoziazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre, la normativa specifica che l’erogazione, relativa alla quota destinata al consolidamento (o alla rinegoziazione) di finanziamenti concessi dai medesimi soggetti finanziatori, potrà non avvenire su apposito conto corrente, così da consentire alla banca di effettuare eventuali compensazioni tra importi a debito e a credito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questa prospettiva di ampliamento dell’operatività di Garanzia Italia si inseriscono le previsioni di accesso da parte delle imprese ad uno strumento alternativo al finanziamento bancario, ed accessorio, quindi, alla garanzia sullo stesso, quale la cessione di credito pro soluto, che consentirebbe l’anticipazione dei flussi monetari relativi alla transazione commerciale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           “Mid Cap” e Garanzia Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La legge di bilancio 2021 interviene anche sulle misure a sostegno della liquidità delle Mid Cap (middle-size capitalization); anche se non esiste una definizione precisa di questa categoria di imprese nel nostro ordinamento finanziario, possiamo rifarci a quella fornita dalla normativa riferita al Fondo di garanzia, che le definisce “imprese, diverse dalle PMI, con un numero di dipendenti non superiore a 499”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La legge di bilancio 2021, all’art. 1, comma 245 , tende a fare chiarezza sulla questione, prevedendo una progressiva migrazione delle garanzie per finanziamenti concessi in favore delle Mid Cap sullo strumento Garanzia Italia SACE, riportando il Fondo di garanzia per le PMI alla sua naturale vocazione di strumento a supporto della liquidità di micro, piccole e medie imprese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E’ indubbio che tale previsione sia di vasta portata, in quanto apre il Fondo per le piccole e medie imprese anche a molte grandi imprese: tutte quelle fino a 499 dipendenti, che finiscono per rientrare tra i potenziali beneficiari delle garanzie previste dal decreto “Liquidità”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo caso, non vi è alcun riferimento alla normativa europea e si ritiene, pertanto, che il calcolo vada fatto sulla singola azienda, senza tenere conto di imprese collegate o associate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’estensione della proroga, prevista all’art. 1, comma 245 , della legge n. 178/2020, stabilisce che la garanzia del Fondo è limitata al 28 febbraio 2021 per le imprese con un numero di dipendenti non inferiore a 250 e non superiore a 499 (Mid Cap).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 15 Jan 2021 10:38:12 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cartelle e avvisi di accertamento</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Stop sino al 31 Gennaio per cartelle e avvisi di accertamento
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Nella tarda serata di ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato un
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          decreto-legge
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         che dispone l’ulteriore differimento, dal
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         , dei termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, delle cartelle esattoriali, degli atti di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonché degli altri atti tributari elencati dall’art. 157 del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77). Pertanto, sono ricompresi nell'ambito applicativo della misura anche:
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - le comunicazioni di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (controlli formali e automatizzati);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - le comunicazioni di cui all’art. 54-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - gli inviti all’adempimento di cui all’art. 21-bis del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modifiche dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - gli atti di accertamento dell’addizionale erariale della tassa automobilistica, di cui all’art. 23, comma 21, del D.L. 6 luglio 2011 n. 98;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - gli atti di accertamento delle tasse automobilistiche, limitatamente alle regioni Friuli Venezia Giulia e Sardegna;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - gli atti di accertamento per omesso o tardivo versamento della tassa sulle concessioni governative per l’utilizzo di telefoni cellulari di cui all'art. 21, Tariffa allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 641
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il provvedimento prevede inoltre
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          :
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - il differimento dal
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           del termine finale di scadenza dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento ed avvisi esecutivi, relativi alle entrate tributarie e non, sospesi dall’art. 68, comma 1 , del decreto “Cura Italia” (D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modifiche dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27). Al riguardo si precisa che – fermo restando la salvezza delle attività compiute e degli effetti prodottisi nel periodo dal 1° gennaio 2021 alla data di entrata in vigore del decreto-legge appena approvato – la sospensione dei versamenti opera senza soluzione di continuità dalla data iniziale della stessa (21 febbraio 2020 per i debitori con residenza/sede operativa/sede legale nei comuni della prima “zona rossa”, 8 marzo 2020 per tutti gli altri) fino alla data del 31 gennaio 2021;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - il differimento dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021 della scadenza della sospensione degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati dall’agente della riscossione (e da altri soggetti titolati) aventi ad oggetto le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - il rinvio del termine per i versamenti relativi all’imposta sui servizi digitali per il 2020 dal 16 febbraio al 16 marzo 2021 e il rinvio del termine per la presentazione della relativa dichiarazione dal 31 marzo 2021 al 30 aprile 2021.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È stata inoltre approvata la Relazione da presentare alle Camere ai fini dell’autorizzazione, per l’anno 2021, all’indebitamento per 32 miliardi di euro. Il nuovo scostamento di bilancio sarà utilizzato per finanziare le misure che il Governo si appresta ad adottare per sostenere ulteriormente gli operatori economici, i settori produttivi e i cittadini maggiormente colpiti dagli effetti della pandemia da Covid-19.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sulla necessità di una proroga, in attesa di un provvedimento di più ampio respiro, era intervenuto anche il Viceministro dell’Economia Antonio Misiani durante il Forum organizzato da Italia Oggi, che ha dichiarato: “È necessaria una proroga-ponte, uno scaglionamento degli invii molto più diluito nel tempo, una rateizzazione più conveniente, un saldo e stralcio, altrimenti si apre un problema sociale”, facendo riferimento alla "montagna di cartelle esattoriali che rischiano d'arrivare nel 2021”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il decreto-legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri disporrebbe quindi una mini-proroga in attesa di un pacchetto più ampio di misure, quali una nuova rottamazione o saldo e stralcio, che potrebbero essere contenute nel quinto decreto “Ristori”, al quale sta lavorando in questi giorni il Governo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 15 Jan 2021 10:27:29 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Transazione fiscale</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/transazione-fiscale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Le istruzioni del Fisco per le imprese in crisi
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come evidenziato dalla circolare n. 34/E/2020, la transazione fiscale è una procedura tra Fisco e contribuente, utilizzabile nell’ambito del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione, con la quale si provvede al pagamento in misura ridotta e/o dilazionata dei debiti di natura tributaria sia privilegiati che chirografari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con tale istituto, il legislatore ha voluto superare, almeno in parte, il principio dell’indisponibilità del credito fiscale stante la necessità di proteggere altri interessi, quali la salvaguardia della continuità aziendale e dei livelli occupazionali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli interventi legislativi susseguitisi nel tempo hanno modificato l’impianto originale della procedura introdotta dall’art. 182-ter l. fall. tanto che attualmente è ammessa la falcidia, all’interno del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione, non solo dei debiti erariali gestiti dalle agenzie fiscali e dei loro accessori, ma anche di quelli relativi all’IVA e alle ritenute operate e non versate, con il limite della quota realizzabile sul ricavato in caso di liquidazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ultima revisione legislativa ha poi consentito al Tribunale di procedere, in base ad una valutazione di maggior convenienza della proposta dell’imprenditore rispetto all’alternativa liquidatoria, all’omologa della proposta di concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione dei debiti, anche in caso di “mancanza di voto”, o “mancanza di adesione”, da parte dell’Amministrazione finanziaria qualora l’assenso di quest’ultima sia necessario ai fini del perfezionamento della procedura compositiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A tal fine, è stabilito che il Tribunale possa tener conto anche delle risultanze della relazione redatta dal professionista incaricato dell’attestazione: quest’ultima, in particolare, deve valutare, tra l’altro, proprio per i crediti tributari, la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione giudiziale (ora, al fallimento).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            I criteri da osservare per la valutazione della proposta
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo un excursus normativo e un interessante esame dei compiti del professionista attestatore, la circolare entra nel vivo della questione ed enuclea i principi che devono essere osservati dai diversi Uffici nella valutazione della proposta di trattamento dei crediti fiscali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fin da subito precisa che “
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            il fulcro del procedimento argomentativo che porta a ritenere accoglibile una proposta di trattamento del credito tributario deve essere incentrato sulla maggiore, o minore, convenienza economica della stessa rispetto all’alternativa liquidatoria
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           ”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In tale ottica, evidenzia che gli Uffici devono comparare, nel caso del concordato preventivo, il pagamento proposto con la domanda di concordato e quanto ricavabile nell’alternativa liquidatoria; nello specifico segnala che, ai fini del confronto, occorre che l’attestazione del professionista riporti anche il maggiore apporto patrimoniale, rappresentato dai flussi o dagli investimenti generati dalla eventuale continuità aziendale o dall’esito dell’attività liquidatoria gestita in sede concordataria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se poi il commissario giudiziale rende un parere favorevole alla proposta di concordato e, conseguentemente, alla relativa proposta di transazione fiscale, l’eventuale diniego da parte dell’Ufficio dovrà essere sorretto da una puntuale motivazione che confuti in modo analitico, chiaro, oggettivo e verificabile, le conclusioni del Commissario stesso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In tema di accordi di ristrutturazione dei debiti, la valutazione del trattamento dei crediti fiscali non è dissimile; anche in questa ipotesi, infatti, l’attestatore nella sua relazione deve tener conto non solo della veridicità dei dati aziendali e dell’attuabilità dell’accordo, con specifico riferimento alla sua idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei, ma deve pur sempre valutare la convenienza del trattamento proposto rispetto all’alternativa liquidatoria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In sintesi, l’Ufficio è tenuto, dapprima, nel concordato preventivo, ad accertare che il trattamento fiscale proposto non sia deteriore rispetto agli altri creditori ugualmente garantiti (salvo che si tratti di creditori strategici) e successivamente, sia nel concordato preventivo che negli accordi di ristrutturazione, che sussista il requisito della maggior convenienza economica della proposta rispetto all’alternativa liquidatoria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dovrà dunque tener conto “
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            dei valori degli asset aziendali e dell’ammontare conseguibile, in forza delle legittime cause di prelazione, in sede di assegnazione ai creditori delle somme realizzate mediante la liquidazione stessa
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           ”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nello specifico, partirà, per entrambe le procedure, dalle valutazioni esposte nel piano attestato dal professionista indipendente e, nel caso di concordato preventivo, anche dal parere 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           attestato e verificato dal Commissario Giudiziale; potrà disattendere le rispettive risultanze solo se siano ritenute manifestamente non attendibili ovvero non sostenibili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La condotta del proponente-contribuente
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di specifico rilievo in sede di valutazione della proposta è la condotta del contribuente, quando sia qualificata di natura distrattiva o addirittura come frode.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tali attività potrebbero infatti incidere direttamente sulla veridicità dei dati oggetto della relazione dell’attestatore e/o del parere del commissario giudiziale causando una sottostima delle attività, una sovrastima delle passività o far emergere una sottrazione fraudolenta delle attività stesse.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli Uffici devono accertarsi, in particolare, che il contribuente, prima di attivare la procedura composizione della crisi non abbia:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “simulato la cessione di asset aziendali a soggetti correlati; compiuto atti liberali - come la remissione del debito - non giustificati da normali logiche di mercato, quale potrebbe essere la salvaguardia di specifici rapporti commerciali; perfezionato operazioni di riorganizzazione aziendale, finalizzate a trasferire artatamente nel proprio patrimonio personale poste dell’attivo, costruendo così una bad company da sottoporre alla procedura compositiva; utilizzato fatture per operazioni inesistenti allo scopo di creare costi a carico dell’impresa”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            In presenza di condotte di frode, la valutazione degli Uffici dovrà essere più estesa e non limitarsi ad esaminare la convenienza della proposta rispetto all’alternativa liquidatoria.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È il caso, riportato dalla circolare, della proposta di un contribuente che abbia nel passato utilizzato false fatture ricevute da soggetti non residenti e poi avanzi un piano fondato sulla presenza di finanza esterna proveniente da uno Stato estero e la cui origine non sia adeguatamente documentata. Occorrerà, allora, che gli Uffici si assicurino che il soggetto finanziatore non sia collegato alla precedente frode, né sia comunque riconducibile alla sfera soggettiva del contribuente. Si vuole infatti evitare che il piano sotteso al concordato preventivo o agli accordi di ristrutturazione trovi fondamento nei frutti di disegni delittuosi, in precedenza realizzati dai soggetti che propongono la procedura transattiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La valutazione del tempo di dilazione del debito fiscale
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Circa i tempi di dilazione previsti per il pagamento del debito fiscale, la circolare n. 34/E/2020 raccomanda di non tener conto di schemi generalizzati e dar massima attenzione alle caratteristiche specifiche di ogni fattispecie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se, da un lato, il maggior orizzonte temporale dà luogo a stime circa il pagamento caratterizzate da notevole incertezza, dall’altro, le caratteristiche dell’impresa, il patrimonio aziendale, la natura dell’attività dell’impresa potrebbero in realtà rendere affidabili le proiezioni anche a medio-lungo termine.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Così avviene, ad esempio, per le imprese parte di contratti attivi di lunga durata o che abbiano iniziato la commercializzazione o la produzione di beni protetti da brevetti registrati in grado di dar luogo a ricavi più che soddisfacenti nel tempo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dunque, non esiste una tempistica migliore applicabile a tutte le proposte circa la dilazione del pagamento dei debiti tributari: ogni proposta è a sé e come tale deve essere valutata proprio perché promana da un’impresa che ha proprie caratteristiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In altre parole, gli Uffici dovranno procedere secondo ragionevolezza ad accordi concretamente gestibili da parte del debitore; occorre infatti “evitare di subordinare il raggiungimento dell’intesa al rispetto di tempistiche e modalità di adempimento particolarmente onerose per il contribuente, che, alla luce della situazione economico-finanziaria in cui versa l’impresa, potrebbero risultare, di fatto, impossibili da rispettare”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 12 Jan 2021 11:26:09 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tax Credit per l'adeguamento dell'ambiente di lavoro</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/tax-credit-per-l-adeguamento-dell-ambiente-di-lavoro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L'Agenzia delle Entrate adegua i termini alle novità della legge di Bilancio
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 120 del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77) ha introdotto un credito d’imposta nella misura del 60 per cento - per un importo massimo di 80mila euro - delle spese sostenute nel 2020 per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, destinato ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico indicati in allegato al medesimo decreto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’art. 1, commi 1098 e 1099 , della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di Bilancio 2021), ha disposto che:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - il credito d’imposta sia utilizzabile in compensazione con l'F24 entro il 30 giugno 2021, anziché entro il 31 dicembre 2021;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - i soggetti beneficiari del credito possano optare per la cessione del credito stesso, ai sensi dell’art. 122 del D.L. 34/2020, fino al 30 giugno 2021, anziché fino al 31 dicembre 2021.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ora, con il Provvedimento direttoriale 8 gennaio 2021 , l'Agenzia delle Entrate ha apportate le necessarie modifiche a quanto disposto dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 10 luglio 2020, n. 259854 e alle relative istruzioni del modello di comunicazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la Circolare 10 luglio 2020, n. 20/E, paragrafo 2.1., è stato precisato che gli interventi agevolabili sono quelli necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del Covid-19, tra cui rientrano espressamente: 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, di ingressi e spazi comuni, nonché per l’acquisto di arredi di sicurezza, compresi gli interventi edilizi funzionali alla riapertura o alla ripresa dell’attività, fermo restando il rispetto della disciplina urbanistica; 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           gli interventi per l’acquisto di arredi finalizzati a garantire la riapertura delle attività commerciali in sicurezza (cosiddetti “arredi di sicurezza”); 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           come precisato dalla citata circolare, è comunque necessario che l’intervento sia stato prescritto da disposizioni normative o sia previsto dalle linee guida per le riaperture delle attività elaborate da amministrazioni centrali, enti territoriali e locali, associazioni di categoria e ordini professionali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Provvedimento 8 gennaio 2021, n. 4887
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 11 Jan 2021 10:05:19 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"Resto al sud": le novità</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/resto-al-sud-le-novita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Bonus Mezzogiorno e "Resto al Sud": le novità della Legge di Bilancio 2021
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La Legge di Bilancio 2021
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           contiene disposizioni di carattere novellativo per due delle principali misure in favore delle attività economiche presenti nel Mezzogiorno d’Italia. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il riferimento è al credito d’imposta Mezzogiorno e alla misura agevolativa “Resto al Sud”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Per il credito d’imposta
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           è disposta la proroga per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2022, rispetto al precedente termine di fine 2020. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per la misura “
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Resto al Sud
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           ”, vengono ora ammessi i soggetti con età compresa tra 18 e 55 anni. La precedente normativa ammetteva i soggetti con età non superiore a 45 anni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Le principali caratteristiche del credito del bonus Sud possono riassumersi come di seguito
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            :
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - i beni agevolabili possono essere m
            &#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             acchinari, impianti e attrezzature varie, voci B.II.2 e B.II.3 dello stato patrimoniale, destinati a strutture produttive nuove o già esistenti;
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           - il l
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            imite massimo di investimento è di  3 milioni di euro per le piccole imprese, 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             10 milioni per le medie imprese e
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             15 milioni per le grandi imprese.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il credito di imposta è riconosciuto, nel rispetto della Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020, approvata con la Decisione C(2014) 6424 final del 16 settembre 2014 della Commissione Europea, come modificata dalla Decisione C(2016) 5938 final del 23 settembre 2016, nonché nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal Regolamento UE n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014 (Regolamento di esenzione).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E' consentita una possibilità di cumulo delle suddette agevolazioni con gli Aiuti “de minimis” e con altri Aiuti di Stato che insistano sugli stessi costi, sempre che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalla normativa europea (circolare Agenzia delle Entrate n. 12/E/2017).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La Legge di Bilancio 2021 interviene anche sulla misura “Resto al Sud”.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tale misura è stata introdotta dall’art. 1 del D.L. n. 91/2017 per promuovere la costituzione di nuove imprese:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - da parte di giovani imprenditori tra i 18 ed i 45 anni,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - nelle Regioni del Mezzogiorno, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la Legge di Bilancio 2021 vengono ora ammessi alla misura i soggetti con età compresa tra 45 e 55 anni. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di conseguenza è sensibilmente ampliata la platea dei soggetti beneficiari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Detto ciò, le caratteristiche principali della misura “Resto al Sud” possono essere così riassunte
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           :
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - i beneficiari sono i s
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           oggetti di età compresa tra 18 e 45 (55 dal 1° gennaio 2021) anni che intendono svolgere nuova attività d’impresa, lavoro autonomo o professionale;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - le agevolazioni/erogazioni consistono nella copertura del 100% delle spese ammissibili, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           35% a titolo di contributo a fondo perduto e il restante 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           65% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia che gestisce “Resto al Sud”;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - possono accedere al finanziamento le attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura, ma anche quelle relative alla 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fornitura di servizi alle imprese e alle persone, quelle operanti nel settore 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           turistico e le 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - le spese ammissibili sono quelle relative alla ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa), 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           macchinari, impianti e attrezzature nuovi, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative). Massimo 20% del programma di spesa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La misura dell’agevolazione
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           può essere al massimo di 50.0000 € per ogni richiedente, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           in caso di società, 50.000 € per ogni socio, fino a un max di 200.000 € totale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La presentazione della domanda di accesso può avvenire esclusivamente in via telematica attraverso il sito web di Invitalia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In base alle recenti modifiche dovute all'emergenza Covid-19 il D.L. n. 34/2020, all’art. 245, riconosce un ulteriore contributo a fondo perduto in favore dei beneficiari della misura,  nel dettaglio riconosce 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           15.000 € per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale e 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           10.000 € per ciascun socio dell’impresa beneficiaria fino ad un importo massimo di 40.000 €.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 08 Jan 2021 10:11:04 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Bonus mobili</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/bonus-mobili</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Bonus mobili prorogato e potenziato per il 2021
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come noto, l’art. 16, comma 2 del D.L. n. 63/2013 riconosce ai:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - soggetti IRPEF residenti e non residenti in Italia,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - soci di cooperative a proprietà divisa assegnatari di alloggi, anche se non ancora titolari di mutuo individuale,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - soci di cooperative a proprietà indivisa, per i quali è intervenuta la delibera del C.d.A. di assegnazione,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          che fruiscono della detrazione IRPEF del 50% prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, un’ulteriore detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto dei lavori edilizi (c.d. “bonus mobili”).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono escluse dalla detrazione le opere per le quali si fruisce della detrazione del 65%, quali gli interventi per il risparmio energetico e le spese per la messa in sicurezza antisismica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il comma 58 della Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178) prevede la proroga dell’agevolazione in parola anche per il 2021, elevando però a 16.000 euro l’importo di spesa massimo su cui calcolare il bonus fiscale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In altri termini, la detrazione del 50% è calcolata su un tetto massimo di:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 10.000 euro fino al 31 dicembre 2020;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 16.000 euro dal 1° gennaio 2021.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  
         Per gli acquisti che si effettuano nel 2021, invece, l’agevolazione spetta soltanto ai contribuenti che hanno sostenuto un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato non prima del 1° gennaio 2020.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal punto di vista temporale, per beneficiare del bonus mobili 2021, la data di inizio dei lavori edilizi deve essere anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, mentre non è richiesto che le spese di recupero edilizio siano sostenute prima di quelle per l’arredo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nel dettaglio, il contribuente potrà comprovare la data di avvio dei lavori mediante:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’Azienda sanitaria locale (ASL), qualora la stessa sia obbligatoria;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (ai sensi dell’art. 47, D.P.R. n. 445/2000), qualora si tratti di lavori per i quali non sono necessarie comunicazioni o titoli abilitativi (cfr. circolare AdE n. 13/E/2019).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si rammenta che dal 2018 vanno comunicati all’ENEA gli acquisti di alcuni elettrodomestici per i quali si può usufruire del bonus mobili (forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La trasmissione delle informazioni relative agli interventi deve essere effettuata attraverso un sito web dedicato entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La mancata o tardiva trasmissione delle informazioni non comporta la perdita del diritto alla detrazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le altre proroghe per i bonus edilizi nella Legge di Bilancio 2021
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto al bonus mobili, il testo della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 prevede la proroga sino al 2021 delle detrazioni fiscali:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - per gli interventi volti alla riqualificazione energetica degli edifici (art. 1, commi da 344 a 349, della Legge n. 296/2006 e art. 14 del D.L. n. 63/2013) generalmente agevolabili con l’aliquota del 50% o del 65%;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (art. 16-bis del TUIR e art. 16, comma 1, del D.L. n. 63/2013), attualmente prevista nella misura del 50% entro il tetto massimo di spesa pari a 96.000 euro;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - per il “bonus verde”, detrazione del 36% fino ad un importo massimo di 5.000 euro per gli interventi di sistemazione a verde (semina e/o piantumazione alberi e/o arbusti) di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi e per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tra le conferme più attese spiccano senz’altro le proroghe legate al:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - c.d. “bonus facciate”, ossia la detrazione IRPEF/IRES introdotta dall’art. 1, commi da 219 a 223 della Legge n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020) pari al 90% delle spese documentate, sostenute nel 2020 e 2021, a prescindere dalla data di inizio lavori, relative agli interventi edilizi eseguiti sulle facciate degli edifici;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - superbonus al 110% di cui all’art. 119 del D.L. n. 34/2020, in questo caso estesa alle spese sostenute fino al 30 giugno 2022 (con l’eccezione degli IACP ed enti equivalenti).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Diversamente dalle precedenti, la proroga del superbonus apporta rilevanti modifiche alla disciplina agevolativa applicabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le più rilevanti riguardano sicuramente:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • l’inclusione tra gli edifici agevolabili di quelli privi di attestato di prestazione energetica (APE) perché sprovvisti di copertura, di uno o più muri perimetrali, o di entrambi, purché al termine degli interventi, che devono comprendere anche quelli di cui alla lett. a) del comma 1, art. 119 del D.L. n. 34/2020, raggiungano la fascia A;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • l’inserimento dell’isolamento del tetto (indipendentemente dal fatto che sia presente un sottotetto riscaldato) tra gli interventi “trainanti”;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • l’inserimento dell’eliminazione delle barriere architettoniche tra gli interventi “trainati”;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • l’estensione della detrazione agli impianti solari fotovoltaici su strutture pertinenziali agli edifici;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • la modifica della ripartizione della detrazione da 5 a 4 quote annuali di pari importo;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • la modifica del requisito dell’“indipendenza funzionale” dell’unità immobiliare, intesa ora come possesso di almeno 3 delle seguenti installazioni o manufatti di proprietà esclusiva:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - impianti per l’approvvigionamento idrico;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - impianti per il gas;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - impianti per l’energia elettrica;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - impianto di climatizzazione invernale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 07 Jan 2021 12:22:19 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La rivalutazione dei beni e delle partecipazioni nel bilancio 2020</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/la-rivalutazione-dei-beni-e-delle-partecipazioni-nel-bilancio-2020</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
          Gli effetti sul bilancio d’esercizio e le conseguenze fiscali
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Aspetti generali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'art. 110, commi 1-7, del D.L. 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126 (cd. decreto “Agosto”), consente alle imprese OIC adopter di procedere alla rivalutazione dei beni strumentali e delle partecipazioni qualificate risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2019.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si tratta di un intervento normativo in deroga alle disposizioni contenute nell'art. 2426 c.c., che ha, come nel caso della sospensione degli ammortamenti, contenuta nello stesso provvedimento, l’obiettivo di ridurre, o quantomeno lenire, gli effetti negativi sui bilanci dell’esercizio 2020, determinati dai lunghi periodi di inattività delle aziende a causa del primo e del secondo lockdown.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Due sono le caratteristiche che contraddistinguono la rivalutazione contenuta nel decreto “Agosto”: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            la possibilità di rivalutare anche ai soli fini civilistici, senza pagamento di imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito e dell’IRAP pari al 3 per cento; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            la possibilità di rivalutare anche un singolo bene, senza l’obbligo di dovere rivalutare tutti i beni appartenenti alla stessa categoria.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Soggetti interessati
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I soggetti che possono effettuare la rivalutazione agevolata sono: 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            le società di capitali residenti, gli enti pubblici e privati e trust residenti, che hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            le imprese individuali, le società in nome collettivo, le società in accomandita semplice, anche se in contabilità semplificata; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            gli enti pubblici e privati non commerciali residenti, per i beni relativi alle attività commerciali esercitate; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            le persone fisiche non residenti, relativamente ai beni appartenenti alle loro stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Beni rivalutabili
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possono essere oggetto della rivalutazione agevolata sia i beni di impresa, che le partecipazioni immobilizzate di controllo e di collegamento, che risultino in bilancio alla data di chiusura dell’esercizio precedente a quello nel quale viene effettuata l’operazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La rivalutazione agevolata deve essere eseguita nel primo bilancio successivo a quello dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2019.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Pertanto: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per le imprese il cui esercizio coincide con l'anno solare, la rivalutazione deve essere effettuata nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2020;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           per le imprese con esercizio non coincidente con l'anno solare, la rivalutazione potrà essere effettuata nel bilancio dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2019, a condizione che tale bilancio sia approvato successivamente alla data di entrata in vigore della legge 13 ottobre 2020, n. 126.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal beneficio rimangono espressamente esclusi: 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            i beni-merce; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            i beni utilizzati sulla base dei contratti di leasing riscattati nell’esercizio in corso;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           le partecipazioni per le quali non sussiste il rapporto di controllo o di collegamento in maniera ininterrotta e che sono iscritte in bilancio nell'attivo circolante; 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            i beni strumentali acquistati durante l'esercizio 2020; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            le partecipazioni acquistate o che hanno maturato i requisiti per essere iscritte fra le immobilizzazioni quali partecipazioni di controllo e di collegamento, ai sensi dell'art. 2359 c.c., solo durante l'esercizio 2020.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possono essere oggetto di rivalutazione anche le immobilizzazioni immateriali che siano oggetto di tutela giuridica, quali brevetti, licenze, marchi e diritti d'autore, mentre sono esclusi gli oneri pluriennali, quali i costi di impianto e di ampliamento, i costi di sviluppo e l'avviamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A differenza della rivalutazione ordinaria (art. 12-ter del D.L. 8 aprile 2020, n. 23, convertito dalla legge 5 giugno 2020, n. 40; art. 1, commi 696-704, della legge 27 dicembre 2019, n. 160; D.M. 19 aprile 2002, n. 86; D.M. 13 aprile 2001, n. 162), prevista per categorie omogenee di beni, la rivalutazione agevolata contenuta nel decreto “Agosto” può essere effettuata distintamente per ciascun bene, a nulla rilevando la circostanza che siano già stati completamente ammortizzati.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             Criteri di rivalutazione
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il testo dell’art. 110 non prevede particolari formalità per procedere alla rivalutazione, ma si limita a rammentare che il limite massimo della rivalutazione è individuato dall’art. 11, comma 2, della legge 21 novembre 2000, n. 342, nei valori effettivamente attribuibili ai beni con riferimento:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            - alla loro consistenza;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - alla loro capacità produttiva;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - all’effettiva possibilità economica di utilizzazione nell’impresa;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ai valori correnti ed alle quotazioni rilevate in mercati regolamentati italiani o esteri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pertanto, ai fini dell’individuazione del valore costituente il limite massimo alla rivalutazione, si possono utilizzare sia il criterio del valore d’uso, che il criterio del valore di mercato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La definizione di questi due criteri è rinvenibile dalla lettura dell’OIC 9, che tratta le svalutazioni per perdita di valore delle immobilizzazioni. In particolare, l’OIC 9, nei paragrafi da 22 a 28, definisce il valore d’uso come “il valore attuale dei flussi di cassa attesi da un’attività o da un’unità generatrice di flussi di cassa”. Questo valore, com’è comprensibile, non è di facile determinazione per le piccole aziende, che non possiedono un’organizzazione amministrativa in grado di determinare correttamente i flussi di cassa attesi dai singoli beni. Pertanto, risulterà certamente più agevole utilizzare il secondo criterio, quello del “valore di mercato” o del fair value, definito dal par. 21 dell’OIC 9 come il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un bene (materiale e/o immateriale) in una regolare transazione tra operatori indipendenti alla data di valutazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’operazione rappresenta l’ultima operazione dell’anno e, pertanto, il calcolo degli ammortamenti dovrà essere eseguito prima della rivalutazione, con la conseguenza che l'operazione di rivalutazione non impatterà nel conto economico del 2020, bensì solamente nello stato patrimoniale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La norma non prevede alcun obbligo di fare predisporre una perizia, ma non bisogna dimenticare il fatto che la rivalutazione determina, attraverso un artifizio meramente contabile, un miglioramento della struttura patrimoniale dell’azienda e, di conseguenza, una progressione nel rating di affidabilità verso i terzi ed il ceto bancario.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sarà, pertanto, opportuno documentare i criteri adottati in modo inequivocabile e non strumentale e, per le società di capitali, motivare le scelte fatte nella nota integrativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             Le tecniche di rivalutazione
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La rivalutazione del bene non ne comporta la modifica della vita utile e può essere eseguita adottando tre distinte modalità contabili per come previsto dall'art. 5 del D.M. n. 162/2001, espressamente richiamato nell’art. 110 del D.L. n. 104/2020:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           rivalutazione del costo storico del bene e del relativo fondo di ammortamento;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           rivalutazione del solo costo storico;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           riduzione del fondo di ammortamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Delle tre opzioni contenute nel D.M. n. 162/2001, l'unica tecnica contabile al fine di mantenere inalterata la vita utile residua del bene è quella di rivalutazione sia del costo storico, sia del fondo di ammortamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Metodi di contabilizzazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il contribuente che si avvale della rivalutazione rileva il maggior valore dei beni rivalutati, iscrivendo in contropartita in una “riserva di rivalutazione ex art. 110 del D.L. n. 104/2020, convertito dalla legge n. 126/2020”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La riserva di rivalutazione così generata, per espressa previsione del comma 2 dell’art. 13 della legge n. 342/2000, rientra, all’interno del patrimonio netto, tra le riserve cd. “disponibili” e, quindi, sia per la copertura delle perdite, sia per l’aumento del capitale sociale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La riserva è disponibile per la copertura perdite, ma la norma pone un preciso “vincolo”, in quanto non è possibile procedere alla distribuzione di utili fino a quando la riserva stessa non sia stata reintegrata, ovvero la sua riduzione non sia stata deliberata dall’assemblea straordinaria.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per quanto attiene al vincolo di non distribuibilità degli utili che si formeranno negli esercizi successivi, si precisa che si potrà procedere alla distribuzione degli utili generati in esercizi successivi a quello di utilizzo della riserva a copertura delle perdite, solo se la società abbia previamente reintegrato la riserva stessa nella misura originaria.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In alternativa al reintegro della riserva, come detto, la società può procedere alla riduzione della riserva di rivalutazione con delibera dell’assemblea straordinaria, pure in deroga alle disposizioni dell’art. 2445, commi secondo e terzo, c.c. (tali disposizioni si riferiscono all’ipotesi di riduzione del capitale sociale e prevedono che l’avviso di convocazione dell’assemblea dei soci deve contenere le ragioni e le modalità della riduzione, e comunque la delibera di riduzione può essere eseguita soltanto dopo novanta giorni dall’iscrizione nel Registro delle imprese, purché, entro tale termine, nessun creditore sociale abbia fatto opposizione).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nel caso in cui non si volessero affrancare fiscalmente gli effetti della rivalutazione, la riserva appositamente costituita sarà in sospensione d’imposta, soggetta a tassazione solo in caso di distribuzione ai soci.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La fiscalità differita
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La rivalutazione nasce come rilevazione esclusivamente civilistica e, ove il contribuente lo ritenga opportuno, come anticipato in premessa, l'art. 110, comma 4, del D.L. n. 104/2020, può attribuire rilevanza fiscale ai maggiori valori iscritti a seguito della rivalutazione, con il pagamento di un'imposta sostitutiva dell’IRES/IRPEF ed IRAP del 3 per cento sui maggiori valori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In tale caso, già a partire dall'esercizio successivo a quello in cui avviene la rivalutazione, gli ammortamenti calcolati sui valori rivalutati saranno deducibili ai fini fiscali, mentre per eventuali plusvalenze o minusvalenze derivanti dalla cessione dei beni rivalutati gli effetti fiscali si produrranno solamente a partire dal 2024.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nell'ipotesi in cui la società decida di rivalutare i beni d'impresa ai soli fini civilistici, il punto 21 del documento OIC 7 precisa che si determina l'insorgenza di una differenza temporanea tra il valore contabile delle attività rivalutate e il loro valore ai fini fiscali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Alla data della rivalutazione, la società dovrà iscrivere le imposte differite, IRES e IRAP, direttamente a riduzione della riserva iscritta nel patrimonio netto. Negli esercizi successivi, le imposte differite, saranno riversate al conto economico in misura corrispondente al realizzo del maggior valore attraverso l’ammortamento, la cessione del bene o la sua successiva riduzione per perdita di valore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E' opportuno osservare che l'obbligo di “prelevare” le imposte differite (da iscrivere nel fondo imposte differite) dalla riserva di rivalutazione penalizza le società che intendono rivalutare i beni d'impresa ai soli fini civilistici, in quanto la riserva non sarà pari alla rivalutazione eseguita, bensì sarà ridotta di un importo pari al 24 per cento per l’effetto IRES e al 3,9 per cento per l’effetto IRAP.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gli effetti indesiderati
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A margine delle problematiche affrontate nei paragrafi precedenti, vale la pena riflettere anche sugli effetti indesiderati, che la rivalutazione dei beni e delle partecipazioni potrebbe avere sul calcolo per la verifica dei presupposti dell’applicazione del regime per le società di comodo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A tale proposito, la circolare dell’Agenzia delle entrate 4 maggio 2007 , n. 25/E, afferma che i valori da assumere ai fini della verifica del “test di operatività” per le società, coincidono con quelli fiscalmente rilevanti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Posto che la rivalutazione con affrancamento fiscale avrà effetto sin dall’esercizio 2021, sarà bene tenere conto, con debito anticipo, anche degli effetti che il valore incrementale attribuito ai vari beni potrebbe determinare sulla relativa dichiarazione dei redditi (Cass., ord. 19 agosto 2020, n. 17371 ).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Conclusioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli effetti analizzati in precedenza devono fare riflettere sull'opportunità di attribuire anche valenza fiscale alla rivalutazione, tenendo conto che la misura dell'imposta sostitutiva è particolarmente ridotta e si evita in tale modo, tra le altre cose, di “erodere” una parte della riserva, fermo restando l'obbligo di riduzione per la misura dell'imposta sostitutiva del 3 per cento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ulteriore elemento di vantaggio da tenere in considerazione riguarda la possibilità di rateizzare in tre rate annuali l'imposta sostitutiva, il che consentirebbe, quindi, di recuperare già parte del valore rivalutato con la deduzione delle quote di ammortamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella Legge di Bilancio 2021, attualmente al vaglio delle Camere, è previsto l’ampliamento delle categorie di beni contenuti nell’art. 110 del D.L. 14 agosto 2020, n. 104, sui quali è possibile operare la rivalutazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La norma include tra i beni oggetto del decreto "Agosto" anche l'avviamento e le altre attività immateriali risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2019, attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva con aliquota del 10%.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La bozza contiene anche la proroga al 2021 della possibilità di rivalutare terreni e partecipazioni non quotate mediante pagamento di un'imposta sostitutiva, con aliquota fissata all'11%. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 28 Dec 2020 16:52:20 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Aiuti Covid-19</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Aiuti Covid-19 interamente detassati nel rispetto della Comunicazione UE
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È ormai passato quasi un anno dall’inizio dell’emergenza Covid-19, un anno caratterizzato dall’emanazione di numerosi Decreti legge, a partire dal “Cura Italia”, D.L. n. 18/2020, seguito dal Decreto “Liquidità”, D.L. n. 23/2020, dal Decreto “Rilancio”, D.L. n. 34/2020, ed ancora dal Decreto “Agosto”, D.L. n. 104/2020, per finire con i quattro Decreti “Ristori”, questi ultimi ora convertiti in un’unica Legge.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa incessante produzione di norme ha determinato lo stratificarsi nel tempo di disposizioni non sempre chiare e spesso soggette a correttivi in sede di conversione in legge; tra questi, talvolta, l’inserimento solo in seconda battuta della precisazione dell’irrilevanza ai fini fiscali di questa o quella misura di sostegno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A porre un punto fermo, almeno su questo aspetto di fondamentale importanza, interviene ora l’art. 10-bis del Decreto “Ristori”, che nella sua formulazione finale post conversione prevede la totale detassazione dei contributi, delle indennità e di ogni altra misura a favore di imprese e lavoratori autonomi relativi all’emergenza Covid-19, ponendo tuttavia quale condizione essenziale il rispetto dei limiti e delle condizioni fissate in materia di aiuti Covid in sede UE, come meglio approfondito nel seguito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Detassate le misure di sostegno introdotte in sede di emergenza Covid-19
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come si è detto in premessa, è stato posto un punto fermo alla problematica della rilevanza fiscale dei sostegni concessi in periodo emergenziale. L’art. 10-bis del Decreto “Ristori”, post conversione, prevede che i contributi e le indennità, di qualsiasi natura, spettanti agli esercenti arte, impresa o professione e lavoratori autonomi, erogati in via eccezionale a seguito dell’emergenza epidemiologica Covid-19:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -- 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - non concorrono alla formazione della base imponibile IRAP;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - non rilevano ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, comma 5, del TUIR, D.P.R. n. 917/1986.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La disposizione precisa, fornendo un ulteriore elemento di discernimento tra aiuti rientranti e non rientranti nella previsione normativa, che ai fini della detassazione deve trattasi di aiuti diversi da quelli esistenti prima dell’emergenza Covid-19.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La disposizione si applica ai contributi e le indennità, come sopra delineati, da chiunque erogati ed indipendentemente dalla modalità di fruizione e contabilizzazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Viene quindi stabilito un principio generale di “irrilevanza ai fini fiscali” degli aiuti Covid, principio che si applica sia agli aiuti di provenienza statale (qualunque sia l’ente erogatore), che agli aiuti di provenienza regionale o comunale, casse di previdenza, ecc.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quali aiuti rientrano nella previsione di detassazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’introduzione del principio di carattere generale di detassazione degli aiuti Covid-19 fa sì che non occorra più verificare puntualmente per ciascuna tipologia di aiuto se la norma preveda o meno l’irrilevanza ai fini fiscali del sostegno concesso, e in quali termini; è sufficiente verificare che si tratti di una forma di aiuto/sostegno che non era prevista prima del Covid e che è stata introdotta in ragione dell’emergenza in corso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A titolo puramente esemplificativo, e non esaustivo, si ricordano le principali misure sinora adottate:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Indennità INPS gestione AGO
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           (Artigiani e Commercianti), Indennità INPS Gestione Separata D.L. “Cura Italia”, n. 18/2020 (I “600 euro” riconosciuti dall’INPS nel mese di marzo e poi in seguito rinnovati, nel rispetto di determinate condizioni, anche per il mese di aprile e, solo per Gestione Separata, anche per maggio nella misura di 1.000 euro);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           -
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Indennità Covid-19 r
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           iconosciuta agli iscritti alle casse professionali, ai lavoratori dello spettacolo, ai venditori porta a porta (D.L. “Rilancio”, n. 34/2020, e successivi);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Contributo a fondo perduto ex art. 25, D.L. “Rilancio”, n. 34/2020, e “riedizione” del contributo prevista dai Decreti “Ristori”, “Ristori-bis” e “Ristori-quater” (questi ultimi ora convertiti in unica Legge);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - Contributo a fondo perduto “centri storici” - D.L. “Agosto”, n. 104/2020, art. 59;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - Contributo a fondo perduto “ristorazione” - D.L. “Agosto”, n. 104/2020, art. 58;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - Contributo a fondo perduto agenzie di viaggio e tour operator - D.L. “Rilancio”, n. 34/2020, art. 182;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - Credito d’imposta locazioni e affitto d’azienda, ex art. 65, D.L. n. 18/2020 (botteghe e negozi) e ex art. 28, D.L. n. 34/2020 (a sua volta modificato ed ampliato ad opera dell’art. 77 del D.L. “Agosto”, n. 104/2020, e ulteriormente ripreso dai Decreti “Ristori” e “Ristori-bis” per i mesi di ottobre, novembre e dicembre, a favore dei contribuenti colpiti dalle misure restrittive dell’autunno/inverno);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - Credito d’imposta sanificazione e DPI, ex art. 125 D.L. “Rilancio”, n. 34/2020, la cui seconda tranche, derivante dal rifinanziamento operato in sede di D.L. “Agosto”, n. 104/2020, è stata solo da pochi giorni resa disponibile per l’utilizzo in compensazione con modello F24 e la cessione a terzi a seguito del Provvedimento AdE Prot. n. 2020/381183 del 16 dicembre 2020;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - Credito d’imposta adeguamento luoghi di lavoro, ex art. 120 D.L. “Rilancio”, n. 34/2020;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - Contributi a fondo perduto erogati dagli enti locali a sostegno delle attività danneggiate dal Covid-19 (es. Bonus “Piemonte”).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Essenziale il rispetto dei limiti e delle condizioni UE
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Altro aspetto di massima importanza presente nell’art. 10-bis qui in commento è il richiamo al rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione Europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19”, e successive modifiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È bene ricordare che ogni misura adottata per fronteggiare le conseguenze economiche derivanti dall’epidemia Covid-19 può essere stata concessa da ciascuna nazione solo nel rispetto delle condizioni concordate in sede europea.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tali condizioni prevedono, in estrema sintesi, che l’aiuto non può essere concesso a favore del soggetto economico che fosse già in crisi prima dell’avvento del Covid-19, e più precisamente alla data del 31 dicembre 2019.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Comunicazione UE fissa parametri ben precisi per l’individuazione dei soggetti in crisi, che come tali non possono risultare beneficiari dei sostegni, ed altresì fissa dei tetti massimi ai sostegni stessi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rivediamo il quadro d’insieme
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           :
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ogni soggetto può risultare beneficiario di aiuti Covid entro un valore massimo di 800.000 euro; 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l’aiuto non può essere concesso alle imprese che si trovavano già in difficoltà il 31 dicembre 2019. Per identificare le imprese in difficoltà occorre rifarsi alla definizione di cui all’art. 2, punto 18, del Regolamento UE n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Regolamento UE n. 651/2014 definisce impresa in difficoltà quella che rientra in almeno una delle seguenti condizioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           :
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            a
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           . Nel caso di società a responsabilità limitata (diverse dalle PMI costituitesi da meno di 3 anni o, ai fini dell’ammissibilità a beneficiare di aiuti al finanziamento del rischio, dalle PMI nei 7 anni dalla prima vendita commerciale ammissibili a beneficiare di investimenti per il finanziamento del rischio a seguito della 2 diligence da parte dell’intermediario finanziario selezionato), qualora abbia perso più della metà del capitale sociale sottoscritto a causa di perdite cumulate. Ciò si verifica quando la deduzione delle perdite cumulate dalle riserve (e da tutte le altre voci generalmente considerate come parte dei fondi propri della società) dà luogo a un importo cumulativo negativo superiore alla metà del capitale sociale sottoscritto. Ai fini della presente disposizione, per “società a responsabilità limitata” si intendono in particolare le tipologie di imprese di cui all’allegato I della Direttiva n. 2013/34/UE e, se del caso, il “capitale sociale” comprende eventuali premi di emissione;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            b.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Nel caso di società in cui almeno alcuni soci abbiano la responsabilità illimitata per i debiti della società (diverse dalle PMI costituitesi da meno di tre anni o, ai fini dell'ammissibilità a beneficiare di aiuti al finanziamento del rischio, dalle PMI nei 7 anni dalla prima vendita commerciale ammissibili a beneficiare di investimenti per il finanziamento del rischio a seguito della due diligence da parte dell'intermediario finanziario selezionato), qualora abbia perso più della metà dei fondi propri, quali indicati nei conti della società, a causa di perdite cumulate. Ai fini della presente disposizione, per "società in cui almeno alcuni soci abbiano la responsabilità illimitata per i debiti della società" si intendono in particolare le tipologie di imprese di cui all'allegato II  della direttiva 2013/34/UE;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            c.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Qualora l’impresa sia oggetto di procedura concorsuale per insolvenza o soddisfi le condizioni previste dal diritto nazionale per l’apertura nei suoi confronti di una tale procedura su richiesta dei suoi creditori;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            d
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           . Qualora l’impresa abbia ricevuto un aiuto per il salvataggio e non abbia ancora rimborsato il prestito o revocato la garanzia, o abbia ricevuto un aiuto per la ristrutturazione e sia ancora soggetta a un piano di ristrutturazione;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            e.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Nel caso di un’impresa diversa da una PMI, qualora, negli ultimi 2 anni il rapporto debito/patrimonio netto contabile dell’impresa sia stato superiore a 7,5 e il quoziente di copertura degli interessi dell’impresa (EBITDA/interessi) sia stato inferiore a 1,0.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’art. 10-bis del Decreto “Ristori” convertito impone il rispetto della Comunicazione UE del 19 marzo, e successive modifiche.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si tratta di un passaggio fondamentale, proprio con riferimento alla problematica definizione di impresa in difficoltà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con una modifica operata alla Comunicazione UE del 19 marzo 2020 in data 29 giugno 2020, e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale UE in data 2 luglio 2020 (“Terza modifica del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza della Covid-19” - Comunicazione della Commissione UE n. C 2020/218/03),  il novero delle imprese da sottoporre alla verifica dello stato di crisi alla data del 31 dicembre 2019 si è notevolmente ridotto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con tale variazione, la Commissione UE ha reputato opportuno includere nel Quadro temporaneo degli aiuti di Stato tutte le microimprese e le piccole imprese, anche se rientranti nella categoria delle imprese in difficoltà finanziarie al 31 dicembre 2019. Quanto sopra a condizione che: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           non si tratti di imprese soggette a procedura concorsuale per insolvenza, ai sensi dei rispettivi diritti nazionali; 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           non si tratti di soggetti che abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio e che non abbiano rimborsato tali aiuti, oppure aiuti per la ristrutturazione e che siano ancora oggetto di piano di ristrutturazione. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per la corretta individuazione dei soggetti che rientrano in questa previsione, occorre nuovamente rifarsi alle disposizioni UE, che definiscono micro e piccole imprese quelle con meno di 50 dipendenti e meno di 10 milioni di euro di fatturato annuo e/o bilancio annuale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 22 Dec 2020 10:22:20 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Locazioni 2021</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Decreto “maxi Ristori”: contributo a fondo perduto del 50% per le locazioni dal 2021
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         L’art. 9-quater del Decreto “Ristori”, in corso di approvazione definitiva, introduce dall’anno 2021, per:
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - il locatore,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - di immobile ad uso abitativo,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - ubicato in un comune ad alta tensione abitativa,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - che riduce il canone del contratto di locazione in essere alla data del 29 ottobre 2020,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - un contributo a fondo perduto fino al 50% della riduzione del canone, entro il limite massimo annuo di 1.200 euro per singolo locatore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ambito soggettivo ed oggettivo dell’agevolazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La norma fa specifico riferimento al locatore, quale beneficiario del contributo a fondo perduto, senza distinzione tra persona fisica o impresa. Si ritiene quindi che possano ottenere il beneficio tutti gli operatori dotati o meno di partita iva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’immobile deve però essere ad uso abitativo, includendo nell’area agevolativa tutti gli edifici classificati/classificabili nella categoria catastale A, ad eccezione degli A/10 (uffici e studi privati).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono, quindi, escluse dal contributo a fondo perduto le locazioni di fabbricati strumentali, ovvero immobili classificati nella categoria B (scuole, uffici pubblici, ecc.), C (negozi, laboratori, magazzini, ecc.), D (opifici, alberghi, ecc.), E (stazioni per servizi di trasporto, ecc.) e A/10.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ricordiamo che, con la circolare 27/E/2006, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che “la distinzione tra immobili ad uso abitativo e immobili strumentali deve essere operata con riferimento alla classificazione catastale dei fabbricati, a prescindere dal loro effettivo utilizzo”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ulteriore condizione è che il contratto sia in essere al 29 ottobre 2020 (data di entrata in vigore del D.L. n. 137/2020, c.d. Decreto “Ristori”). “In essere” significa che potrebbe essere almeno stipulato entro il 29 ottobre 2020 e registrato nei termini ordinari. La registrazione dei contratti di locazione deve essere effettuata, infatti, entro 30 giorni dalla data di stipula o dalla sua decorrenza (se anteriore).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La tardiva registrazione, invece, si ritiene che non possa essere considerata valida, proprio perché la ratio sembra quella di limitare l’agevolazione ai contratti che risultano in essere alla data dell’entrata in vigore dell’originaria norma agevolativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’immobile deve essere ubicato in un comune ad alta tensione abitativa. Questa è forse la condizione più stringente, che limiterà la platea dei potenziali beneficiari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            L’elenco dei comuni è contenuto nella delibera CIPE 13 novembre 2003.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non solo, ma l’immobile deve essere l’abitazione principale del locatario. Non fruisce del contributo il locatore che loca una “seconda casa”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Capite bene che il contributo è destinato a pochi eletti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Profili operativi: comunicazione della rinegoziazione con RLI
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I contraenti del contratto di locazione devono come prima cosa concordare la rinegoziazione. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una volta pattuita la rinegoziazione, la norma specifica che, ai fini del riconoscimento del contributo, il locatore comunica, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate la rinegoziazione del canone di locazione e ogni altra informazione utile ai fini dell’erogazione del contributo. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ora la modalità per la comunicazione, finora utilizzata, e forse più agevole in tempi di Covid, è il Modello RLI. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La rinegoziazione del contratto, sia in caso di diminuzione che di aumento del canone, può essere comunicata all’Agenzia delle Entrate direttamente via web con il Modello RLI, infatti, senza bisogno di recarsi allo sportello. Resta ferma la modalità di presentazione “agile” prevista per la richiesta di servizi essenziali in via semplificata, mediante Pec o e-mail.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Dal 1° settembre 2020, per comunicare la rinegoziazione del canone viene utilizzato esclusivamente il modello RLI e non più il modello 69.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per fronteggiare la crescente richiesta di comunicazioni delle rinegoziazioni dei canoni di locazione, per la maggior parte in diminuzione, è stata prevista la possibilità di effettuare l’adempimento tramite il modello RLI, da parte dei soggetti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La registrazione dell’atto con il quale le parti dispongono esclusivamente la riduzione del canone di un contratto di locazione è esente dall’imposta di registro e di bollo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tuttavia, tale modalità non è pacifica. Infatti, il comma 3 della norma rinvia a un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, l’individuazione delle modalità applicative, anche ai fini del rispetto del limite di spesa stanziato, nonché delle modalità di monitoraggio delle comunicazioni effettuate. Perché se tutti i locatori che rinegoziano il canone presentano il modello, non è detto che fruiranno del contributo a fondo perduto; potrebbero, infatti, essere nel frattempo stati esauriti i 50 milioni a disposizione. Non è nemmeno chiaro se i 50 milioni di euro verranno assegnati secondo la logica del “chi prima arriva meglio alloggia” o ripartiti in percentuale su tutti coloro che ridurranno il canone nel 2021, riducendo così la misura del contributo a fondo perduto (che dal 50% passerebbe sicuramente a una percentuale inferiore).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La dotazione del Fondo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il comma 4 istituisce, nello stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un fondo denominato “Fondo per la sostenibilità del pagamento degli affitti di unità immobiliari residenziali” con una dotazione pari a
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           50 milioni di euro per l’anno 2021
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 18 Dec 2020 09:35:45 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Ammortizzatori sociali</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/ammortizzatori-sociali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Sostegni in arrivo per professionisti e autonomi: nel 2021 esonero contributivo e ammortizzatori sociali
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra le misure di sostegno per il lavoro autonomo, che potrebbero vedere la luce nella prossima legge di Bilancio, la previsione dell’esonero contributivo nel 2021 per i professionisti più colpiti dalla pandemia Covid-19 e un primo ammortizzatore sociale per gli iscritti alla Gestione separata Inps.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ipotesi è stata confermata ieri anche dal ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, durante la riunione del tavolo tecnico permanente previsto dal «Jobs act del lavoro autonomo» (legge n. 81/2017), che ha annunciato lo stanziamento di "un miliardo di euro che, nel 2021, esonererà in tutto, o in parte, dal pagamento dei contributi previdenziali" gli occupati indipendenti ed "i professionisti, ordinistici e non, più colpiti dalla pandemia" in corso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo gli ultimi ritocchi, il pacchetto a sostegno dei lavoratori autonomi dovrebbe prevedere: 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           una “Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa” (Iscro) per gli autonomi iscritti alla Gestione separata Inps, consistente in un sostegno economico per sei mensilità, per un importo che va da un minimo di 250 euro a un massimo di 800 euro al mese. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per accedere alla misura, prevista in via sperimentale per il triennio 2021-2023, sarà necessario aver prodotto un reddito, nell’anno precedente la domanda, inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni precedente, aver dichiarato un reddito non superiore a 8.145 euro, essere in regola con i contributi ed avere aperta la partita Iva da almeno 4 anni; 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l’esonero, totale o parziale, dal pagamento dei contributi previdenziali per le partite Iva e i professionisti, aderenti alle gestioni previdenziali Inps e agli iscritti alle Casse private, più colpiti dalla pandemia. Potranno usufruirne i soggetti con compensi e ricavi fino a 50 mila euro lordi e con una diminuzione nel 2020 del fatturato o dei corrispettivi non inferiore al 33% rispetto al 2019.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 18 Dec 2020 09:19:24 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Decreto ristori: le misure</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/decreto-ristori-le-misure</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Decreto “Ristori”: approvato in Senato il Ddl di conversione in legge che accorpa e modifica i decreti
         &#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Approvato in prima lettura dal Senato, nella seduta del 15 dicembre, il Ddl n. 1994 di conversione in legge del decreto “Ristori” (D.L. 28 ottobre 2020, n. 137), recante ulteriori misure urgenti connesse all'emergenza da Covid-19. Nella notte l’Aula ha votato, con 154 voti favorevoli e 122 contrari, la fiducia sul maxi-emendamento interamente sostitutivo del disegno di legge che recepisce le proposte approvate nelle Commissioni riunite Bilancio e Finanze, su cui il Governo aveva posto la questione di fiducia. Il testo del provvedimento, nel quale sono confluiti i quattro decreti “Ristori”, passa ora alla Camera per ottenere l’approvazione definitiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i nuovi interventi, finalizzati a sostenere famiglie e imprese in difficoltà a seguito della crisi causata dalla pandemia Covid-19, si evidenziano:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - la proroga fino al 31 dicembre 2021 dell’accesso a lavoratori autonomi e professionisti al Fondo Gasparrini per la sospensione del pagamento delle rate dei mutui per la prima casa;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - il riconoscimento al locatore di immobile ad uso abitativo, ubicato in un comune ad alta tensione abitativa, che costituisca l'abitazione principale del locatario e che riduce il canone del contratto di locazione, di un contributo a fondo perduto pari al 50% della riduzione del canone entro il limite annuo di 1.200 euro per singolo locatore. La percentuale fino al 50% della riduzione del canone restituita dallo Stato potrà essere rivista proporzionalmente in relazione alle domande di accesso e alle risorse stanziate pari a 50 milioni;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - la riduzione delle bollette elettriche, per le utenze diverse dagli usi domestici, per imprese e professionisti che al 25 ottobre 2020 hanno la partita Iva attiva e dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ateco
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          riportati negli allegati ai decreti “Ristori”;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - l'esclusione dal reddito imponibile ai fini delle imposte dirette Irpef e
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ires
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e dal valore della produzione ai fini dell’Irap dei contributi e delle indennità - di qualsiasi natura, da chiunque erogati e indipendentemente dalle modalità di fruizione - erogati in via eccezionale per la crisi da Covid-19;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          la possibilità di pagare il secondo acconto imposte sui redditi e Irap in quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 30 aprile 2021;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - la sospensione di ulteriori tre mesi della
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tosap
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e della
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cosap
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - l'utilizzo del bonus vacanze fino a giugno 2021, con richiesta entro il 31 dicembre 2020;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          l'applicazione dell’equo compenso per le consulenze dei professionisti sul Superbonus del 110% di cui all’art. 119 del D.L. n. 34/2020;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - la semplificazione delle procedure di cui alla legge 27 gennaio 2012, n. 3, per il sovraindebitamento di famiglie e imprese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rinviate invece al decreto finale sui ristori, atteso per il prossimo gennaio, le disposizioni sull’ampliamento della platea dei codici Ateco da ammettere ai ristori e sulla loro estensione ai liberi professionisti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 17 Dec 2020 09:36:09 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Bonus locazioni</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/bonus-locazioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Al via il restyling del bonus locazioni
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Restyling del modello per la cessione dei crediti d'imposta per canoni di locazione al fine di tenere conto delle nuove tipologie e delle ulteriori mensilità. Aggiornata la piattaforma dell'Agenzia delle entrate e introdotta la possibilità di avvalersi di un intermediario per la trasmissione del modello in commento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Con la firma sul provvedimento dello scorso 13 dicembre, il direttore dell'Agenzia delle entrate ha licenziato il nuovo modello, con relative istruzioni, per eseguire la comunicazione obbligatoria delle cessioni dei crediti d'imposta dei canoni di locazione di botteghe e negozi e per i canoni di immobili strumentali e affitti di azienda, di cui all'art. 122 del dl 34/2020.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il modello, e le relative istruzioni, sono scaricabili sul sito istituzionale dell'agenzia (www.agenziaentrate.gov.it) e, salvo aggiornamenti e modifiche tempestivamente pubblicati, la comunicazione può essere presentata fino al 31/12/2021.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si ricorda, innanzitutto, che con il precedente provvedimento dell'1/7/2020 (n. 250739) erano state definite le modalità di comunicazione delle cessioni dei crediti d'imposta per botteghe e negozi, di cui all'art. 65 del dl 18/2020 e dei canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo e affitto di azienda, di cui all'art. 28 del dl 34/2020, prevedendo la possibilità di eseguire la necessaria comunicazione nell'intervallo tra il 13/07/2020 fino al 31/12/2021, direttamente dai soggetti che avevano maturato i crediti indicati e utilizzando le relative funzionalità disponibili nell'area autentica delle Entrate, a pena di inammissibilità.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Con un successivo provvedimento, inoltre, si sarebbero dovute definire le modalità per consentire l'invio della comunicazione anche avvalendosi di un intermediario appositamente incaricato e, nel contempo, il legislatore ha esteso l'applicazione della disciplina ad ulteriori crediti d'imposta («tax credit»), di cui all'art. 28 del dl 34/2020, come quelli relativi ai canoni di locazione per le strutture turistiche alberghiere, per quelle turistico-ricettive, per le imprese che hanno subito restrizioni e per i canoni di ottobre, novembre e dicembre 2020 per le agenzie di viaggio e tour operator (codice Ateco 79.1, 79.11 e 79.12), operanti nelle zone rosse.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il nuovo modello, pertanto, si compone essenzialmente di due quadri, di cui uno con i dati del cedente, i dati relativi al rappresentante e la tipologia di credito ceduto e il secondo quadro con i dati riferibili ai contratti (estremi di registrazione), nonché l'indicazione del credito ceduto, la sottoscrizione e l'impegno alla presentazione telematica da parte dell'intermediario abilitato, che è la vera novità del modello.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il detto modello può essere utilizzato in sostituzione di quello precedente (1/7/2020), a decorrere dal 13/12/2020 (come indicato dalle istruzioni allegate alla comunicazione), anche se il provvedimento (punto 2.2) dispone che l'utilizzo decorre dalla data di pubblicazione del modello; come detto, l'invio può essere eseguito da un intermediario, di cui al comma 3, dell'art. 3 del dpr 322/1998.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infine, si prende atto che l'Agenzia delle entrate ha finalmente aggiornato, si presume grazie anche al recente intervento del quotidiano (si veda, ItaliaOggi dell'11/12/2020), la piattaforma relativa alla cessione dei detti crediti, al fine di consentire agli inquilini di cedere ai propri locatori anche i crediti di imposta maturati relativi ai canoni locativi e per affitto di azienda per le strutture turistico-ricettive da luglio a dicembre 2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            I crediti sulle locazioni cedibili
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
                                      Credito d’imposta per botteghe e negozi   
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
        
                                                                                                      
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           art. 65  del dl 18/2020 (decreto Cura Italia)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                                    Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili                                                                                    art. 28  del dl 34/2020 (decreto Rilancio)
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                                    ad uso non abitativo e affitto di azienda
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                                   Credito d’imposta per canoni di locazione del mese di giugno 2020 
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                            (per le strutture turistico-alberghiere con attività solo stagionale, ai canoni del mese di luglio 2020)             lettera b), comma 1, art. 77 del dl 104/2020 (decreto Agosto)
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                                   Credito d’imposta per le imprese turistico-ricettive fino al 31 dicembre 2020                                                     lettera b- bis),comma 1, dell’art. 77 del dl 104/2020 (decreto Agosto)
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                                   Credito d’imposta sui canoni di locazione dei mesi di ottobre, novembre e 
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                                  dicembre 2020, per le imprese operanti nei settori riportati nell’Allegato 1 al dl 137/2020                                 dall’articolo 8 del dl 137/2020 (decreto Ristori)
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                               Credito d’imposta sui canoni di locazione dei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020, 
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                               per le imprese operanti nei settori riportati nell’allegato «2» dello stesso decreto, 
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                                nonché per le imprese che svolgono le attività di cui ai codici Ateco 79.1, 79.11 e 79.12                                       dall’articolo 4 del dl 149/2020 (decreto Ristori- bis)
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                                e che hanno la sede operativa nelle «zone rosse».
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 16 Dec 2020 09:44:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Acconto IVA</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Acconto IVA 2020 entro il 28 dicembre 2020: attenzione ai soggetti esonerati
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci sono soggetti obbligati al versamento dell’acconto IVA i soggetti passivi IVA che effettuano le liquidazioni periodiche IVA.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Rimangono però esclusi dall’obbligo di versamento dell’acconto IVA 2020 i soggetti passivi d’imposta che ricadano all’interno di una delle seguenti situazioni: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            nel caso in cui l’acconto dovuto per l’anno 2020 risulti di importo inferiore ad euro 103,29; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            qualora la liquidazione periodica dell’ultimo periodo dell’anno precedente a credito o a debito risulti di importo non superiore ad euro 116,72; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            se l’attività del soggetto passivo IVA è iniziata nel corso del 2020; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            se l’attività sia cessata nel corso del 2020: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per i contribuenti con liquidazione IVA mensile: prima del 30 novembre 2020;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           per i contribuenti con liquidazione IVA trimestrale: entro il 30 settembre 2020; 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            contribuenti che nell’anno 2019 hanno applicato il regime previsto per i contribuenti minimi (D.L. 6 luglio 2011, n. 98) ovvero regime forfetario (legge 23 dicembre 2014, n. 190). Al riguardo, risulta opportuno precisare che l’esonero dal versamento dell’acconto si applica anche per il primo periodo d’imposta di fuoriuscita da uno dei due regimi, in considerazione del fatto che manca il dato storico di riferimento per il calcolo dell’acconto; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            soggetti che esercitano attività di intrattenimento di cui all’art. 74, sesto comma, del D.P.R. n. 633/1972; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            produttori agricoli esonerati o in regime semplificato con versamento annuale dell’IVA; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            associazioni sportive dilettantistiche, associazioni senza fine di lucro e pro-loco, in regime forfetario IVA. Infatti, in tali casi, non sono eseguite le liquidazioni periodiche IVA; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            contribuenti che hanno effettuato nel 2020 unicamente operazioni esenti ovvero non imponibili IVA; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            imprenditori individuali che hanno concesso in affitto l’unica azienda entro il 30 novembre 2020, se soggetti alla liquidazione periodica del tributo con cadenza mensile, ovvero entro il 30 settembre 2020, se trimestrali; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            applicazione del metodo delle operazioni effettuate al 20 dicembre, con evidenza di un credito d’imposta; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            applicazione del metodo previsionale, con determinazione presunta di un credito.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si ricorda che il decreto “Ristori-quater” (art. 2 del D.L. 30 novembre 2020, n. 157) ha stabilito, per determinate categorie di soggetti, la sospensione dei versamenti IVA, nonché delle ritenute alla fonte in scadenza nel mese di dicembre 2020. Nel dettaglio, il decreto “Ristori-quater” ha previsto la sospensione dei versamenti (facoltà, non obbligo) scadenti nel mese di dicembre 2020 relativi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - alle ritenute alla fonte, di cui agli artt. 23 e 24 del D.P.R. n. 600/1973, e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale in qualità di sostituti d’imposta;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - all’IVA. Sembra ragionevole ritenere che la sospensione sia applicabile anche con riferimento al versamento dell’acconto IVA 2020, in scadenza il 28 dicembre 2020 (in quanto il 27 cade di domenica);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - ai contributi previdenziali e assistenziali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La sospensione dei versamenti in esame per il mese di dicembre 2020 è applicabile unicamente:
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ai soggetti, esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019 e che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel mese di novembre dell’anno 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ai soggetti, esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e che hanno intrapreso l’attività di impresa, di arte o professione, in data successiva al 30 novembre 2019.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre, indipendentemente dalla sussistenza o meno delle soglie di ricavi o compensi, nonché dalla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi, la sospensione vale anche per i soggetti che:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            esercitano le attività economiche sospese dal D.P.C.M. 3 novembre 2020, aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            esercitano le attività dei servizi di ristorazione, che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale classificate come zone arancioni o rosse; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            operano nei settori economici individuati nell’Allegato 2 al D.L. 9 novembre 2020, n. 149, cd. decreto “Ristori-bis”, ovvero esercitano l’attività alberghiera, l’attività di agenzia di viaggio o di tour operator, e che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale classificate come zone rosse.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I citati versamenti sospesi nel mese di dicembre 2020 andranno effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi: 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            in un’unica soluzione, entro il 16 marzo 2021 ovvero 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            mediante rateizzazione, fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I diversi metodi di calcolo dell’acconto IVA 2020
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per il versamento dell’acconto, il contribuente ha la possibilità di scegliere il più conveniente fra tre diversi metodi previsti dalla disposizione normativa. Si può versare a titolo di acconto, senza incorrere in sanzioni, il minore dei seguenti importi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             Metodo previsionale: 
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            88 per cento del “dato previsionale”, cioè di quanto si prevede di dovere versare con l’ultima liquidazione periodica (mensile ovvero trimestrale) dell’anno 2020.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il rischio che scaturisce dall’applicazione di tale metodo è quello di applicazione delle sanzioni per versamento insufficiente, qualora la liquidazione definitiva evidenzi un saldo a debito eccedente rispetto alla previsione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Metodo storico
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            88 per cento del “dato storico”, cioè di quanto versato in base all’ultima liquidazione periodica dell’anno precedente (anno 2019).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Tale metodo di calcolo è quello che generalmente viene utilizzato dai contribuenti, data l’estrema semplicità di calcolo, che non richiede alcun tipo di valutazione da parte del contribuente stesso.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             Metodo analitico
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            100 per cento del “dato effettivo”, cioè l’intero importo che risulta dalla particolare liquidazione dell’imposta al 20 dicembre 2020 (da eseguirsi ai sensi dell’art. 3 del D.L. 26 novembre 1993, n. 477, convertito dalla legge 26 gennaio 1994, n. 55, disposizione ora contenuta nell’art. 6, comma 3-bis, della legge 29 dicembre 1990, n. 405, a seguito delle modificazioni apportate dall’art. 3 del D.L. 28 giugno 1995, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 349).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             Casi particolari
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Trasformazione di s.n.c., s.a.s., s.r.l. e s.a.p.a. in società semplice
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In tale ipotesi, l’acconto IVA 2020 non sarà dovuto, qualora venga adottato il metodo previsionale. Ciò in considerazione del fatto che la trasformazione agevolata in società semplice determina la perdita della qualifica di soggetto passivo IVA.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Assegnazione ai soci ovvero cessione agevolata di beni dell’impresa
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In tale ipotesi: 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            qualora vi sia stata l’assegnazione di beni ai soci e scioglimento della società entro il 30 settembre 2020, l’acconto IVA per il 2020 non sarà dovuto, qualora venga utilizzato il metodo previsionale e sempre che le operazioni di liquidazione siano effettivamente ultimate entro il terzo trimestre del 2020; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            invece, nel caso in cui la società che ha effettuato l’assegnazione non sia stata liquidata, andrà versato l’acconto IVA entro il 28 dicembre 2020, scegliendo una delle metodologie di calcolo evidenziate.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Estromissione di beni strumentali dal patrimonio da parte dell’imprenditore individuale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Qualora l’imprenditore individuale abbia proceduto all’estromissione in via agevolata dei beni dal patrimonio entro il 31 maggio 2020, senza cessazione dell’attività, sarà dovuto l’acconto IVA 2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Invece, se, a seguito dell’estromissione di cui sopra, sia stata contestualmente cessata l’attività, non sarà dovuto l’acconto, se viene utilizzato il metodo storico.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Metodo storico
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con l’applicazione del metodo storico, l’acconto IVA 2020 risulta pari all’88 per cento del versamento effettuato, o che avrebbe dovuto essere effettuato, per il mese o trimestre dell’anno 2020. Ne consegue che: 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per i contribuenti con liquidazione IVA mensile, al fine di calcolare l’importo della liquidazione periodica del mese di dicembre 2019, si dovrà prendere a riferimento la somma del versamento dell’acconto 2019 effettuato entro il 27 dicembre 2019 e del saldo versato entro il 16 gennaio 2020; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per i contribuenti con liquidazione IVA trimestrale: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            in base alla dichiarazione annuale IVA relativa all’anno d’imposta 2019. Al fine del calcolo dell’acconto, si dovrà prendere a riferimento la somma del versamento dell’acconto 2019 effettuato entro il 27 dicembre 2019 e del saldo versato entro il 16 marzo 2020; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per la liquidazione periodica relativa al quarto trimestre 2019 per i contribuenti trimestrali “speciali” di cui all’art. 74 del D.P.R. n. 633/1972, quali, ad esempio, gli autotrasportatori, la base di riferimento per il calcolo dell’acconto è data dalla somma del versamento dell’acconto 2019 effettuato entro il 27 dicembre 2019 e del saldo versato entro il 16 febbraio 2020.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nell’ipotesi in cui un contribuente riporti un saldo a credito per effetto di un maggiore acconto versato il periodo precedente, l’acconto IVA 2020 dovrà essere calcolato sulla base di quanto effettivamente dovuto per l’anno 2019;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esempio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Credito IVA a seguito di maggior versamento dell’acconto: 
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            così come chiarito dalla risoluzione 23 dicembre 2004, n. 157/E, ai fini del calcolo dell’acconto, non va presa in considerazione la maggiorazione dell’1 per cento applicata all’IVA dovuta in sede di dichiarazione annuale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Modalità di versamento dell’acconto
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’acconto, se di ammontare uguale o superiore a euro 103,29 deve essere versato in unica soluzione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il versamento dell’acconto deve essere fatto in via telematica, utilizzando il modello F24.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Su tale modello deve essere indicato il codice tributo: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “6013”, se trattasi di contribuente mensile; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “6035”, se trattasi di contribuente trimestrale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Sanzioni
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sulle somme non versate o versate in meno è applicabile la sanzione amministrativa nella misura del 30 per cento dell’imposta non versata, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sanzione si applica comunque sull’intero importo non versato. Non è più prevista, infatti, quella tolleranza del 5 per cento nei casi di acconto calcolato sul “dato previsionale” (C.M. 25 gennaio 1999, n. 23/E, cap. 4, par. 1.3).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Gli omessi o insufficienti versamenti dell’acconto potranno essere regolarizzati ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 (ravvedimento operoso).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per le sanzioni per ritardati od omessi versamenti, in presenza di ravvedimento operoso, vi è la riduzione alla metà della sanzione ordinaria per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza. In tali casi, quindi, la sanzione passa dal 30 al 15 per cento (D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Pertanto, se la regolarizzazione avviene entro 30 giorni dall’originaria data di scadenza del pagamento del tributo, la sanzione ridotta da versare in sede di ravvedimento sarà pari all’1,5 per cento dell’imposta dovuta (1/10 della sanzione ordinaria ridotta alla metà).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un’ulteriore riduzione della sanzione è prevista per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 15 giorni. In tali casi, la sanzione del 15 per cento è ulteriormente ridotta a 1/15 per ogni giorno di ritardo (1 per cento). Pertanto, in sede di ravvedimento, la sanzione da versare sarà pari allo 0,1 per cento per ciascun giorno di ritardo (1/10 dell’1 per cento).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 14 Dec 2020 09:30:05 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Versamenti sospesi</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Tributi e contributi in scadenza a dicembre 2020: la mappa dei versamenti sospesi
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Nel rispetto di determinate condizioni, alcuni versamenti in scadenza nel mese di dicembre 2020 possono, ai sensi dell’art. 2 del Decreto “Ristori-quater”, D.L. n. 157/2020, essere rinviati al 16 marzo 2021, o in massimo 4 rate mensili di pari importo a partire dal 16 marzo 2021. Tale rinvio è concesso nel rispetto di una pluralità dei requisiti - calo del fatturato, tipologia di attività svolta e area geografica di domicilio o sede, in quest'ultimo caso a favore dei soli soggetti che hanno subito una limitazione ad opera diversi decreti in materia di contenimento dell’epidemia Covid-19 -, che nel seguito vengono riassunti e schematizzati al fine di agevolare l’identificazione dei soggetti beneficiari.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Decreto “Ristori-quater” consente di poter sospendere una specifica elencazione di versamenti in scadenza naturale nel mese di dicembre 2020, che dovranno poi essere onorati in soluzione unica il 16 marzo 2021 oppure in massimo 4 rate mensili, di pari importo, a partire dal 16 marzo 2021.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tale rinvio viene concesso secondo un criterio connesso al calo del fatturato (similarmente a quanto, a suo tempo, era stato previsto dal Decreto “Liquidità”), oppure in considerazione della tipologia di attività svolta e dell’area geografica di domicilio o sede, in questo caso a favore dei soli soggetti che hanno subito una limitazione ad opera diversi D.P.C.M. in materia di contenimento dell’epidemia Covid-19.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel seguito vengono richiamati i tributi/contributi cui è rivolta la misura, ed i criteri per identificare i soggetti che possono beneficiare della misura stessa, criteri che ulteriormente vengono riassunti in formato grafico in una sorta di mappa per orizzontarsi nel labirinto di questa, ennesima, previsione normativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Tributi e contributi per i quali è possibile sospendere il versamento
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I tributi e contributi - in scadenza nel mese di dicembre 2020 - per i quali la previsione normativa prevede la possibilità di sospendere il versamento sono i seguenti: 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ritenute alla fonte, ex artt. 23 e 24, D.P.R. n. 600/1973 e trattenute addizionale regionale e comunale, operate in qualità di sostituti d’imposta,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          contributi previdenziali ed assistenziali, 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           IVA.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’elencazione cui sopra è tassativa
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel consegue che anche i soggetti che rientrano nelle ipotesi di sospensione, esaminate nel seguito, sono comunque tenuti ad onorare alle scadenze ordinarie gli ulteriori versamenti non ricompresi nell’elencazione cui sopra, quali, ad esempio, il versamento delle ritenute su redditi di lavoro autonomo, il versamento di contributi assicurativi, ecc.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Soggetti cui spetta la sospensione dei versamenti ex art. 2, D.L. n. 157/2020 in tutta Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per quanto riguarda i contribuenti che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nel territorio nazionale (tutte le “aree”), sono previsti 2 criteri:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la flessione del fatturato/corrispettivi: il versamento è sospeso a favore di contribuenti con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del D.L. n. 157/2020, a condizione che nel mese di novembre 2020 si sia verificata una flessione del fatturato/corrispettivi di almeno il 33% rispetto al mese di novembre 2019.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sospensione è concessa anche in assenza di fatturato se la partita IVA è stata aperta a partire dal 1° dicembre 2019.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il criterio della flessione del fatturato/corrispettivi (o dell’apertura di partita IVA a partire dal 1° dicembre 2019) è utilizzabile esclusivamente dai contribuenti con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attività sospesa ex D.C.P.M. 3 novembre 2020: il versamento è sospeso a favore dei soggetti che esercitano le attività economiche sospese ai sensi dell’art. 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In caso di esercizio di attività sospesa ex D.P.C.M. 3 novembre 2020 è irrilevante l’ammontare dei ricavi/compensi dell’esercizio precedente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre, è irrilevante il luogo di esercizio o il domicilio ed il fatto che si sia verificato un calo di fatturato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Soggetti cui spetta la sospensione dei versamenti ex art. 2, D.L. n. 157/2020 in Zona arancione e rossa
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Norme specifiche sono previste a favore di alcune attività, in considerazione del luogo di domicilio fiscale, sede legale o sede operativa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Area arancione e rossa alla data del 26 novembre 2020
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Indipendentemente dall’ammontare di ricavi/compensi dell’esercizio precedente, e dal calo di fatturato, sono sospesi in area arancione e rossa, così come risultanti alla data del 26 novembre 2020, i versamenti previsti dal D.L. n. 157/2020, art. 2 per gli esercenti attività di servizi di ristorazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sola area rossa alla data del 26 novembre 2020
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Indipendentemente dall’ammontare di ricavi/compensi dell’esercizio precedente, e dal calo di fatturato, sono sospesi in area rossa, così come risultante alla data del 26 novembre 2020, i versamenti previsti dal D.L. n. 157/2020, art. 2 a favore dei contribuenti che esercitano attività:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • identificata da codice ATECO previsto all’Allegato 2 del D.L. n. 149/2020 (“Ristori-bis”),
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • alberghiera,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • agenzia di viaggio o tour operator.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Thu, 10 Dec 2020 10:19:56 GMT</pubDate>
      <author>noreply.site@italiaonline.it (Stefano Di Pietro)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Rimborso d'imposta IRAP</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/rimborso-d-imposta-irap</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Rimborso d’imposta IRAP: può essere chiesto con una dichiarazione tardiva
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Nel gennaio 2013 l’Agenzia delle Entrate aveva notificato ad una società con socio unico, un avviso di accertamento con il quale aveva rilevato per l’esercizio 2008 maggiori ricavi e un maggior valore della produzione IRAP, con conseguente omissione del versamento delle imposte dovute.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La contribuente impugnò i suddetti atti presentando, nel frattempo, dichiarazioni a sfavore per il 2009 e a favore per il 2008, a seguito delle quali risultava per l’anno 2008 una IRAP pari a zero, mentre la maggiore imposta per l’anno 2009 veniva in parte versata e in parte utilizzata a scomputo da eccedenze.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel dicembre 2013 la società avanzò, quindi, istanza di rimborso IRAP per l’anno 2008 ritenendo che, in forza delle dichiarazioni integrative presentate, lo stesso risultava versato in eccesso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con provvedimento del 7 marzo 2014, l’Agenzia delle Entrate respinse la richiesta sul presupposto che la pretesa erariale contenuta nell’avviso di accertamento per il 2008 era stata impugnata e che, pertanto, in assenza di un giudicato, la pretesa della contribuente doveva ritenersi inammissibile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La società ha impugnato il provvedimento di diniego davanti alla Commissione tributaria provinciale la quale respinse il ricorso aderendo alla tesi erariale secondo la quale la dichiarazione integrativa a favore fosse tardiva, dovendo essere presentata entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’annualità successiva e non entro la più ampia scadenza quadriennale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre, il rimborso non poteva essere concesso in quanto non era ancora passata in giudicato la sentenza con la quale era stato definito il giudizio di impugnazione dell’avviso di accertamento relativo all’anno 2009, con il quale era stato recuperato quanto erroneamente contabilizzato nel 2008.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Avverso tale pronuncia la società contribuente propose ricorso davanti alla Commissione tributaria regionale, deducendo che, alla luce delle indicazioni interpretative offerte dalla giurisprudenza di legittimità, la dichiarazione integrativa a favore, ancorché fosse stata presentata oltre il termine per la dichiarazione dell’anno successivo, doveva ritenersi valida; che, in realtà, la facoltà del contribuente di emendare la dichiarazione era riconosciuta anche in sede contenziosa; che con l’avviso di accertamento relativo all’annualità 2009 l’Ufficio delle Entrate aveva rilevato un maggiore imponibile per ricavi di competenza di tale esercizio, ma non aveva riconosciuto gli stessi imponibili in diminuzione per l’anno 2008, con la conseguenza che il solo annullamento del predetto atto non avrebbe consentito il ripristino della corretta imputazione per competenza negli anni considerati, senza le dichiarazioni integrative presentate a sfavore per il 2009 e a favore per il 2008.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel gennaio 2017, tuttavia, anche la Commissione tributaria regionale aveva rigettato l’appello non accogliendo le argomentazioni della società ricorrente che ha, di conseguenza, presentato ricorso in Cassazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La pronuncia della Cassazione
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per i giudici di legittimità, relativamente alla parte che interessa il presente commento, merita condivisione l’assunto della società ricorrente per il quale, contrariamente a quanto affermato dai giudici d’appello, la tardività della dichiarazione integrativa presentata dalla contribuente ai sensi dell’art. 2, D.P.R. n. 322/1998, non assume rilevanza ai fini della richiesta di rimborso, non sussistendo alcuna interferenza tra l’autonoma facoltà di emendare gli errori mediante dichiarazione integrativa e la presentazione dell’istanza di cui all’art. 38, D.P.R. n. 602/1973 (cfr. Cass., sez. V, 6 luglio 2011, n. 14932).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tale impostazione è ampiamente condivisa dalla giurisprudenza di legittimità, la quale, in linea con i principi espressi dalle Sezioni Unite nella sentenza n. 13378/2016, ha anche di recente ribadito che “in materia di IRAP, l’emenda o la ritrattazione contenuta nella dichiarazione integrativa (ex art. 2, comma 8-bis, D.P.R. n. 322/1998), che si salda con l’originaria dichiarazione presentata, da un lato, e l’istanza di rimborso (ex art. 38, D.P.R. n. 602/1973), da proporre entro 48 mesi, nel caso d’inesistenza totale o parziale dell’obbligo di versamento (con specifico riferimento alla materia del contendere), dall’altro, operano su piani diversi del rapporto d’imposta tra amministrazione finanziaria e contribuente e costituiscono due opzioni concorrenti e non alternative, che l’ordinamento tributario offre all’interessato, a seconda che egli si attivi nel campo applicativo dell’accertamento fiscale (la dichiarazione integrativa) o nel diverso ambito della riscossione dei tributi (l’istanza di rimborso)”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In definitiva, osserva la Cassazione, in caso di errori od omissioni nella dichiarazione dei redditi in danno del contribuente, la dichiarazione integrativa intesa alla loro correzione deve essere presentata, ex art. 2, comma 8-bis, D.P.R. n. 322/1998, non oltre il termine di presentazione della dichiarazione riguardante il periodo di imposta successivo, portando in compensazione il credito eventualmente risultante, mentre, in caso di avvenuto pagamento di maggiori somme rispetto a quelle dovute, il contribuente, indipendentemente dal rispetto del suddetto termine, può in ogni caso opporsi, in sede contenziosa, alla maggior pretesa tributaria dell’amministrazione finanziaria, senza però poter opporre in compensazione tali somme alle maggiori pretese di quest’ultima, e può chiederne il rimborso entro il termine di quattro anni dal versamento, ai sensi dell’art. 38, del D.P.R. n. 602/1973.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 04 Dec 2020 09:36:23 GMT</pubDate>
      <author>noreply.site@italiaonline.it (Stefano Di Pietro)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Contributi a fondo perduto</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Agenti di commercio, procacciatori e mediatori ammessi al contributo a fondo perduto
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Il Decreto “Ristori-quater”  estende nuovamente il raggio d’azione del contributo a fondo perduto. Il quadro normativo cui fare riferimento è complesso e quindi, in premessa, si ritiene importante richiamare brevemente le diverse misure che regolamentano il CFP “seconda edizione”.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La misura è stata inizialmente introdotta ad opera del Decreto “Ristori” (D.L. n. 137/2020, art. 1), con il quale è stato disposto il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti economici danneggiati dalle misure restrittive anti Covid-19 introdotte su base nazionale. Tali soggetti economici vengono identificati in base al codice ATECO dell’attività svolta in via prevalente, che deve rientrare tra quelli elencati nell’allegato 1 al medesimo Decreto “Ristori” (vedasi, per approfondimenti, Decreto “Ristori”, il nuovo fondo perduto: a chi spetta, come calcolarlo).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In un secondo momento, con il Decreto “Ristori-bis” (D.L. n. 149/2020), la misura è stata estesa a favore dei soggetti danneggiati dalle ulteriori misure restrittive imposte con il D.P.C.M. 3 novembre 2020 e connesse ordinanze del Ministero della Sanità, prevedendo il riconoscimento del contributo anche a favore dei soggetti che esercitano attività prevalente con codice ATECO elencato nell’allegato 2 al medesimo Decreto “Ristori-bis”. È bene sottolineare che i contribuenti che rientrano in tale elencazione beneficiano del CFP solo se trattasi di contribuenti aventi domicilio fiscale o sede legale o operativa in “zona rossa”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con il medesimo Decreto “Ristori-bis”, inoltre, è stato anche implementato l’allegato 1 del Decreto “Ristori”, ovvero sono stati ricomprese nuove attività tra quelle che possono beneficiare del CFP indipendentemente dal luogo di domicilio o sede.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In seguito, è poi intervenuto il Decreto “Ristori-ter” (D.L. 23 novembre 2020, n. 154), con una nuova modifica ai codici ATECO, che ha interessato l’allegato 2 al Decreto “Ristori-bis”, ovvero l’elenco delle attività che beneficiano del CFP solo se in area rossa, con l’inserimento dell’attività di “Commercio al dettaglio di calzature ed accessori” (47.72.10), attività che, per una evidente dimenticanza, non era stata presa in considerazione con in “Ristori-bis”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infine, a modificare nuovamente l’elenco dei beneficiari è ora intervenuto il Decreto “Ristori-quater”, D.L. 30 novembre 2020, n. 157, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 297 del 30 novembre 2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fondo perduto: cosa prevede il Decreto “Ristori-quater”
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’art. 6 del Decreto “Ristori-quater” prevede l’ennesima modifica ai codici ATECO che possono giovarsi della previsione dell’art. 1 del Decreto “Ristori” D.L. n. 137/2020, ovvero, senza limitazioni di area geografica. Ad essere ricompresi nel beneficio sono numerosi codici ATECO, che si riferiscono alle attività di intermediazione commerciale riferibili a quei settori che sono stati limitati dalle misure restrittive.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In estrema sintesi, anche gli agenti e rappresentanti, nonché gli intermediari di commercio che esercitano attività prevalente identificata da un codice ATECO rientrante nell’allegato 1 al Decreto “Ristori-quater” (che di seguito si riporta), si vedranno riconosciuto il “ristoro”, con le modalità ed alle condizioni nel seguito riportate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Gli ATECO interessati sono i seguenti: ALLEGATO 1 al D.L. n. 157/2020 - Decreto “Ristori-quater”
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Codice   
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Attività
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461201
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
              
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di carburanti, gpl, gas in bombole e simili-lubrificanti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461403
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
              
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di macchine ed attrezzature per ufficio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461501
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di mobili in legno, metallo e materie plastiche
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461503
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di articoli casalinghi, porcellane, articoli in vetro eccetera
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461505
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di mobili e oggetti di arredamento per la casa in canna, vimini, giunco, sughero, paglia-scope, spazzole, cesti e simili
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461506 
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Procacciatori d’affari di mobili, articoli per la casa e ferramenta
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461507
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mediatori in mobili, articoli per la casa e ferramenta
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461601
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di vestiario ed accessori di abbigliamento
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461602
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di pellicce
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461603
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di tessuti per abbigliamento ed arredamento (incluse merceria e passamaneria)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461604 
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di camicie, biancheria e maglieria intima
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461605
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di calzature ed accessori
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461606
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di pelletteria, valige ed articoli da viaggio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461607
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di articoli tessili per la casa, tappeti, stuoie e materassi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461608 
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Procacciatori d’affari di prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e articoli in pelle
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461609
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mediatori in prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e articoli in pelle
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461701
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di prodotti ortofrutticoli freschi, congelati e surgelati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461702
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di carni fresche, congelate, surgelate, conservate e secche; salumi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461703
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di latte, burro e formaggi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461704
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di oli e grassi alimentari: olio d’oliva e di semi, margarina ed altri prodotti similari
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461705
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di bevande e prodotti similari
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461706
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di prodotti ittici freschi, congelati, surgelati e conservati e secchi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461707
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di altri prodotti alimentari (incluse le uova e gli alimenti per gli animali domestici); tabacco
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461708
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Procacciatori d’affari di prodotti alimentari, bevande e tabacco
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461709
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mediatori in prodotti alimentari, bevande e tabacco
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461822
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di apparecchi elettrodomestici
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461892
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di orologi, oggetti e semilavorati per gioielleria e oreficeria
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461893
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di articoli fotografici, ottici e prodotti simili; strumenti scientifici e per laboratori di analisi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461896
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di chincaglieria e bigiotteria
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461897 
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di altri prodotti non alimentari nca (inclusi gli imballaggi e gli articoli antinfortunistici, antincendio e pubblicitari
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461901
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Agenti e rappresentanti di vari prodotti senza prevalenza di alcuno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461902 
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Procacciatori d’affari di vari prodotti senza prevalenza di alcuno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            461903
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
             
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mediatori in vari prodotti senza prevalenza di alcuno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            I requisiti di accesso al contributo a fondo perduto Decreto “Ristori-quater”
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quanto ai requisiti ulteriori, si intendono interamente richiamate le disposizioni del Decreto “Rilancio”, ovvero il beneficiario: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           deve essere soggetto con partita IVA attiva alla data del 25 ottobre 2020 e tutt’ora attivo (anche alla data di presentazione dell’eventuale istanza); 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 deve risultare inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Il calo di fatturato non è richiesto ai contribuenti che hanno aperto partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019 (si ricorda che, a differenza di quanto previsto nel Decreto “Rilancio”, analoga previsione non è più presente con riferimento ai soggetti aventi sede o domicilio nei comuni calamitati).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’attività esercitata in via prevalente, dichiarata sensi dell’art. 35 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 deve rientrare nell’elencazione dei codici ATECO sovra riportata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ammontare del contributo a fondo perduto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per quanto riguarda l’ammontare del CFP qui in esame, come disposto dal Decreto “Ristori”, cui il Decreto “Ristori-quater” rimanda: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il contributo “base” è determinato con le medesime regole del Decreto “Rilancio” D.L. n. 34/2020 art. 25 (ma senza tetto massimo di ricavi), ovvero: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           differenza tra il fatturato/corrispettivi del mese di aprile 2019 ed il fatturato/corrispettivi del mese di aprile 2020, moltiplicato: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           20% per i per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a euro 400.000; 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a euro 400.000 e fino a euro 1.000.000; 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a euro 1.000.000; 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           con un minimo 1.000 euro per le ditte individuali, e 2.000 euro per le società.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A tale contributo “base” viene poi applicato il moltiplicatore previsto per ciascuna attività, che nel caso di quelle elencate nel Decreto “Ristori-quater” è sempre pari al 100%.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In ogni caso, l’ammontare del contributo non può essere superiore a 150.000 euro. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Riconoscimento del contributo ed istanza
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Laddove il beneficiario abbia già usufruito del CFP previsto dal Decreto “Rilancio” (D.L. n. 34/2020 art. 25), il CFP Ristori-quater sarà automaticamente accreditato - sul conto corrente indicato nell’istanza originaria - senza che vi sia bisogno di presentare domanda. Laddove nel frattempo il conto corrente fosse cambiato, è possibile indicare i nuovi estremi accedendo al cassetto fiscale, “Servizi per” - “Richiedere” - “Accredito rimborsi ed altre somme su conto corrente”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È bene evidenziare che non sono note le tempistiche di erogazione del contributo, e non è possibile fare previsioni, posto che a tutt’oggi solo una parte dei beneficiari “automatici” ricompresi nel Decreto Ristori hanno effettivamente incassato il contributo, mentre gli accrediti relativi al Decreto “Ristori-bis” non risultano ancora essere stati effettuati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Laddove, invece, il beneficiario non avesse usufruito del CFP previsto dal D.L. n. 34/2020, il contribuente potenziale beneficiario del “ristoro” dovrà presentare apposita istanza entro il 15 gennaio 2020, utilizzando le specifiche diramate con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate Prot. n. 358844/2020 del 20 novembre 2020 (per approfondimenti Fondo perduto Ristori e Ristori-bis: istanze telematiche entro il 15 gennaio 2021). Si ricorda che coloro che avessero presentato istanza per il CFP previsto dal Decreto “Rilancio”, e poi successivamente avessero presentato istanza di rinuncia, o restituito il contributo, non potranno presentare istanza per il riconoscimento del nuovo contributo a fondo perduto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 02 Dec 2020 10:01:57 GMT</pubDate>
      <author>noreply.site@italiaonline.it (Stefano Di Pietro)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Decreto “Ristori-quater”</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/decreto-ristori-quater-scadenze</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Decreto “Ristori-quater”: le novità del calendario fiscale
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          Slittamento dell’acconto di novembre e del termine di presentazione della dichiarazione
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Innanzitutto, va segnalato lo slittamento, per tutti i contribuenti del termine di presentazione della dichiarazione dei redditi e IRAP dal 30 novembre al 10 dicembre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Invece, per il versamento del secondo o unico acconto delle imposte sui redditi (comprese le imposte sostitutive) e IRAP sempre calendarizzato il 30 novembre, le proroghe interessano solo le “partite IVA” e sono suddivise su due date.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In particolare, per tutti i soggetti esercenti impresa o arti e professioni, è prevista una proroga al 10 dicembre.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La data del versamento può ulteriormente slittare al 30 aprile 2021, solo per particolari categorie di contribuenti che risultano essere stati maggiormente colpiti dalla crisi determinatasi con l’epidemia da Covid.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Andando nel dettaglio, fermo restando quanto già previsto per i soggetti ISA dall'art. 98 D.L. n. 104/2020 e art. 6 D.L. n. 149/2020, che mantengono la loro validità, è possibile stabilire che la proroga al 30 aprile 2021 si applica ai soggetti: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ovunque dislocati e che, nel primo semestre 2020, hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% rispetto al primo semestre 2019; se si tratta di soggetti non ISA è richiesto anche che i ricavi o compensi 2019 non siano superiori a 50 milioni di euro; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            con sede nelle zone rosse, alla data del 26 novembre 2020, a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi, che operano nei settori economici individuati nei due allegati (allegato 1 e allegato 2) del decreto “Ristori-bis”; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            con sede nelle zone arancioni, alla data del 26 novembre 2020, a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi, che gestiscono ristoranti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Poiché la norma si riferisce alla “seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi”, non è chiaro se vi rientri anche il versamento della rata dei contributi INPS dovuti da artigiani e commercianti come determinati nel quadro RR del Modello Redditi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A tale proposito si ricorda che l’art. 18, comma 4, del D.Lgs. n. 241/1997 stabilisce che:  
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “I versamenti a saldo e in acconto dei contributi dovuti agli enti previdenziali da titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate da enti previdenziali sono effettuati entro gli stessi termini previsti per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi.”
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Pertanto, si dovrebbe propendere per l’inclusione nella proroga anche dei suddetti contributi. Sarebbe opportuno che l’INPS si pronunciasse per fugare ogni dubbio in merito.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Sospensione dei versamenti di dicembre
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La seconda novità consiste nella sospensione dei versamenti di dicembre relativi a: 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati (artt. 23 e 24 D.P.R. n. 600/1973) e relative addizionali regionali e comunali; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            IVA; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            contributi previdenziali e assistenziali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sospensione vale solo per determinate categorie di contribuenti e precisamente per: 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            i soggetti, esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019 e che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di novembre dell’anno 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per i soggetti, esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e che hanno intrapreso l’attività di impresa, di arte o professione, in data successiva al 30 novembre 2019.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre, a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi la sospensione vale anche per i soggetti che: 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            esercitano le attività economiche sospese dal D.P.C.M. 3 novembre 2020, aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            esercitano le attività dei servizi di ristorazione che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale classificate come zone arancioni o rosse; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            operano nei settori economici individuati nell’allegato 2 del Decreto “Ristori-bis”, ovvero esercitano l’attività alberghiera, l’attività di agenzia di viaggio o di tour operator, e che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale classificate come zone rosse.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I suddetti versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione, fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Poiché la norma si riferisce ai “termini che scadono nel mese di dicembre 2020”, si presume che rientri nella sospensione anche il versamento dell’acconto IVA del 27 dicembre 2020.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sul punto, però, si attendono conferme ufficiali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Esonero dal versamento della seconda rata IMU
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il versamento della seconda rata IMU resta fermo al 16 dicembre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si interviene, però, sugli esoneri già disposti con altre norme precedenti, puntualizzando che la condizione richiesta della gestione delle attività esentate si debba riferire al soggetto passivo dell’imposta e non come previsto in precedenza al proprietario dell’immobile.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Pertanto viene confermato che sono esentati dal versamento gli immobili: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni con fine di lucro) e relative pertinenze, quelli degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed &amp;amp; breakfast, dei residence e dei campeggi; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           in cui si svolgono le attività imprenditoriali interessate dalla sospensione disposta col D.P.C.M. 24 ottobre 2020 (comprese le relative pertinenze): si tratta delle categorie economiche riportate nell’allegato 1 al decreto “Ristori”; 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            delle attività elencate nell’allegato 2 al Decreto “Ristori-bis”, se con sede in zona rossa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In tutti i suddetti casi, eccetto che per gli immobili elencati ai punti a) e c) per godere dell’esonero è necessario che i soggetti d’imposta (e non più i proprietari) siano anche gestori delle attività ivi esercitate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Altre proroghe e novità fiscali
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oltre a quanto detto sin qui si segnalano le seguenti ulteriori proroghe e slittamenti: 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il PREU e il canone di concessione del V bimestre 2020 è versato in misura pari al 20% del dovuto sulla base della raccolta di gioco del medesimo bimestre, con scadenza 18 dicembre 2020. La restante quota, pari all’80%, può essere versata con rate mensili di pari importo, con gli interessi legali calcolati giorno per giorno. La prima rata è versata entro il 22 gennaio 2021 e le successive entro l’ultimo giorno di ciascun mese successivo; l’ultima rata è versata entro il 30 giugno 2021; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il versamento delle rate 2020 della rottamazione fissate al 10 dicembre 2020 dal Decreto “Cura Italia”, slitta ulteriormente al 1° marzo 2021.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Infine, si segnalano importanti novità in tema di riscossione.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In particolare viene previsto che: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            con riferimento alle richieste di rateazione presentate a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al 31 dicembre 2021, in deroga a quanto disposto dalla norma di riferimento (art. 19, comma 1, ultimo periodo, D.P.R. n. 602/1973), la temporanea situazione di obiettiva difficoltà è documentata, ai fini della relativa concessione, nel caso in cui le somme iscritte a ruolo sono di importo superiore a 100.000 euro;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           relativamente ai provvedimenti di accoglimento emessi con riferimento alle richieste di rateazione di cui punto precedente, la decadenza dal piano si determina in caso di mancato pagamento, nel periodo di rateazione, di dieci rate, anche non consecutive; 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            i carichi contenuti nei piani di dilazione per i quali, anteriormente alla data di inizio della sospensione ex Covid-19 (art. 68, commi 1 e 2-bis, D.L. n. 18/2020), è intervenuta la decadenza dal beneficio, possono essere nuovamente dilazionati presentando la richiesta di rateazione entro il 31 dicembre 2021, senza necessità di saldare le rate scadute alla data di relativa presentazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 01 Dec 2020 09:16:31 GMT</pubDate>
      <author>noreply.site@italiaonline.it (Stefano Di Pietro)</author>
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    <item>
      <title>"Ristori" e "Ristori bis"</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/ristori-e-ristori-bis</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Beneficiari, modalità e termini di presentazione dell’istanza per il riconoscimento del contributo.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Istanze telematiche entro il 15 gennaio 2021
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Con i decreti “Ristori” (D.L. n. 137/2020 ) e “Ristori bis” (D.L. n. 149/2020 ) è stato previsto il riconoscimento di un contributo a fondo perduto, ulteriore a quello eventualmente spettante in forza del decreto "Rilancio" (art. 25 D.L. n. 34/2020), a favore di taluni soggetti economici.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si tratta dei soggetti che sono stati identificati come quelli maggiormente colpiti dalle nuove misure restrittive imposte di questa seconda fase di lockdown.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il meccanismo di determinazione di questo nuovo contributo a fondo perduto è strettamente connesso con quello già applicato in occasione del CFP previsto dall’art. 25 del D.L. n. 34/2020 (decreto "Rilancio"), posto che è sulla base del contributo calcolato con le regole del decreto Rilancio, fatte salve alcune importanti differenze che nel seguito andremo a sottolineare, che viene determinato il nuovo contributo, applicando un moltiplicatore che varia a seconda dell’attività prevalente esercitata.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per tale ragione, il modello di istanza da presentarsi per avere accesso alla nuova misura di sostegno in gran parte ricalca quello già utilizzato per accedere al contributo a fondo perduto previsto dal decreto "Rilancio", ma occorre tuttavia aver ben chiaro che le norme applicabili non sono affatto sovrapponibili, posto che il nuovo sostegno è riconosciuto esclusivamente ad una precisa elencazione di soggetti, e nel rispetto di condizioni che solo parzialmente ripropongono quanto valevole in sede di CFP ex art. 25 D.L. n. 34/2020.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Andiamo pertanto nel seguito a richiamare la norma nel suo insieme, per poi analizzare i meccanismi concreti di presentazione dell’istanza, laddove dovuta.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             Contributo a fondo perduto decreto "Ristori" e "Ristori-bis": i beneficiari
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Hanno diritto al riconoscimento del contributo a fondo perduto previsto dai decreti "Ristori" e "Ristori-bis" i contribuenti che esercitano, in via prevalente, un’attività che sia stata dai decreti stessi individuata come danneggiata dalle nuove misure restrittive introdotte con i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020 e del 3 novembre 2020 .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ai fini della corretta identificazione dell’attività prevalente, occorre fare riferimento a quella risultante in Anagrafe Tributaria (e non, se diversa, al Registro Imprese).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sono beneficiari del contributo i soggetti che esercitano attività in via prevalente un’attività identifica da codice ATECO rientrante: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a. nell’allegato 1  al D.L. n. 137/2020, così come riformulato dal D.L. n. 149/2020 . In questo caso il contributo spetta indipendentemente dal domicilio o dal luogo di esercizio dell’attività, purché sul territorio nazionale. Detto in altri termini, non rileva se trattasi di area gialla, piuttosto che arancione o rossa; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            b. nell’allegato 2 al D.L. n. 149/2020, ma solo se aventi domicilio fiscale o sede operativa in “zona rossa” (aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell’art. 3 del D.P.C.M. 3 novembre 2020 e dell’art. 30 del decreto "Ristori-bis").
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ulteriori requisiti di accesso al contributo sono:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - l’essere soggetto con partita IVA attiva alla data del 25 ottobre 2020;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - l’essere soggetto esistente alla data di presentazione dell’istanza;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           - l’aver subito una contrazione del fatturato/corrispettivi così come già previsto nel D.L. "Rilancio" (D.L. n. 34/2020 ), ovvero l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 deve risultare inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 (oppure la partita IVA deve essere stata aperta a partire dal 1° gennaio 2019).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A differenza di quanto previsto nel precedente decreto "Rilancio", l’aver conseguito ricavi o compensi di ammontare superiore a 5 milioni di euro nell’esercizio precedente non inibisce l’accesso al nuovo CFP Decreto Ristori / Ristori-bis.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             Chi non deve presentare istanza
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il decreto "Ristori" ed il decreto "Ristori bis" prevedono che il nuovo contributo a fondo perduto sia accreditato in automatico, senza necessità di presentare istanza, a favore dei contribuenti che già sono risultati beneficiari del contributo a fondo perduto normato dal precedente decreto "Rilancio".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’accredito non avverrà a favore dei soggetti che hanno originariamente presentato domanda ma, successivamente, hanno rinunciato al contributo a fondo perduto ex D.L. n. 34/2020 , restituendolo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si ritiene che tali soggetti non possano nemmeno presentare nuova istanza ai sensi del D.L. "Ristori" o "Ristori-bis", ma sul punto un chiarimento da parte dell’agenzia delle Entrate è quanto mai opportuno, anche al fine di chiarire la posizione di coloro che avessero restituito il contributo solo in parte, ovvero nel caso in cui il contributo a fondo perduto del D.L. "Rilancio" spettasse, ma in misura rivelatasi inferiore rispetto alla somma inizialmente percepita.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Coloro che hanno beneficiato del contributo a fondo perduto ex D.L. "Rilancio", e sono altresì ricompresi tra i beneficiari del D.L. "Ristori" o "Ristori-bis", non devono far altro che attendere l’accredito delle somme, che avverrà in automatico, sul conto corrente indicato nell’istanza originariamente presentata.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Laddove il conto corrente di riferimento fosse cambiato rispetto a quanto indicato nell’istanza CFP D.L. 34/2020 , è possibile indicare quello nuovo accedendo al cassetto fiscale, “Servizi per” – “Richiedere” – “Accredito rimborsi ed altre somme su conto corrente”, indicando i nuovi estremi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La presentazione delle istanze
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Devono presentare istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto decreto "Ristori" o "Ristori-bis" i contribuenti che non hanno presentato istanza in occasione del CFP decreto "Rilancio", in quanto esclusi per superamento della soglia di ricavi, o nel caso in cui, seppure potenzialmente beneficiari, avessero deciso di non procedere alla richiesta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La presentazione dell’istanza CFP "Ristori" / "Ristori-bis" non fa sorgere alcun diritto relativamente al CFP decreto "Rilancio", nemmeno in capo ai soggetti che avrebbero potuto accedervi. Il CPF decreto "Rilancio", infatti, deve considerarsi come concluso nel suo iter, fatte salve le istanze per le quali sia stata presentata autotutela per la revisione delle domande respinte.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Con riferimento alle istanze respinte, si ritiene che non si possa presentare richiesta di CFP "Ristori" / "Ristori bis" a meno che il contributo relativo al decreto "Rilancio" non venga alfine riconosciuto, a seguito di accoglimento di istanza di autotutela / ricorso.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Operativamente, le istanze devono essere presentate:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            esclusivamente in modalità telematica; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a partire dal 20 novembre e sino al 15 gennaio 2021. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La trasmissione dei dati può avvenire tramite: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            L’istanza può essere presentata
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           :
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            direttamente dal contribuente dotato di credenziali di accesso alla propria area riservata;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           per il tramite di un intermediario che risulti già delegato al Cassetto Fiscale oppure alla “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici”;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           da un intermediario di cui all’art. 3 del D.P.R. n. 322/1998, non già delegato al cassetto fiscale o ai servizi di fatturazione elettronica. In questo caso il contribuente deve conferire specifica delega all’intermediario, il quale a sua volta renderà dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in sede di presentazione dell’istanza, dichiarando sotto propria responsabilità di essere stato delegato dal contribuente alla presentazione dell’istanza stessa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 23 Nov 2020 09:30:34 GMT</pubDate>
      <author>noreply.site@italiaonline.it (Stefano Di Pietro)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Rottamazione e versamenti fiscali</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/proroghe-per-rottamazione-e-versamenti-fiscali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Proroghe per rottamazione e versamenti fiscali
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Il recente intervento sulla
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          Tosap
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         è una misura “molto gradita ai ristoratori”. Per questo il Governo si impegna a confermare l'agevolazione anche nel 2021: lo ha affermato il premier Giuseppe Conte intervenendo all'assemblea dell'Anci (l’Associazione Nazionale dei Comuni italiani). 
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le attività economiche oggetto di chiusura nelle zone “arancioni” e “rosse” potranno beneficiare di nuove esenzioni Tari e Tosap da parte dei sindaci. A tal fine si prevede di inserire una norma nel prossimo decreto “Ristori ter” per consentire ai sindaci di utilizzare le risorse trasferite ai Comuni senza incidere sul bilancio 2021, che verranno poi restituite dal Governo nel 2021.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'Esecutivo starebbe inoltre valutando un nuovo pacchetto di rinvii fiscali, che prevede la proroga del termine per il pagamento delle rate della rottamazione-ter, in scadenza il 10 dicembre, e un nuovo intervento più generalizzato sul versamento degli acconti del 30 novembre. Anche tali proroghe dovrebbero essere inserite nel decreto “Ristori ter” che potrebbe essere approvato già oggi in Consiglio dei Ministri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In materia di tributi locali si ricorda che l'art. 109 del decreto "Agosto” (D.L. 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modifiche dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126) ha: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           prorogato al 31 dicembre 2020 il termine - fissato al 31 ottobre 2020 dall’art. 181 del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77), per l’esonero - applicabile dal 1° gennaio 2020 - dal pagamento della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche di cui al Capo II del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, e dal canone di cui all’art. 63 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, per le imprese di pubblico esercizio di cui all’art. 5 della legge 25 agosto 1991, n. 287, titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l'utilizzazione del suolo pubblico; 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           disposto che fino al 31 dicembre 2020, le domande di nuove concessioni per l’occupazione di suolo pubblico ovvero di ampliamento delle superfici già concesse siano presentate in via telematica all’ufficio competente dell’Ente locale, allegando la sola planimetria in deroga al D.P.R. n. 160/2010 (Regolamento per la semplificazione e il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive). Non è dovuta l’imposta di bollo di cui al decreto del D.P.R. n. 642/1972; 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           attraverso una modifica dell'art. 181 del D.L. n. 34/2020, esteso al 15 ottobre 2020 il periodo nel quale i titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l'utilizzazione del suolo pubblico per l'esercizio del commercio su aree pubbliche, di cui a D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114, sono esonerati dalla Tosap (di cui all'art. 45 del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507) e dal canone per l'occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche (di cui all'art. 63 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 20 Nov 2020 10:18:37 GMT</pubDate>
      <author>noreply.site@italiaonline.it (Stefano Di Pietro)</author>
      <guid>https://www.isstudiocommercialisti.it/proroghe-per-rottamazione-e-versamenti-fiscali</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Bonus edilizia</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/bonus-edilizia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Bonus edilizi a lungo respiro nella bozza di Legge di Bilancio 2021
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al termine della seduta di lunedì 16 novembre 2020, il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato il disegno di legge recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il testo proroga di un ulteriore anno le detrazioni fiscali: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per gli interventi volti alla riqualificazione energetica degli edifici (art. 1, commi da 344 a 349 della Legge n. 296/2006 e art. 14 del D.L. n. 63/2013) generalmente agevolabili con l’aliquota del 50% o del 65%;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (art. 16-bis del TUIR e art. 16, comma 1, del D.L. n. 63/2013), attualmente previste nella misura del 50% entro il tetto massimo di spesa pari a 96.000 euro; 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            relative all’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata (art. 16, comma 2, del D.L. n. 63/2013).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Niente di nuovo in merito alle prime due tipologie di interventi (riqualificazione energetica e recupero edilizio). La bozza di Manovra 2021 si limita ad estendere le predette agevolazioni anche alle spese sostenute nell’anno 2021, senza modificarne requisiti e modalità di funzionamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per quanto riguarda il c.d. “bonus mobili”, invece, è prevista la possibilità di beneficiare anche per il 2021 della detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio devono però essere iniziati dal 1° gennaio 2020.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si ricorda che per usufruire dell’agevolazione è necessario che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici. La data di avvio potrà essere provata dalle eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalle norme edilizie, dalla comunicazione preventiva all’Asl (indicante la data di inizio dei lavori), se obbligatoria, oppure, per lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi, da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47 del D.P.R. n. 445/2000), come prescritto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Anche in assenza di proroghe, i contribuenti potranno continuare a fruire del “sismabonus” ex art. 16, comma 1-bis ss., e del nuovo superbonus del 110% introdotto dall’art. 119 del D.L. n. 34/2020 (Decreto “Rilancio”), già pienamente operativi sino al 31 dicembre 2021.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il bonus facciate 2021
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra le conferme più attese si segnala quella relativa al “bonus facciate”, ossia la detrazione Irpef/Ires introdotta dall’art. 1, commi da 219 a 223, della Legge n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020) pari al 90%: 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            delle spese documentate, sostenute nel 2020, a prescindere dalla data di inizio lavori,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           relative agli interventi edilizi eseguiti sulle facciate degli edifici. Per facciate si intendono anche quelle delle singole unità immobiliari (ad esempio, le facciate di ville e villette).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche per il 2021 quindi, sarà consentito portare in detrazione le spese relative agli interventi di recupero o restauro della facciata, compresi quelli di manutenzione ordinaria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Come chiarito dalla circolare n. 2/E/2020, sotto il profilo soggettivo la detrazione in esame riguarda tutti i contribuenti residenti e non residenti nel territorio dello Stato, che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi agevolati, a prescindere dalla tipologia di reddito di cui essi siano titolari e dalla natura pubblica o privatistica del soggetto. Trattandosi di una detrazione dall’imposta lorda, tuttavia, la stessa non può essere utilizzata dai soggetti che possiedono esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva (risposta ad interpello n. 179/2020).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Relativamente al profilo oggettivo e quindi alla tipologia di immobili che possono essere oggetto di lavori agevolabili con il bonus facciate, la detrazione è ammessa a fronte del sostenimento delle spese relative ad interventi finalizzati al recupero o restauro della “facciata esterna”, realizzati su: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            edifici esistenti; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            parti di edifici esistenti; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La recente risposta ad interpello n. 517 del 2 novembre 2020 ha precisato, inoltre, che l’agevolazione è applicabile anche agli immobili patrimonio, di cui all’art. 90 del TUIR (ossia quei beni che non sono né beni strumentali né beni merce, ma costituiscono un investimento per l’impresa). Ciò in quanto, la norma in esame è volta ad incentivare gli interventi edilizi finalizzati genericamente a migliorare il decoro urbano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La detrazione spetterà nella misura del 90% delle spese sostenute, indipendentemente dall’ammontare complessivo sostenuto, restando fruibile in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Supponiamo che il sig. Rossi realizzi, nel corso del 2021, i seguenti interventi edilizi sulla facciata della propria abitazione principale, sostenendo le relative spese:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • intonacatura e verniciatura: 20.000
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • rifacimento di balconi e ringhiere: 15.000
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           • marmi di facciata: 10.000
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La detrazione spettante sarà pari a euro 40.500 (= 45.000 x 90%). La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo, pertanto, l’importo della singola quota, fruibile a partire dal modello Redditi 2022, sarà pari a 4.050 euro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Il bonus verde 2021
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Confermato per un altro anno anche il bonus verde che pur aveva rischiato di venire dimenticato dal legislatore già nella manovra 2020.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La detrazione del 36% introdotta dai commi 12-15 dell’art. 1 della Legge n. 205/2017 spetterà nel 2021 per tutti i contribuenti che realizzeranno interventi di: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sistemazione a verde (semina e/o piantumazione alberi e/o arbusti) di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi; 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’agevolazione è garantita per gli interventi effettuati su unità immobiliari ad uso abitativo o sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, di cui agli artt. 1117 e 1117-bis c.c., entro il 31 dicembre 2021.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo, comprensivo delle eventuali spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 19 Nov 2020 09:58:08 GMT</pubDate>
      <author>noreply.site@italiaonline.it (Stefano Di Pietro)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Operazioni transfrontaliere</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/operazioni-transfrontaliere-novita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Addio esterometro: anche i rapporti con l’estero dovranno obbligatoriamente transitare dallo SDI
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È certamente una semplificazione quanto viene previsto nel disegno di Legge di Bilancio 2021 con riferimento alle operazioni transfrontaliere. Sfortunatamente, tale semplificazione è solo per l’Agenzia delle Entrate posto che, grazie alle nuove disposizioni, l’Amministrazione finanziaria potrà disporre più celermente di ulteriori informazioni utili alle precompilate IVA. Tuttavia, per ottenere tale risultato, sarà richiesto ai contribuenti di affrontare nuovi adempimenti, a cadenza temporale sempre più serrata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli adempimenti connessi all’emissione di autofattura/integrazione di fatture passive relative a operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi ricevute da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, infatti, non potranno più essere eseguiti esclusivamente a livello contabile/cartaceo, per essere poi trasmessi in un secondo momento con la comunicazione delle operazioni transfrontaliere di cui all’art. 1, comma 3-bis, del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127, così come non sarà più possibile emettere fattura verso soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato in modalità analogica, salvo poi trasmettere i dati con il cosiddetto “esterometro”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le modifiche, laddove il testo venga definitivamente confermato, entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2022.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Operazioni attive transfrontaliere, le novità dal 2022
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con riferimento alle operazioni attive intercorse con soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, la novità introdotta, a partire dal 2022, dalla futura legge di bilancio consiste sostanzialmente nel tradurre quella che ora è una facoltà, in un obbligo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo le attuali disposizioni, infatti, non vi è obbligo di emissione di fattura in formato elettronico laddove l’operazione sia intercorsa con un soggetto non residente (e non stabilito) nel territorio nazionale. È quindi possibile emettere fattura in formato analogico (su carta), per poi trasmettere i dati dell’operazione con la comunicazione delle operazioni transfrontaliere - esterometro -, a cadenza trimestrale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al fine di evitare l’esterometro, tuttavia, è facoltativamente possibile emettere direttamente fattura in formato elettronico, indicando “XXXXXXX” nel campo dedicato al codice destinatario, e trasmettendo la fattura al Sistema di Interscambio nel rispetto delle tempistiche ordinarie, fermo restando la consegna della copia cartacea alla controparte, con ciò evitando la comunicazione delle operazioni transfrontaliere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa facoltà, dal 1° gennaio 2022, diverrà un obbligo e la trasmissione telematica dei dati relativi alle operazioni svolte nei confronti di soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato (ovvero delle fatture elettroniche emesse verso soggetti esteri), dovrà essere effettuata entro i termini ordinariamente previsti per l’emissione delle fatture o dei documenti che ne certificano i corrispettivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Varranno quindi le tempistiche ordinarie: 12 giorni di tempo per la trasmissione della fattura immediata, entro il 15 del mese successivo all’effettuazione dell’operazione in caso di fattura differita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Operazioni passive transfrontaliere, le novità dal 2022
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ben di maggiore impatto nella “quotidianità” di contribuenti e consulenti sono le disposizioni che si vuole introdurre con riferimento alla gestione del ciclo passivo di fatturazione laddove l’operazione intercorra con una controparte che sia un soggetto non nazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attualmente, l’autofattura emessa a fronte dell’effettuazione di un acquisto di servizi dall’estero ex art. 17, comma 2, D.P.R. n. 633/1972, così come l’integrazione di fatture relative a acquisti intracomunitari di beni (art. 46, comma 1, D.L. n. 331/1993) e l’integrazione di fatture relative ad acquisti di beni ai sensi dell’art. 17, comma 2, D.P.R. n. 633/1972, possono essere gestite senza emissione del documento di integrazione in formato elettronico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È dunque possibile procedere all’emissione di autofattura/all’integrazione della fattura estera in modalità analogica, salvo poi dover trasmettere le risultanze con la comunicazione delle operazioni transfrontaliere, a cadenza trimestrale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal 2022, invece, la trasmissione telematica dei dati relativi alle fatture ricevute da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato dovrà necessariamente transitare dal Sistema di Interscambio tramite emissione di appositi documenti in formato XML.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quanto alle tempistiche, viene espressamente previsto che tale trasmissione dovrà essere effettuata entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento comprovante l’operazione o di effettuazione dell’operazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I tempi, dal 2022, diverranno pertanto molto stretti. Di fatto, si passerà da un esterometro trimestrale (comunicazione delle operazioni transfrontaliere, da trasmettersi telematicamente entro la fine del mese successivo al trimestre), ad una sorta di esterometro mensile, costituito dai singoli files XML prodotti, da trasmettersi nel ben più breve termine del 15° giorno successivo a quello di ricevimento della fattura estera.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al fine di ottemperare a tale disposizione, si renderà obbligatorio l’utilizzo delle nuove tipologie di “tipo documento”, introdotte con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 20 aprile 2020:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           •
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            TD17
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           - per la predisposizione del file XML relativo all’autofattura emessa a fronte dell’effettuazione di acquisto di servizi dall’estero ex art. 17, comma 2, D.P.R. n. 633/1972;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           •
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            TD18
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           - la predisposizione del file XML relativo all’integrazione di fatture relative a acquisti intracomunitari di beni (art. 46, comma 1, D.L. n. 331/1993);
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           •
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            TD19
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           - per la predisposizione del file XML relativo all’integrazione di fatture relative a acquisti di beni ai sensi dell’art. 17, comma 2, D.P.R. n. 633/1972 (Acquisto di beni da un soggetto passivo stabilito in un paese extra UE e privo di stabile organizzazione in Italia, anche in presenza di rappresentante fiscale - es. acquisto da un francese con rappresentate fiscale italiano oppure acquisto da soggetto extra UE di beni già presenti sul territorio nazionale).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si evidenzia che fino al 31 dicembre 2021 tutto ciò non è obbligatorio: è sufficiente la predisposizione di un documento da allegare alla fattura contenente sia i dati necessari per l’integrazione che gli estremi della fattura (circolare 13/E del 2 luglio 2018 - risoluzione 46/E/2017 del 10 aprile 2017), procedendo quindi alla stampa della fattura originaria e conservazione del documento e del documento di integrazione, fermo restando il fatto che così procedendo l’operazione non è già nota al Sistema di Interscambio e pertanto è necessario procedere alla trasmissione telematica della comunicazione delle operazioni transfrontaliere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Laddove si decidesse di procedere già a partire dal 2021, su base volontaria, ad integrare i rapporti con l’estero direttamente in formato elettronico, sarà comunque obbligatorio utilizzare gli specifici codici tipo documento sovra riportati (TD17-TD18-TD19).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Revisione delle sanzioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per concludere, si evidenzia che il disegno di legge di bilancio prevede anche la revisione delle sanzioni in materia di operazioni transfrontaliere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A partire dal 1° gennaio 2022, infatti, entrerà in vigore una modifica all’art. 11, comma 2-quater, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, e le nuove sanzioni in caso di inottemperanza ai nuovi obblighi saranno le seguenti: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la sanzione amministrativa di euro 2 per ciascuna fattura 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           entro il limite massimo di euro 400 mensili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sanzione sarà ridotta alla metà, entro il limite massimo di euro 200 per ciascun mese, se la trasmissione omessa (o a correzione) verrà effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/88cf2089/dms3rep/multi/_NME2505-Modifica-b32a283a-03ff887c.jpg" length="1619710" type="image/png" />
      <pubDate>Thu, 19 Nov 2020 09:00:44 GMT</pubDate>
      <author>noreply.site@italiaonline.it (Stefano Di Pietro)</author>
      <guid>https://www.isstudiocommercialisti.it/operazioni-transfrontaliere-novita</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cartelle, termini sospesi</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/cartelle-termini-sospesi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         CARTELLE: ULTERIORE SOSPENSIONE dei TERMINI di VERSAMENTO
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Dopo l'approvazione in Senato sarà esaminato questa settimana alla Camera il disegno di legge n. 2779 di conversione del D.L. 7 ottobre 2020, n. 125 recante misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19. 
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Queste le principali misure del provvedimento, all’interno del quale è confluito il D.L. 129/2020, contestualmente abrogato:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CARTELLE ESATTORIALI ed AVVISI di ACCERTAMENTO ESECUTIVO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sospesi fino al 31 dicembre 2020 i termini di pagamento delle entrate tributarie e non tributarie relative a cartelle esattoriali ed avvisi di accertamento esecutivi, comprese le rateazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ripresa della riscossione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tutti i pagamenti sospesi dovranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2021.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           RATEAZIONI - DECADENZA “ALLARGATA”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per i piani di rateazione presentati dall’8 marzo 2020 al 31 dicembre 2020, sarà possibile usufruire della decadenza “allargata”, che si verifica con il mancato pagamento di 10 rate (anziché 5), anche non consecutive.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CARTELLE - NOTIFICA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il provvedimento dispone la proroga di dodici mesi dei termini di decadenza e prescrizione in scadenza nel 2021 per la notifica delle cartelle di pagamento da parte dell’agente della riscossione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           DOCUMENTI di RICONOSCIMENTO - VALIDITÀ
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È prorogato al 30 aprile 2021 il termine di validità dei documenti di riconoscimento e di identità di cui all’art. 1, comma 1, lettere c), d) ed e), del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, rilasciati da amministrazioni pubbliche, con scadenza dal 31 gennaio 2020: è stato infatti modificato l’art. 104, comma 1, del decreto “Cura Italia” (D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modifiche dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ENTI LOCALI - BILANCIO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Limitatamente al 2020, le date del 14 ottobre e del 28 ottobre di cui all’art. 13, comma 15-ter, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modifiche dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214, e all’art. 1, commi 762 e 767, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di Bilancio 2020) sono differite rispettivamente al 31 dicembre 2020 e al 31 gennaio 2021.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Imu
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Resta comunque fermo il termine per il versamento dell’Imu, previsto per il 16 dicembre 2020, da effettuare sulla base degli atti pubblicati nel sito internet del Dipartimento delle finanze. L’eventuale differenza positiva tra l’Imu calcolata sulla base degli atti pubblicati ai sensi del differimento di cui sopra e l’imposta versata entro il 16 dicembre 2020 è dovuta senza applicazione di sanzioni e interessi entro il 28 febbraio 2021. Nel caso emerga una differenza negativa, il rimborso è dovuto secondo le regole ordinarie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           TERZO SETTORE - STATUTI - ADEGUAMENTO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Prorogato al 31 marzo 2021 il termine entro il quale gli enti del Terzo Settore possono procedere all’adeguamento dei propri statuti con le maggioranze “semplificate” (art. 101, comma 2, D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/88cf2089/dms3rep/multi/_NME2704-16ac05be-6c694a28.jpg" length="6667859" type="image/png" />
      <pubDate>Wed, 18 Nov 2020 09:45:49 GMT</pubDate>
      <author>noreply.site@italiaonline.it (Stefano Di Pietro)</author>
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      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp-cdn.multiscreensite.com/88cf2089/dms3rep/multi/_NME2704-16ac05be-6c694a28.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Brexit, gli impatti fiscali</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/brexit-gli-impatti-fiscali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La check list sullo stato di preparazione alla Brexit
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In prima battuta si fa presente che a seguito dell’uscita del Regno Unito, con effetto 1° gennaio 2021, la Commissione Europea sul proprio sito web ha pubblicato una
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            check list
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            con lo scopo di aiutare le imprese dell’UE che operano nel Regno Unito e/o le imprese del Regno Unito che operano nell’UE a verificare attentamente il proprio stato di preparazione a decorrere dal 1° gennaio 2021.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Tale check list fornisce una semplice panoramica di quali potrebbero essere gli effetti di natura fiscale e nel dettaglio è stato precisato quanto segue:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           considerato che a decorrere dal 1° gennaio 2021 le imprese dell’UE che attualmente acquistano merci dal Regno Unito e le immettono sul mercato dell’UE diventeranno importatori mentre quelle che attualmente distribuiscono prodotti nel Regno Unito diventeranno esportatori. Questo significa che dovranno ottemperare a un nuovo insieme di obblighi imposti dalle norme applicabili dell’Unione. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Dal 1° gennaio 2021 le norme doganali imposte dal diritto dell’UE si applicheranno a tutte le merci che entreranno nel territorio doganale dell’UE dal Regno Unito o che lasceranno detto territorio doganale dirette nel Regno Unito. Anche se tra l’UE e il Regno Unito sarà istituita un’ambiziosa zona di libero scambio che prevede tariffe pari a zero, nessun contingente per le merci e la cooperazione doganale e normativa, tutti i prodotti scambiati tra l’UE e il Regno Unito saranno soggetti a tutte le verifiche e a tutti i controlli di conformità alla normativa applicabili alle importazioni ai fini della sicurezza e della salute e ad altri fini di ordine pubblico; inoltre, 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dal 1° gennaio 2021 cambieranno le norme in materia di pagamento e rimborso dell’IVA. La questione riguarda sia le merci che i servizi. Le accise saranno inoltre esigibili sui prodotti ad esse soggetti (bevande alcoliche, prodotti del tabacco, ecc.) al momento della loro importazione dal Regno Unito nel territorio IVA dell’Unione Europea.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutto ciò premesso, di seguito si riportano quelle che secondo noi potrebbero essere le ricadute fiscali con effetto 1° gennaio 2021.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tenendo, comunque, presente che si dovranno attendere per l’ufficialità le linee guida ministeriali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Va da sé che fin tanto che non vi saranno tali disposizioni il trattamento rimane quello che attualmente si usa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Le ricadute ai fini delle imposte dirette
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Operazioni straordinarie e cambiamenti di sede: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            nel caso di cambiamenti di sede da parte di soggetti UE in UK, nonché nel caso di cambiamento di operazioni straordinarie con soggetti UK, potrebbero comportare il venir meno della neutralità fiscale ad oggi presente. Infatti, tornerebbe applicabile la ritenuta sugli interessi nonché altri proventi che sono corrisposti ai possessori di obbligazioni, titoli similari e cambiali finanziarie emesse dai soggetti indicati nel comma 1 dell’art. 23 del TUIR (così come previsto dall’art. 26, comma 1, del D.P.R. n. 600/1973).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Gli interessi derivanti da finanziamenti a medio lungo termine alle imprese italiane erogati da banche UK sconterebbero, poi, la ritenuta a titolo d’imposta di cui all’art. 26, comma 5, del D.P.R. n. 600/1973.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Normativa CFC
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel caso in cui le società controllate siano stabilite in UK le stesse rientrerebbero nell’ambito di applicazione della disciplina generale di cui all’art. 167, comma 1, del TUIR. Conseguentemente vi sarebbe la tassazione per trasparenza dei redditi conseguiti dai soggetti residenti o localizzati in Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui al comma 4 dell’art. 167 del TUIR.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Le ricadute ai fini IVA
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Acquisti/cessioni intracomunitarie
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli scambi che avverranno tra l’Italia e la Gran Bretagna non potranno essere più considerati alla stregua degli scambi intracomunitari (ai sensi degli artt. 38 e 41 del D.L. n. 331/1993), quindi, verrà meno anche l’obbligo di presentazione degli elenchi Intrastat beni sia lato attivo che passivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Conseguentemente:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            le cessioni effettuate dall’Italia verso UK saranno considerate cessioni all’esportazione ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. n. 633/1972;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si ricorda che per la presentazione di una dichiarazione doganale o per la richiesta di una decisione l’operatore economico deve chiedere l’attribuzione di un codice di registrazione, il c.d. codice EORI (Economic Operator Registration and Identification).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ne consegue che tutti gli operatori economici stabiliti nel territorio doganale dell’UE che intenderanno intrattenere scambi commerciali con il Regno Unito dopo la data del recesso dovranno essere in possesso di detto codice identificativo EORI.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Gli acquisti da UK verso l’Italia saranno considerate importazioni, quindi, con l’aggiunta dei dazi doganali e riscossione dell’IVA direttamente nella dogana di importazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli operatori economici che intenderanno importare merci dal Regno Unito dovranno presentare le merci con una dichiarazione doganale di importazione da trasmettere per via telematica all’Ufficio delle Dogane competente sul luogo dove le stesse sono presentate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Va da sé che, per gli acquisti da UK, non tornerà più applicabile il meccanismo del reverse charge ma si dovrà corrispondere i dazi e l’IVA direttamente in dogana. Tecnicamente si avrà un aumento della base imponibile (incrementata da dazi) e ripercussioni da un punto di vista di flussi finanziari.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si fa presente che dal lato attivo, comunque, non vi saranno ripercussioni per gli esportatori abituali. Infatti, le cessioni all’esportazioni così come le cessioni intra-UE concorrono alla formazione del plafond IVA.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Prestazioni di servizi c.d. generiche di cui all’art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’uscita della Gran Bretagna con riferimento ai servizi di cui all’art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972 non muterà i criteri di territorialità IVA (quindi, servizi territorialmente rilevanti nel Paese del committente soggetto passivo d’imposta nei rapporti BtoB ovvero Paese del prestatore qualora l’operazione sia BtoC), si rileva comunque: 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            non vi sarà più l’obbligo di presentazione degli elenchi Intrastat servizi (sia lato attivo che passivo);
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sulle fatture di vendita di servizi di cui all’art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972 si dovrà indicare la dicitura “operazione non soggetta”, quindi, scompare la dizione “inversione contabile”; 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sulle fatture passive di acquisto servizi non si procederà più a reverse charge bensì all’emissione di apposita autofattura (fermo restando che tale autofattura non andrà trasmessa allo SDI ma si dovrà presentare il nuovo esterometro).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Triangolazioni comunitarie, lavorazioni, rappresentanza fiscale, vendite per corrispondenza, rimborsi IVA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I soggetti passivi inglesi potranno aprire in Italia ovvero altro Paese della UE solo dei rappresentanti fiscali, essendo inibita la possibilità per i soggetti extra-UE di dotarsi di identificazione diretta IVA.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non si potranno, poi, più utilizzare le procedure per le lavorazioni comunitarie, quindi, si potrà eventualmente utilizzare il perfezionamento attivo ovvero passivo previsto dalle procedure doganali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Viene meno la possibilità di effettuare triangolazioni comunitarie ai fini IVA.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non sarà più possibile adottare la procedura prevista per le vendite per corrispondenza (ovvero in base ai cataloghi) che prevede l’imponibilità IVA nel Paese del cedente soggetto passivo IVA qualora non vengano superate determinate soglie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non sarà più possibile, sia per i soggetti italiani nonché per quelli inglesi, procedere a rimborso IVA telematico UE (artt. 38-bis1 e 38-bis2 del D.P.R. n. 633/1972). Quindi, si dovrà verificare se saranno previsti degli accordi di reciprocità al fine di richiedere il rimborso IVA ai sensi dell’art. 38-ter del D.P.R. n. 633/1972.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Aliquote IVA e regolamentazione comunitaria
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Gran Bretagna potrà fissare delle aliquote IVA diverse non tenendo conto di quanto contenuto all’interno della Direttiva comunitaria 2006/112/CE. Così come potrà adottare delle proprie regole (ancorché molto probabilmente si utilizzeranno degli accordi di reciprocità come avviene attualmente per la Norvegia, Israele e Svizzera).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 17 Nov 2020 10:00:54 GMT</pubDate>
      <author>noreply.site@italiaonline.it (Stefano Di Pietro)</author>
      <guid>https://www.isstudiocommercialisti.it/brexit-gli-impatti-fiscali</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Aziende di ristorazione</title>
      <link>https://www.isstudiocommercialisti.it/contributi-per-le-aziende-della-ristorazione-attivo-il-portale-per-linvio-delle-richieste</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Contributi per le aziende della ristorazione: attivo il portale per l’invio delle richieste
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         È operativo il sito www.portaleristorazione.it, attraverso il quale è possibile presentare - entro il prossimo 28 novembre - le domande di contributo previste a valere sul Fondo Ristorazione.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al riguardo si ricorda quanto segue: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la misura è stata introdotta dall’art. 58 del decreto “Agosto” (D.L. 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modifiche dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126), attuato dal decreto Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali del 27 ottobre 2020;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          sono previsti contributi a fondo perduto per tutte le imprese in attività alla data del 15 agosto 2020, con il seguente codice ATECO prevalente:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          56.10.11 (ristorazione con somministrazione);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          56.29.10 (mense);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          56.29.20 (catering continuativo su base contrattuale);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          56.10.12 (attività di ristorazione connesse alle aziende agricole);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          56.21.00 (catering per eventi, banqueting);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          55.10.00 (alberghi) limitatamente alle attività autorizzate alla somministrazione di cibo), per l’acquisto di prodotti di filiere agricole e alimentari da materia prima integralmente italiana, compresi quelli vitivinicoli;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          il contributo spetta per l’acquisto, effettuato dal 15 agosto 2020 e comprovato da idonea documentazione fiscale, di prodotti di filiere agricole e alimentari, inclusi quelli della pesca e dell’acquacoltura e quelli vitivinicoli, anche DOP e IGP. Sono incentivati gli acquisti, oltre che dei prodotti DOP e IGP:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          dei prodotti da vendita diretta ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 228;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          di prodotti ottenuti dalla filiera nazionale integrale dalla materia prima al prodotto finito;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          di prodotti ad alto rischio di spreco, individuati nell’elenco allegato al decreto in esame. Tali acquisti sono considerati prioritari ai fini della determinazione dell’importo del contributo;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai ¾ dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2019. Il beneficio spetta, anche in assenza del precedente requisito, ai soggetti che hanno avviato l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          è riconosciuto un anticipo del 90% al momento della domanda, dietro presentazione dei documenti fiscali attestanti gli acquisti effettuati, anche non quietanzati. Il saldo sarà corrisposto all’atto della presentazione della quietanza di pagamento (da effettuarsi con modalità tracciabile).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 17 Nov 2020 09:25:01 GMT</pubDate>
      <author>noreply.site@italiaonline.it (Stefano Di Pietro)</author>
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